My true love

PicsArt_1444160893791

Lo stesso sole che illumina le foglie rosse del mio bosco

incendia la tua sabbia

e la stessa luna che si riflette sulle onde del tuo mare

riluce sulle mie strade bagnate dalla pioggia di ottobre.

Poco contano la distanza e il tempo

perché sono solo un cumulo di centimetri ed attimi.

Idee astratte che l’amore annulla.

Come Ulisse ho viaggiato per 7 anni in cerca della mia Itaca… gli approdi che via via mi vedevano rifocillarmi alle altrui fonti non facevano altro che allontanarmi sempre più dalla mia patria, e sempre più smarrita mi scoprivo…. infine… l’ho trovata…. la mia Itaca… (… e mi accorsi… quanto sia vantaggioso essere un uomo nuovo… solo… quasi senza avi… un Ulisse senz’altra Itaca che quella interiore…).

(M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

Annunci

Mi sento…

PicsArt_1444151454887
Funny duck relaxing herself, Lago di Como

Mi sento proprio cosi…

una papera che si spidocchia

sul sasso fuori dall’acqua,

incurante del vortice sulla sua testa…

dentro, note di sole e di caldo

mentre fuori piove…

L’ educazione dei figli (da https://paroladisem.wordpress.com)

L’educazione dei figli

Stasera-in-tv-su-Rai-3-Qualunquemente-con-Antonio-Albanese-4

Siccome credo che pure l’educazione dei figli sia una questione cruciale… non posso non proporre come modello questo intenso dialogo padre-figlio tra Cetto La Qualunque e suo figlio Melo:

Cetto: Melo, che è la tua ragazza quella?

Melo: Sì, papà.

Cetto: Melo, quella ragazza non va bene. Non ha minne. È senza tette. E pure di culo è scarsa. Senti Melo, presto io sarò sindaco; quindi tu, per legge, vice-sindaco. Però ci sono delle cose da mettere a posto: tu devi cambiare, Melo. Certo, io sono mancato, e un figlio senza padre può prendere una brutta piega. Ma ora sono tornato. Melo, ti ho visto l’altra sera in moto, e avevi il casco: non va bene Melo, ho un nome in paese. Tu sei il mio orgoglio, mi sono sacrificato, mi sono impegnato per te, tu sei il mio capolavoro, ti ho insegnato tutto… Te lo sei dimenticato? Quando avevi 11 anni ti ho dato le prime lezioni di guida, ti ricordi? Quando ne avevi 12 che ho fatto?

Melo: Mi hai insegnato a picchiare i compagni della classe che non mi facevano copiare.

Cetto: Bravo. Quante volte ti ho detto di non mettere mai il casco, potrebbero pensare che sei timido! Ti devi fare rispettare! Si comincia dando la precedenza a un incrocio e finisce che ti prendono per ricchione. E come se non bastasse, infinemente, mi cadi su una ragazza senza minne, piatta. Dove ho sbagliato? […] Mi è caduto il mondo, sai? Piatta: che dolore che mi hai fatto prendere, Melo.

Momenti di grande cinema. Da Oscar, anzi, da Nobel.

Programma_Cetto

Ed ora… torniamo seri:

“Non ci avvicineremo mai alla verità finché sapremo parlarne” (Chuang-tzu).

“Se volete scoprire la verità, quando incontrate sulla vostra strada il Buddha, uccidete il Buddha” (Lin-chi).

“Non occorre cercare la verità: basta far cessare la visione” (Seng-ts’an).

“Molto tempo fa Cartesio disse: “Penso, dunque sono”. Qui comincia la filosofia. Ma se non state pensando, che cosa succede? Qui comincia la pratica Zen” (Seung Sahn).

“La nostra vita è lo strumento mediante il quale compiamo esperimenti con la verità” (Thich Nhat Hanh).

Cosa Ti fanno provare le considerazioni qui sopra?

Indifferenza? Curiosità? Irritazione? Noia? Sollievo? Approvazione? Estraneità? Disapprovazione? Condivisione?

In fondo, come tutti i pensieri degli altri… sono degli specchi, delle “macchie d’inchiostro“: ciò che Ti fanno provare riflette, a mio modesto avviso, il Tuo modo di essere…

L’ indifferenza

PicsArt_1444125868424

Il perfetto stile nasce dalla totale indifferenza. Ecco perché si ama sempre follemente chi ci tratta con indifferenza: essa è stile, è fascino di classe, è amabilità.
(Cesare Pavese)

Arcano XII (Le Pendu)

pendu images

Ci sono alcune lame che “non amo”, o meglio, mi mettono in difficoltà: l’Appeso è una di queste.

Ho impiegato molto tempo per capire che, invece, questo giovane a testa in giù, sospeso tra la terra ed il cielo e apparentemente sacrificato non è niente di più di un messaggio di profondo cambiamento attraverso l’introspezione, la discesa nel proprio intimo più profondo.

L’Appeso è sereno perché abbandona la sua personalità esterna, egoistica e ristretta, per immobilizzarsi in una posizione apparentemente assurda e passiva: dopo il massimo dispiegamento dell’energia e dei poteri personali, egli allenta la tensione per permettere un radicale capovolgimento del punto di vista.

Un messaggio in totale controtendenza rispetto a quello che ci viene passato ogni giorno dalla nostra società e dai mass media, ma un passo necessario per arrivare alla piena consapevolezza di se.

Attesa, pazienza, sacrificio, speranza e una specie di conversione al dolore per un futuro migliore da una parte, e l’importanza di “morire dentro” nella non-azione per rinascere Coscienza.

E se l’Appeso parlasse…? di Alejandro Jodorowsky

Mi trovo in questa posizione perché lo voglio. Sono stato io a recidere i rami. Ho liberato le mie mani dal desiderio di afferrare, di appropriarmi delle cose, di trattenerle.
Senza abbandonare il mondo, me ne sono ritratto. Con me potete trovare la volontà di entrare in quella condizione in cui non esiste più la volontà.
Lo stato in cui le parole, le emozioni, le relazioni, i desideri, i bisogni non vi tengono più legati.
Per slegarmi ho spezzato tutti i legami, tranne quello che mi lega alla Coscienza.
Ho la sensazione di cadere eternamente verso me stesso. Mi cerco attraverso il labirinto delle parole, sono colui che pensa e non ciò che viene pensato. Non sono i sentimenti, li osservo da una sfera intangibile dove regna soltanto la pace.
A una distanza infinita dal fiume dei desideri, conosco soltanto indifferenza. Non sono un corpo, ma colui che lo abita. Per arrivare a me stesso, sono un cacciatore che sacrifica la preda.
Ritrovo l’azione bruciante nell’infinita non-azione.Attraverso il dolore per trovare la forza del sacrificio.

– 55

Se potessi, oggi vorrei essere dotata del superpotere dell’ impermeabilità… cosi che tutto quello che mi accade possa scivolarmi addosso come gocce sulla superficie di una foglia.

Lasciarmi galleggiare sulla superficie dell’ acqua senza essere insensibile, bensi perfettamente in sintonia con le onde.

Accettare, sulla mia superficie, le gocce di “ciò che accade” sapendo che queste scivoleranno via o verranno tramutate in vapore ritornando cosi nel ciclo.

Fluire con ciò che deve essere la mia giornata, in perfetta armonia.

Osservare.

Come una grande foglia di ninfea che riluce di stelle.

 I tre passi di Osho –  Osservazione, accettazione e amore

Primo passo: Osservare il quotidiano
Diventa consapevole di tutte le azioni quotidiane, le azioni di routine, e mentre stai facendo queste azioni, resta rilassato. Non occorre che tu vada in tensione. Se stai lavando il pavimento, a che ti serve essere teso? O mentre stai cucinando, a che ti serve essere teso? Non esiste alcun momento nella vita che richieda tensione. Questa è dovuta solo alla tua inconsapevolezza e impazienza.  Non ho mai trovato nulla per cui ci voglia tensione – eppure ho vissuto in ogni modo possibile, con gente di tutti i tipi. Mi sono sempre chiesto: come mai sono così tesi? Sembra proprio che la tensione non abbia nulla a che fare con ciò che è fuori di te; è qualcosa che ha a che fare con te. Puoi sempre trovare una scusa all’esterno, perché essere tesi senza una ragione sembra stupido. Trovi una razionalizzazione, una giustificazione all’esterno, in modo da spiegare perché sei in tensione. Ma la tensione non è all’esterno, dipende invece dal tuo modo di vivere sbagliato.
Secondo passo: Accetta te stesso
Tu vivi in modo competitivo, questo crea tensione. Vivi facendo continuamente paragoni, questo creerà tensione. Pensi sempre al passato o al futuro, e manchi il presente che pure è l’unica realtà, questo creerà tensione.
Scopri qual’è il tuo talento. La natura non crea mai un individuo che non possegga qualche dono unico. Basta cercare un po’…  Usa al massimo le qualità e il talento che hai, e l’energia impiegata nella tensione inizierà a diventare grazia e bellezza.
Terzo passo: Sii un artista dell’amore
Tutto ciò che fai, fallo con amore, con un’attenzione tale che persino la cosa più insignificante del mondo diventa un’opera d’arte. Ti porterà grande gioia. Creerà un mondo privo di competizione e di paragoni. Darà dignità a tutti, ridarà loro l’orgoglio che le religioni avevano distrutto. Qualsiasi azione fatta con totalità diventa una preghiera.
(Osho)
PicsArt_1444109010005
Gocce che scivolano

Tra il caffè e il treno – 6 ottobre

PicsArt_1444107310640
Flying fish, Lago di Como

La Pazienza del Tonno

Che Pazienza!
Disse il tonno dal suo viaggio di ritorno.
Sono ben stanco di viaggiare
mi vorrei un po’ riposare.Che Pazienza!
Che Pazienza!
Disse l’uomo alla sua lenza.
Sono ben stanco di aspettare
un bel tonno ho da pescare.

Ma all’orecchio di quel tonno
quel parlar fece ritorno,
e nel ritrovar Pazienza
scappò via da quella lenza.

Non son stanco di viaggiare
se la vita ho da salvare,
faccio appello alla Pazienza
quando incontro l’emergenza.

E così riprese il mare.

Che Pazienza!
Che Pazienza!
Disse l’uomo nel tirar lenza.
Nessun tonno ho haimè pescato
questo mare e tanto ingrato.

E così riprese, la via del suo paese.

Benedetta la Pazienza!
Disse l’esca sulla lenza.
Devo a te la mia esistenza, coltivate la Pazienza!!!

(C. Parisi)