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Passo dopo passo

un piede avanti all’altro

lievi sull’erba.

Alzo lo sguardo.

Sono cielo.

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Riflessi di cielo, Castelseprio
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Riflessi d’autunno

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Tra storia e natura, Castelseprio

Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.
Kahlil Gibran

Arcano XI ( La Force) (Tati devoted)

la forza

Il Saggio rispetta tutte le energie; anche quelle pericolose, perché pensa che esse esistono per essere captate ed utilizzate in modo giusto.

Non bisogna disprezzare ciò che è inferiore; anche gli istinti meno nobili sono utili perché rappresentano lo stimolo necessario di ogni azione.

La padronanza vitale esige che le forze tendenti al male vengano modificate in energie benefiche.

Ciò che è vile non deve essere distrutto, ma reso nobile trasformandolo, come il piombo che bisogna saper elevare alla dignità di oro.

Tale regola è applicabile in tutti i campi.

E’ inutile pretendere da tutti gli uomini il bene, la virtù, il disinteresse, il compimento del dovere. L’egoismo, in tutte le sue forme, rimane il principio di questo mondo; il saggio comprende tutto ciò, ne trae profitto, e tiene conto del Diavolo per costringerlo a collaborare, sia pure controvoglia, alla Grande Opera.

Questo è l’insegnamento dell’arcano XI.

(Lettura di E. Cella Ferrari)

Per questo esiste l’Alchimia. Affinché ogni uomo cerchi il proprio tesoro e lo scopra e poi desideri essere migliore di quanto non fosse nella vita precedente. Il piombo svolgerà il proprio ruolo fino a quando il mondo non ne avrà più bisogno. Ma poi dovrà trasformarsi in oro. È quanto fanno gli Alchimisti: dimostrano che, ogniqualvolta cerchiamo di essere migliori di quello che siamo, anche tutto quanto ci circonda diventa migliore.
(P. Coelho)

La vita é come il cioccolato, è l’amaro che fa apprezzare il dolce.

non c'è rosa senza spine By GiuMa

La formica n. 49.783.511

Un formicaio ai piedi di un vecchio abete. 

Milioni di formiche nere corrono senza sosta, perfettamente organizzate. Sezione trasporto aghi e foglie; sezione ricerca semi, insetti, larve; sezione allevamento e cura piccoli; comitato difesa dagli assalti…

Un giorno la formica n. 49.783.511 si fermò. 

Ansimando s’appoggiò al lungo ago che stava trascinando e alzò lo sguardo. 

Si sentiva svenire… abituata a scansare i fili d’erba, i sassolini, i bruchi, ora i suoi occhi si smarrivano nell’azzurro immenso del cielo, il cuore le scoppiava d’emozione guardando il grande tronco, i rami ordinati, il verde brillante.

“N. 49.783.511 – gridò il capo settore – gli altri sgobbano e tu poltrisci! T’assegno un quarto d’ora supplementare!”.

La sera la formica n. 49.783.511 fece il recupero di lavoro. Poi mentre tutte s’infilavano nelle tane, restò fuori e scoprì le stelle. Un incanto!

Tutta la notte ebbe gli occhi pieni di…

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