Amare

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Tutto ciò che entra nel cuore è un ospite del mondo invisibile: trattalo bene.

(Rumi)

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A’mbecilleeeeeeeeeee… ahahah

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Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.

(A. Einstein)

Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido che crede di essere saggio.

(W. Shakespeare)

Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

(Anonimo)

L’ estasi

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Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.

(F. Kafka)

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Io non sono di quelli che dicono che le loro azioni non gli assomigliano: bisogna bene che le mie mi assomiglino, dato che esse costituiscono la sola misura dell’esser mio, il solo mezzo di cui dispongo per affidare me stesso alla memoria degli uomini, e persino alla mia; dato che forse l’impossibilita di continuare a esprimersi e a modificarsi con nuove azioni costituisce la sola differenza tra l’esser morti e l’esser vivi.

(M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

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Delirio di onnipotenza

12 ottobre ed altre bazzeccole

Come l’ape raccoglie il succo dei fiori senza danneggiarne colore e profumo, così il saggio dimori nel mondo.
(Buddha Siddhārtha Gautama)

12 ottobre 1492: Cristoforo Colombo arriva a Guanahani nelle Bahamas (oggi San Salvador) con gli equipaggi della Niña, della Pinta e della Santa Maria: inizia la scoperta del Nuovo Continente.

12 ottobre 1999: La popolazione mondiale tocca i sei miliardi di persone. Secondo le indicazioni del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione il seimiliardesimo abitante della Terra è Adnan Mevic, nato due minuti dopo mezzanotte a Sarajevo e pesa tre chili e mezzo.

Cristoforo Colombo scopre, in un meraviglioso gioco di serendipità, l’ America e, questo cambia tutto… cambia il corso dell’ umanità; 507 anni più tardi siamo sei miliardi di persone, tutti abitanti di un pianeta dove l’aspettativa di vita media dovrebbe essersi allungata, dove celebriamo i miracoli del progresso scientifico e tecnologico, dove ci sentiamo potenti perché abbiamo “sconfitto” molte malattie attraverso la ricerca scientifica, dove siamo allunati, dove studiamo Marte e dove i nostri aerei sfrecciano nel cielo.

Un posto dove ci sentiamo padroni di tutto perché costruiamo bombe atomiche celebrando la pace.

Un pianeta sul quale ci sentiamo Dio.

Arrivati a sentirci Dio, siamo più felici dell’ultimo mozzo della Santa Maria?

Asseriamo di aver debellato la peste ma siamo afflitti da malattie psicosomatiche che devastano la nostra quotidianità senza essere letali, siamo funestati da malattie che ci uccidono nella socialità, siamo a rischio di virus letali creati in laboratori “a fini di ricerca e progresso”, sfrecciamo su treni superveloci alla ricerca di un tempo che non ci appartiene, pensiamo di essere liberi e invece siamo dei miseri schiavi, individui che hanno perso persino la capacità di socializzare se non attraverso uno schermo.

Ben detto, caro Sem, essere potenti non significa essere più felici, anzi… il rischio implicito di tutto questo è, appunto quello di sentirsi Dio dimenticandoci che abbiamo un’Anima e che la logica non supplisce.

Ben detto, caro il mio Equilibrista, “cum grano salis”, le logiche della logica sono perverse ed ingannevoli. L’ equilibrio.

Non chiediamo al progresso di essere sinonimo di felicità e di giustizia: non credo sia la chiave perché il mondo sarà sempre ingiusto ed infelice, ci saranno sempre le malattie, le guerre ed i soprusi, la violenza.

Il vero progresso è nella nostra Coscienza e nella capacità di esserlo, anzi di viverlo e di diventare Coscienza, ognuno per il proprio pezzo e nella propria “bolla”. Oggi piu che mai.

Meglio del possesso del mondo intero, meglio del paradiso, meglio del dominio su tutti i mondi… è compiere il primo passo sulla via del risveglio.
(Buddha Siddhārtha Gautama)

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Arcano XVI (La Maison Dieu)

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E se la Torre parlasse…

La mia esistenza, come la vostra, dimostra con ogni battito del cuore che il mondo è divino, la carne è una celebrazione viva e la vita un incessante costruire.

Con me conoscere l’allegria. Sono la vita stessa, la trasformazione e la ricostruzione, la fiamma e l’energia di ciò che è vivo, di tutta la materia e di lo spirito. Se volete entrare dentro di me, dovrete rallegrarvi, buttare nel fuoco i capricci infantili della tristezza e la paura. Sono l’allegria catastrofica della vita, il permanente imprevisto, la meravigliosa catastrofe.

(A. Jodorowsy, La via dei Tarocchi)

Niente come l’ Arcano XVI dei Tarocchi di Marsiglia, indica un’apertura, l’emergere di quanto sta rinchiuso e l’esigenza  di rompere gli equilibri stagnanti di situazioni obsolete in modo da dirigere l’energia, le intenzioni e gli sforzi verso la risoluzione del problema e generare così nuova linfa vitale per trovare un equilibrio nuovo.

La nostra vita si deve muovere nella celebrazione degli equilibri che ogni giorno compromettiamo e rinnoviamo in una festa ininterrotta.

Nessuna catastrofe è fine a se stessa ma tutto partecipa al gioco “sacro” dell’impermanenza, dove tutto cambia e muore solo per trasformarsi in un ciclo ininterrotto di esperienza e di vita.

Muoviti nel mondo celebrando, danzando, cantando, simile a un’ape; va da fiore a fiore, soltanto attraversando tutte le esperienze diventi maturo.

(Buddha)