MENO SCUOLA = PIU’ VITA

Dici che c’entra? 😆 (equilibristasquilibrato inspired)

RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO

Sai qual’è la differenza tra la scuola e la vita?
Che a scuola prima impari la lezione e dopo ti mettono alla prova, mentre nella vita prima vieni messo alla prova e dopo impari la lezione (cit.).
In pratica nella palestra della vita non conta quanto hai studiato, ma in quante sfide sei pronto a lanciarti.

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Arcano XX (Le Jugement)

Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente,
è che perdono la salute per fare i soldi
e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera
che non riescono a vivere né il presente né il futuro.
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
Dalai Lama

iudgement

Olimpiadi 1992: Derek Anthony Redmond, già campione del mondo con la staffetta della Gran Bretagna nella 4×400 è il grande favorito sui 400 metri. Parte la gara ma a 250 metri si rompe il tendine del ginocchio: si inginocchia piegati in due dal dolore. Ma termina la gara saltellando su una gamba sola mentre una folla di 65.000 persone gli fa una standing ovation. Disse: “Fu una delusione infinita infortunarmi, ero certo di vincere; ma mi sentii così vivo ad arrivare al traguardo”.

Resurrezione: “Vivi”

(Tratto da Omelia di don Marco Pedron del 31.03.2013, e grazie a chi me la ha fatta leggere :-D)

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Ignorantia legis neminem excusat

L’ignoranza della legge non scusa nessuno

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Che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.
(Italo Svevo)

Una cartolina

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La mia bimba è partita da due settimane e manca… Quanto mi manca… Quanto ci manca.. Quanto manca a tutti la sua allegria, la sua risata, la sua presenza… perché lei è energia, gioia e vitalità. Tutto concentrato in occhi che luccicano e fame di vita.

L’altra sera, allora, con la famiglia quasi al completo (mancavano i gatti… e qualche marito), nonna fresca di parrucchiere e nonno emozionato abbiamo organizzato una videoconference con l’ altro emisfero… Brianza chiama isola nell’oceano, Houston chiama base.

Tutti davanti allo schermo e ad immagini tremolanti, figlie del progresso che annulla tempo e distanze.

Tutti li a catturare sorrisi e ad abbracciarsi con gli occhi, circondando i nonni emozionati di poter superare montagne e valli ed oceani per realizzare e finalmente accettare che la loro pazza nipote è felice di vivere in un posto dove non è mai inverno, non c’è la nebbia e il pulmino parte quando è pieno…

E, di fronte alla gioia e all’emozione di superare fusi orari, di fronte al miracolo della tecnologia cosa chiede la nonna alla luce dei suoi occhi?

Una cartolina…

Sofia, nonna vuole una cartolina da tenere li, appiccicata allo specchio dell’entrata per potersela vedere, guardare e rigirare tra le dita in quei momenti nei quali la nostalgia diventa pesante… nonna vuole una cartolina da mostrare alle amiche della domenica… nonna vuole qualcosa di concreto e tangibile da sfiorare ed afferrare.

E allora mi sono tornate in mente le vacanze della mia infanzia, quelle a Riccione o a Loano dove, appena arrivati si comperavano cartoline e francobolli e tutti insieme si scrivevano e si facevano girare per la firma… e se non sapevi scrivere ti si aiutava finché lasciavi uno sgorbio che era “tuo”… eri tu, lo avevi fatto tu…

Poi si spedivano. E si aspettava che arrivassero.

Uguale per gli auguri di Natale…

Io non so cosa sia “meglio”, forse non esiste un concetto di meglio. È solo diverso.

Oggi la nostra comunicazione si svolge nel tutto e subito, nell’ immediato: è più “estesa”. Ci raggiunge ovunque siamo e a volte ci perseguita, spesso non possiamo esimerci, non possiamo scappare dalle foto su facebook e da whatsapp. Ma rimane intangibile, come un alito di vento.

E nello stesso tempo abbiamo perso la “profondità” che era nel fare, nell’operare e nel dedicare le nostre azioni… oggi lanciamo nel web, ci trasformiamo in onde che si muovono nello spazio… ma facciamo fatica ad attendere l’arrivo di una cartolina o una lettera perché sembra quasi assurdo, visto che abbiamo le @mail che annullano tempo e distanze (se il server funziona…).

Ripeto, non so cosa sia meglio. E non mi interessa.

Ottenendo qualche cosa abbiamo perso, o meglio dimenticato dell’altro.

La cosa sbagliata è questa: non avere memoria. E perdersi.

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