Automne

“Automne”

Un cheval s’écroule au milieu d’une allée

Les feuilles tombent sur lui

Notre amour frissonne

Et le soleil aussi.

( J. Prevert)

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Il bosco incantato

Ascoltare (Frankie69 inspired &devoted)

Se ascolti pieno di pregiudizi di ogni tipo, quello è il modo sbagliato di ascoltare; in realtà  è proprio il modo per non ascoltare. Apparentemente stai ascoltando, ma in realtà stai solo udendo, non stai ascoltando. Giusto ascolto vuol dire che hai messo da parte la mente, ma questo non significa che diventi uno sprovveduto e che credi a tutto ciò che ti dicono, non ha nulla a che fare con il credere o il non credere. Giusto ascolto vuol dire: “In questo momento non mi preoccupo di credere o non credere, non si tratta di essere d’accordo o no, cerco semplicemente di ascoltare, deciderò in seguito quello che secondo me è giusto o sbagliato, e se seguire o no”.

La bellezza del giusto ascolto è che la verità  ha una musica e un’armonia tutta sua. Se ascolti senza pregiudizi, il tuo cuore ti dirà  che è vero; infatti, sentirai come una campana vibrare nel tuo cuore, mentre senza verità rimarrai freddo, distaccato, indifferente e niente risuonerà all’interno del tuo cuore, non ci sarà alcuna sincronicità. La qualità della verità  è proprio questa: se riesci ad ascoltarla con il cuore aperto, si creerà subito una risposta nel tuo essere e quindi il centro più profondo di te potrà librarsi, inizieranno a crescerti le ali e scoprirai che il cielo è a tua intera disposizione.
Non si tratta di decidere con logica se ciò che viene detto è vero o falso, al contrario è una questione d’amore, non di logica. La verità genera immediatamente amore nel tuo cuore e qualcosa dentro di te sarà stimolato in un modo molto misterioso.

Se però ascolti in maniera sbagliata  – ovvero, sei tutta mente, ricolmo della tua spazzatura, strapieno di conoscenze –, allora non permetterai al tuo cuore di rispondere alla verità  e perderai una possibilità straordinaria, la sincronicità.

Il tuo cuore è pronto a rispondere alla verità e può connettersi solo alla verità; ricorda, non risponde mai a ciò che è falso. Di fronte alla falsità rimane silenzioso, insensibile, non ne è toccato né può risvegliarsi. Con la verità il cuore inizia a danzare, a cantare, come se il sole sorgesse improvvisamente nella notte buia, che scompare, come se gli uccelli si mettessero a cinguettare, i fiori di loto sbocciassero, come se tutta la terra si risvegliasse.

(Osho)

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You & Me

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Per qualche giorno, nel mio count-down, propongo la lettura (a puntate) di uno scritto di Anthony de Mello e dal titolo

“Messaggio per un’ aquila che si crede un pollo”.

Questo primo capitolo lo dedico a Sem di http://www.paroladisem.wordpress.com che, per primo, qualche giorno fa mi ha parlato delle aquile che si credono polli.

Qualcuno di voi conoscerà questo scritto, qualcuno no… a qualcuno farà pensare, a qualcuno no…, a qualcuno piacerà e a qualcuno no…, qualcuno condividerà e qualcuno no… Non fa nulla.

Lo si trova in rete, se lo volete leggere subito per intero.

Buona lettura.

Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.  Sapete, tutti i mistici – cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro teologia, la loro religione  – concordano su una cosa: che va tutto bene. Sebbene regni il caos, tutto va bene.  Certo, è uno strano paradosso. Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perché è immersa nel sonno. Ha un incubo. […] La prima cosa che voglio capiate, se davvero intendete svegliarvi, è che non volete svegliarvi. Il primo passo verso il risveglio è essere sufficientemente sinceri da ammettere di fronte a se stessi che non è piacevole… noi non desideriamo essere felici. Vogliamo altre cose. O meglio: noi non vogliamo essere felici incondizionatamente. Sono pronto a essere felice a condizione che abbia questo e questo e quest’altro.  Ma ciò equivale a dire al nostro amico o al nostro Dio o a chiunque: “Tu sei la mia felicità. Se non ho te, rifiuto di essere felice”.  E’ davvero importante capire questo meccanismo. Non riusciamo a immaginare di essere felici a prescindere da tali condizioni. E’ esattamente così.  Non riusciamo a concepire di poter essere felici senza di esse. Ci è stato insegnato a situare in esse la nostra felicità. Dunque, questa è la prima cosa da fare se vogliamo svegliarci, il che equivale a dire: se vogliamo amare, se vogliamo la libertà, se vogliamo la gioia, la pace e la spiritualità.  In questo senso, la spiritualità è la cosa più pratica di questo mondo. Sfido chiunque a pensare a qualcosa di più pratico della spiritualità per come l’ho definita – né pietà, né devozione, né religione, né adorazione, ma spiritualità – il risveglio, il risveglio! Osservate l’angoscia che regna ovunque, osservate la solitudine, la paura, la confusione, il conflitto nel cuore delle persone, conflitto interno, conflitto esterno. Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di liberarvi da tutto ciò.  Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di fermare quel terribile dispendio di energia, di salute, di emozioni che deriva da conflitti e da tale confusione. Vi piacerebbe?  Immaginate che qualcuno ci mostri la strada attraverso la quale potremmo giungere ad amarci davvero gli uni agli altri, essere in pace, essere immersi nell’amore. Riuscite a pensare a qualcosa di più pratico di tutto ciò? E invece c’è gente che ritiene che i grandi affari siano più pratici, che la politica sia più pratica, che la scienza sia più pratica.  Quale sarà mai il vantaggio materiale di mandare un uomo sulla luna, quando noi non riusciamo a vivere sulla terra? […] Niente è più pratico della spiritualità.  […] Sapete qual è il segnale del risveglio? E’ il momento in cui ci si chiede: “Sono io il pazzo, o lo sono tutti gli altri?” Davvero è così. Perché noi siamo pazzi. Il mondo intero è pazzo. Folli certificabili in piena regola! L’unico motivo per cui non siamo tutti rinchiusi è che siamo troppi. Dunque siamo pazzi. Viviamo basandoci su idee pazze riguardo l’amore, ai rapporti con gli altri, alla felicità, alla gioia, a tutto quanto. Sono giunto a credere che siamo pazzi al punto che, se tutti sono d’accordo su qualcosa, quella cosa è sicuramente sbagliata!  Ogni nuova idea, ogni grande idea, al suo inizio, era partita da una minoranza costituita da una persona. Quell’uomo di nome Gesù Cristo – minoranza costituita da una sola persona. Tutti dicevano qualcosa di diverso da quel che diceva lui. Buddha – minoranza costituita da una sola persona. Tutti dicevano qualcosa di diverso da quello che diceva lui. Credo che sia stato Bertrand Russel a dire: “Ogni grande idea, ai suoi inizi, è blasfema”. Mi sembra una spiegazione esatta e precisa. […]  Ogni volta che si rinuncia a qualcosa, ci si illude. Cosa ne dite? Ci si illude. A cosa si rinuncia? Ogni volta che si rinuncia a qualcosa, si rimane legati per sempre all’oggetto della rinuncia.  In India c’è un guru che dice: “Ogni volta che viene da me una prostituta , non mi parla d’altro che di Dio. Mi dice :”sono stufa della vita che faccio. Voglio Dio”. Ma ogni volta che viene da me un prete, non mi parla d’altro che di sesso”. Infatti, quando si rinuncia a qualcosa, si rimane vincolati a quella cosa per sempre.

(A. De Mello – continua)

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Welcome Nina

Da oggi ho un nipote peloso che vive dall’altra parte del mondo… anzi per la precisione una nipote, che questa mattina è stata battezzata come “Nina” tra un caffè ed un thè all’arancia e ginger.

La nostra famiglia si è allargata: l’ amore non ha “genere” e non ha confini.

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Pretty Nina

Credo che i gatti siano spiriti venuti sulla terra. Un gatto, ne sono convinto, può camminare su una nuvola.

(J. Verne)

Sassi

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Mura romane, Monastero di Torba

Le pietre sono esseri viventi. Dal momento che l’intero universo vive della vita di Dio, anche le pietre sono vive, il che significa che possono rallegrarsi e perfino pensare. Obietterete che non avendo ricevuto un corpo eterico come le piante, e ancor meno un corpo astrale come gli animali, né un corpo mentale come gli esseri umani, non si può dire che esse siano vive. È vero, le pietre non hanno corpo eterico né corpo astrale né corpo mentale, e ciò che noi chiamiamo sensibilità, sentimento e pensiero rimane per loro sconosciuto. Tuttavia le pietre sono vive. Se vengono situate ai piedi della scala dell’evoluzione, significa semplicemente che il loro essere spirituale si trova talmente lontano da non avere alcuna comunicazione con il loro essere fisico. Le pietre sono il ricettacolo di un’entità spirituale, ma questa non è ancora scesa a sufficienza in loro per animarle, ed ecco perché le pietre sembrano senza vita.
E allora cos’è che nelle pietre si rallegra e pensa? È lo spirito lassù, lontanissimo, e non le pietre in sé. E quando le pietre vengono spostate o spaccate, accettano e sono felici: sentono che stanno per partecipare alla costruzione di qualcosa di nuovo.

(O. M. Aivanhov)