Il respiro del venerdi sera

Il venerdi sera è una piega nel tempo,

è un anfratto nello spazio.

Raggomitolato su se stesso

e nascosto al mondo

vive di un attimo leggero ed inconsistente

come una bolla di sapone sospesa nel vuoto.

Lo puoi sentire prendere forma

sotto il tuo respiro

e volare via sotto i tuoi occhi

mentre chiudi la porta e ti sfili le scarpe.

Dolcemente.

Ecco, sono qui.

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Arabesque

Non ti puoi proprio fidare degli uomini

Ogni giorno per andare al lavoro, per mangiare, per muoverci, per vivere, noi compiamo una serie infinita di atti di fiducia. Ci affidiamo agli altri, al medico che ci cura, al muratore che ha costruito la nostra casa, al pizzaiolo che ci fa mangiare, al pilota che ci deve portare lontano. Diamo fiducia non perché lo vogliamo, perché davvero ci fidiamo, ma perché non possiamo farne a meno. E non è vero che la fiducia si dà solo alle cose serie, la fiducia si dà a tutto e tutti, per obbligo, perché la fiducia ci fa vivere. E morire.
(A. Perissinotto)

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Et voilà les macarons de Manu

Devo mandare dei macarons ad una carinissima collaboratrice che sta a New York; chiamo dunque Peppino, il mio uomo di “fiducia” perché vada un salto alla caffetteria sotto l’ufficio. Io oggi non ce la faccio…

“Peppino, per favore… vai da Amorino e comperami UNA SCATOL A DA TRE MACARONS” dico io.

“Ho capito… ma scrivimelo, per favore, prima che lo dimentichi” mi dice lui.

” Ti conosco pollo…” penso io e cosi, mentre gli allungo 20 euro, gli scrivo su un post it in penna blu: “Scatoletta da 3 macarons”.

Cosa fatta capo ha, sono soddisfatta… e passo la mia mattinata da delirio ed anche la prova di evacuazione…

Di Peppino e dei miei macarons nessuna traccia finché suona il telefono…: ecco, è Peppino.

“Manu… mi hai detto che volevi DUE SCATOLE DA SEI MACARONS?” dice l’uomo.

“Nonono Peppe.. cosa c’è scritto sul biglietto?” argomento con veemenza cercando di stare calma.

“Una scatoletta da tre macarons c’è scritto…” dice lui perplesso.

“E allora?” ribadisco io, spazientita (quando non ce la si fa non ce la si fa…)

“Non posso lasciarli qui…” commenta Peppino

“In che senso?” rispondo io sibilando soavemente.

“Mi hanno già fatto lo scontrino…” mi dice Peppe tra l’ affranto e il disperato.

Bene, la seconda scatola da sei ce la siamo sbafata, non  c’era altra soluzione. Karma, oggi li mangio e domani li indosso…

Tutte le cose che mi piacciono sono illegali, immorali oppure fanno ingrassare.

(A. Woollcott)

Pausa pranzo

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Schiscetta, idioma lombardo per definire una Bento Box

Pausa pranzo… ecco io oggi mi sbafo, qui sulla mia scrivania tra il righello i telefoni e i post-it (ops… i blocchetti riposizionabili…) un tomino e il timballo di riso con tante buone verdurine…

Visto quanto è stata agitata la mattina spero di godere di un minimo di relax adesso…

Comunque tutto okay: io e la Frankie abbiamo messo tutto (anzi tutti) in fila…

Ora leggo, scrivo e mi salvo poetando un po’: fare i poeti è un po’ come fare i filosofi mi dicevano… allora ci proviamo a fare filosofia su questo venerdi…

Certo, perché poi abbiamo la Nina che ha imparato a mangiare il paté dal piatto ma ora bisogna insegnarle a fare pipi al posto giusto… giustamente nella cassetta con la sabbia della spiaggia…

E il mio BlackBerry che suona come neanche le campane di San Pietro la mattina di Pasqua… 25 email, 30 whatsapp e 4 sms all’ ora: mio Dio liberami dalla tecnologia, voglio stare in un posto senza campo.

Però… però… alle 14.30 ho la prova di evacuazione… primo problema: devo convincere tutti che è vero che c’è il fuoco altrimenti non escono e la mia collega rischia di starsene in cortile come una “ciuccia” a spuntare persone che non arrivano… secondo problema: convincere che bisogna fare le scale e non si possono usare gli ascensori,altrimenti che incendio è? E poi tutti in cortile a fare i bighelloni come quando si andava a scuola…

Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.

(Paracelso)

Luce

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Lago in notturna
Certe persone si dichiarano credenti pur confessando che Dio rimane per loro una nozione astratta; non sanno come entrare in relazione con Lui, e ovviamente sentono che manca loro qualcosa. In realtà, il metodo più efficace per legarsi a Dio è concentrarsi sulla luce. Dio non è la luce, è molto più che la luce: non Lo si può conoscere e neppure Lo si può immaginare. Ma perché sta scritto nella Genesi che il primo giorno Dio creò la luce? Perché Egli voleva fare della luce la sostanza dell’universo. Se la luce è la prima emanazione divina, significa che essa contiene tutte le qualità e le virtù di Dio, e per questa ragione noi riusciremo ad avvicinarci a Dio solo attraverso la luce.
Ecco un esercizio. Ogni giorno pensate a concentrarvi sulla luce, immaginate che l’intero universo sia immerso nella luce, immaginate di riposare in essa, di fondervi in essa e di impregnarvi di tutte le sue virtù. Fate questo esercizio più volte al giorno: a poco a poco sentirete che quella luce vi dà la pace, l’armonia, la forza. E questo significa entrare in relazione con Dio.
(O. M. Aivanhov)

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Il secondo capitolo è dedicato ad Equilibristasquilibrato.

Quando si combatte qualcosa, le si è legati per sempre. Finché la si combatte, le si dà potere. Le si dà un potere pari a quello impiegato per combatterla.  E questo riguarda anche il comunismo e tutto il resto. Dunque bisogna “accogliere” i propri demoni, perché combattendo contro di essi si dà loro potere. Nessuno ve l’ha mai detto prima d’ora? Quando si rinuncia a qualcosa vi si rimane legati. L’unico modo per uscirne è non lasciarsi ingannare. Non rinunciate, ma non lasciatevi ingannare. Cercare di capire il vero valore di quella cosa, e non avrete bisogno di rinunciarvi: semplicemente, vi cadrà dalle mani. Ma naturalmente, se non capite cosa voglio dire, se siete talmente ipnotizzati da pensare che non potrete essere felici senza quella data cosa, o quell’altra, o quell’altra ancora, siete incastrati. Quel che stiamo cercando per voi non è quel che tenta di fare la cosiddetta spiritualità – e cioè di farvi fare dei sacrifici, di rinunciare alle cose. E’ assolutamente inutile. Rimarreste comunque addormentati. Quel che dobbiamo fare è aiutarvi a capire, capire, capire. Se capiste, improvvisamente vi verrebbe a mancare il desiderio di quel dato oggetto. Il che equivale a dire: se vi svegliaste, vi verrebbe a mancare il desiderio di quel dato oggetto. Alcuni di voi vengono svegliati dall’aspra realtà della vita. Soffriamo a tal punto da svegliarci. Ma la gente non fa che andare a sbattere contro la vita, una volta dopo l’altra. Continua a girare in stato di sonnambulismo. Non si sveglia mai. Purtroppo, non le viene mai in mente che potrebbe esistere un altro modo di vivere. Non le viene mai in mente che potrebbe esserci un modo migliore di vivere. Tuttavia, se non si è ancora stati bastonati a sufficienza dalla vita, e se non si è sofferto abbastanza, c’è anche un altro modo per svegliarsi: ascoltare. Ciò non significa che dovete essere d’accordo con quello che dico. Non è questo che intendo per “ascolto”.  Credetemi, in realtà non ha alcuna importanza che voi siate d’accordo o meno con quel che sto dicendo, perché l’accordo o il disaccordo riguardano le parole, i concetti e le teorie, mentre non hanno niente a che vedere con la verità. La verità non è mai espressa in parole. La verità si intravede all’improvviso, e deriva da un certo tipo di atteggiamento. Dunque , voi potreste essere in disaccordo con me e tuttavia intravedere la verità. Ci vuole però un atteggiamento di apertura, la volontà di scoprire qualcosa di nuovo. Questa è la cosa importante, mentre non è importante che voi siate o meno d’accordo con me.  Dopo tutto , la maggior parte di quel che vi dico è teoria, e nessuna teoria copre la realtà in modo adeguato. Dunque io non posso parlarvi della verità, ma di quelli che sono gli ostacoli alla verità. Questi li posso descrivere, la verità no. Nessuno può farlo. Quel che posso fare è fornirvi una descrizione della vostre falsità, affinché voi possiate abbandonarle. Non posso far altro, per voi, che mettere in discussione le vostre convinzioni e il sistema di convinzioni che vi rende infelici. Non posso far altro che aiutarvi a disimparare. Quando entra in gioco la spiritualità, l’unica cosa da imparare è proprio questa: disimparare, disimparare, disimparare quasi tutto ciò che vi è stato insegnato. La volontà di disimparare, di ascoltare. […] Gesù ha portato la buona novella, eppure è stato respinto. Non perché fosse buona, ma perché era nuova. Tutti noi odiamo il nuovo. Lo odiamo davvero! E prima affrontiamo questo fatto, meglio sarà. Non vogliamo le novità, soprattutto quando ci disturbano, soprattutto quando comportano un cambiamento. E in modo particolare se comportano l’ammissione: “Avevo torto”. […]  L’apertura verso la realtà , quali che siano le consegue, dovunque ci porti, senza sapere nemmeno dove ci porterà. Questa è la fede. Non una convinzione, ma la fede. Le convinzioni danno molta sicurezza, la fede insicurezza. Non si sa dove si andrà a finire. Si è pronti a seguire e si è aperti, aperti a tutto! Si è pronti ad ascoltare. E guardate che essere aperti non significa abboccare a tutto ciò che l’oratore vi dice. Assolutamente no: dovete mettere in discussione tutto quello che vi dico. Metterlo in discussione, però partendo da un atteggiamento d’apertura, non di caparbietà. E mettere in discussione tutto.  Ricordate quelle splendide parole di Buddha: “I monaci e i discepoli non devono accettare le mie parole per rispetto, ma devono analizzarle come un orefice analizza l’oro – tagliando, limando, levigando, fondendo”.  Quando vi comportate in questo modo, significa che state ascoltando. Avete fatto, allora, un altro grosso passo avanti verso il risveglio. Il primo passo, come ho già detto, era essere pronti ad ammettere che non volete svegliarvi, che non volete essere felici. Dentro di voi ci sono resistenze di tutti i tipi. Il secondo passo consiste nell’essere pronti a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il vostro intero sistema di convinzioni. Non solo le convinzioni religiose, le convinzioni politiche, le convinzioni sociali, le convinzioni psicologiche, ma tutte. Essere pronti a rivalutale tutte, nella metafora di Buddha.

(A. De Mello – continua)

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France

Sul treno – 23 ottobre

Il treno scivola senza mormorio, ogni carrozza è un salotto in cui si parla sottovoce.
(Paul Verlaine)

Magari…

Stamattina scolaresche in gita ad Expo (grazie a Dio siamo alla fine…) e le mie tre “carampane” in comizio sul “to do” del fine settimana… so tutto di loro, delle loro borse, del loro cambio armadio e della loro vita.

Pendolari…

È venerdi.

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Viaggiare