After Noon

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Santa Maria, Castelseprio

Le domeniche pomeriggio d’ autunno come quella di oggi hanno il colore dell’ ambra… anzi sono una goccia d’ambra: leggere e trasparenti, striate di caramello e panna sul fondo di luce… e tu sei li, come l’insetto, avviluppato e dormiente nella resina trasparente colore del sole.

Le domeniche pomeriggio d’autunno come quella di oggi hanno il sapore delle castagne e dei funghi, del muschio sul tronco dei castagni e delle foglie che imputridiscono al suolo… e tu sei li, come ombra, nel suono dei tuoi passi sul sentiero e nello sfondo del cielo che sfuma nel grigio.

Le domeniche pomeriggio d’autunno come quella di oggi hanno il suono della musica di dita sui tasti di un pianoforte, del ritmo crescente del silenzio del salotto di casa quando sei appena tornata… e tu sei li, nei tuoi pensieri che ballano leggeri e diventano pace e armonia, melodia.

Le domeniche pomeriggio d’autunno come quella di oggi hanno la consistenza di una cioccolata con panna, calda e gelata, dolce e vellutata… e tu sei li, con gli occhi chiusi che riscopri un piacere bambino e sorridi.

Sorridi e danzi.

Chissenefregadelmondo…

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1019. Maktub

Amore non è agire da buoni, ma essere agiti dal bene

Sorgente: 1019. Maktub

Felice domenica

Mi sembra mezzogiorno e non sono neppure le dieci… ho già fatto tre colazioni… vagolo per la casa… detesto il ritorno all’ ora legale… non capisco il senso di queste manipolazioni… andrei dal parrucchiere e invece mi sa che vado a fare un pic nic… okay mi alzo.

Felice domenica di ottobre.

La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi. Chi non compie alcuna scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade. Perché l’uomo deve scegliere. In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni.

Paulo Coelho

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La quarta parte è dedicata a Giuliana Campisi e a Mrsbean73 con l’augurio di una splendida domenica. Grazie.

Questa è una grande illuminazione. Le cose devono essere capite. Se le si capissero, cambierebbero….. Volete cambiare il mondo? Che ne dite di cominciare da voi stessi? Che ne dite di venire trasformati per primi? Ma come si ottiene il cambiamento? Attraverso l’osservazione. Attraverso la comprensione. Senza interferenze o giudizi da parte vostra. Perché quel che si giudica non si può comprendere.  Quando dite a qualcuno: “Quello è un comunista” in quel momento la comprensione si è fermata. Gli avete appiccicato addosso un’etichetta. “Quella è una capitalista”. In quel momento si è fermata la vostra comprensione. Le avete appiccicato addosso un’etichetta, e se a quell’etichetta sono attribuiti dei sottintesi di approvazione o disapprovazione, tanto peggio! Come potrete mai capire quel che disapprovate, o anche quel che approvate? Le parole che vi sto dicendo vi sembrano arrivare da un altro mondo, vero?  Nessun giudizio, nessun commento, nessun atteggiamento: semplicemente, si osserva, si studia, si guarda, senza il desiderio di cambiare ciò che è. Perché se si desidera cambiare ciò che è in ciò che dovrebbe essere, si cessa di comprendere. Un istruttore di cani cerca di capire l’animale in modo di insegnargli a eseguire determinate azioni. Uno scienziato osserva il comportamento delle formiche senza avere in mente altro scopo che lo studio delle formiche, per imparare il più possibile riguardo esse. Non ha altro fine. Non sta tentando di insegnare loro qualcosa o di ricevere qualcos’altro in cambio. E’ interessato alle formiche, e vuole imparare il più possibile su di loro. Questo è il suo presupposto. Il giorno in cui riuscirete ad assumere un atteggiamento simile, assisterete a un miracolo. Cambierete – senza sforzo, correttamente. Il cambiamento si verificherà, non dovrete andarlo a cercare. Mentre la vita della consapevolezza prende il posto delle tenebre, tutto il male scomparirà. Tutto ciò che c’è di buono verrà nutrito, alimentato. E’ un’esperienza che dovete fare voi stessi. Ma tutto ciò richiede una mente disciplinata. E quando parlo di disciplina, non parlo di sforzo. Parlo di qualcosa di diverso. Avete mai osservato attentamente un atleta? Lo sport è tutta la sua vita, ma che vita disciplinata conduce! E osservate un fiume che scorre verso il mare. Crea da solo le rive che lo contengono. Quando dentro di voi c’è qualcosa che si muove nella direzione giusta, crea la sua disciplina. Il momento in cui si viene svegliati da quella puntura di insetto che è la consapevolezza, è un momento splendido. E’ l’esperienza più splendida del mondo, la più importante, la più eccezionale. Non c’è niente, al mondo, di più importante del risveglio. Niente! E, naturalmente, anche questa è disciplina, a modo suo. Non c’è niente di più splendido del fatto di essere consapevoli. Preferireste vivere nelle tenebre? Preferireste agire senza essere delle vostre azioni, parlare senza essere consapevoli delle vostre parole? Preferireste ascoltare la gente senza essere consapevoli di quel che sentite, o vedere le cose senza essere consapevoli di quel che vedete? Il grande Socrate disse: “Una vita inconsapevole non è degna di essere vissuta”. E’ una verità che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. La maggior parte della gente non vive una vita consapevole. Vive una vita meccanica, con pensieri meccanici – di solito appartengono a qualcun altro – emozioni meccaniche, azioni meccaniche, reazioni meccaniche. […] Siamo meccanizzati, controllati. Scriviamo libri su come essere controllati e su com’è meraviglioso essere controllati e su come è indispensabile che la gente vi dica che siete O.K. Solo allora vi sentite bene. Che meraviglia stare in prigione.Oppure, come mi ha detto qualcuno ieri, stare nella propria gabbia. Vi piace stare in prigione? Vi piace essere controllati? Lasciate che vi dica una cosa: se consentite a voi stessi di sentirvi bene quando la gente vi dice che siete O.K., vi state preparando a sentirvi male quando la gente vi dirà che non siete in gamba. Finché si vive per soddisfare le aspettative di altri, bisogna stare attenti a come ci si veste, a come ci si pettina, al fatto che le scarpe siano sempre lucide – in breve, al fatto di soddisfare sempre le loro maledette aspettative. E lo chiamate umano? Voi non siete O.K. e non siete non O.K., siete voi e basta. […] Basta con tutta questa faccenda di essere O.K. o meno; basta con tutti questi giudizi, e semplicemente osservate, guardate.

(A. De Mello – continua)

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