– 34

L’amore perfetto esclude la paura. Dove c’è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza. Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi. Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mio abbarbico a voi. Godo della vostra compagnia sulla base del non-abbarbicamento. Non siete voi, ciò di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me. E’ qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi vene andate, l’orchestra non smette. Quando incontro qualcun altro, suona un’altra melodia, altrettanto deliziosa. E quando sono solo, continua. Ha un grande repertorio, e non cessa mai di suonare. Il risveglio è tutto qui. Ed è per questo che siamo ipnotizzati, addormentati, che abbiamo subito il lavaggio del cervello. Sembra una cosa terribile da chiedere, ma si potrebbe dire che voi mi amate, se vi abbarbicate a me e non mi lasciate andare?….. Questo è in contrasto con gli insegnamenti universali di tutte le Scritture, di tutte le religionidi tutti i mistici. Quando si leggono quelle espressioni radicali nelle Scritture, ci si comincia a chiedere: quest’uomo è pazzo? Ma dopo un po’ si comincia a credere che tutti gli altri sono i pazzi. “Se non odiate vostro padre e vostra madre, i vostri fratelli e le vostre sorelle, se non rinunciate per sempre a tutto ciò che possedete, non potete essere i miei discepoli” Dovete abbandonare tutto. Non è una rinuncia fisica, lo capite: sarebbe facile. Quando cadono le vostre illusioni, finalmente siete in contatto con la realtà, e credetemi, non sarete mai più soli, mai più. La solitudine non si cura con la compagnia umana. La solitudine si cura attraverso il contatto con la realtà. Oh, sono tante le cose da dire su quest’argomento! Il contatto con la realtà, la caduta delle illusioni, il rapporto diretto con ciò che è reale. Qualunque cosa sia, non ha nome. Possiamo conoscerlo solo abbandonando ciò che è irreale. Si può scoprire cos’è lo stare soli quando si smette di abbarbicarsi, quando si smette di essere dipendenti. Ma il primo passo è vedere tutto questo come qualcosa di desiderabile. Se non lo si considera desiderabile, come si potrà mai arrivarci vicino? Pensate alla vostra solitudine. La compagnia umana potrebbe mai eliminarla? Servirebbe solo da distrazione. Dentro c’è un vuoto, non è vero? E quando il vuoto viene alla superficie, cosa si fa? Si fugge, si accende la televisione, si accende la radio, si legge un libro, si cerca la compagnia umana, il divertimento, la distrazione. Lo fanno tutti. E’ un gran business, oggi, un’industria organizzata per distrarci e intrattenerci. […] Prendete coscienza di voi stessi. Osservatevi. E’ per questo che prima ho detto che l’autosservazione è una cosa straordinaria e meravigliosa. Dopo un po’ non è necessario alcuno sforzo, perché man mano che le illusioni si sbriciolano si iniziano a conoscere delle cose che non possono essere descritte. Si chiama felicità. Tutto cambia, e ci si abbandona alla consapevolezza […] Nessuno può mostrarvi come fare, perché vi darebbe una tecnica, vi programmerebbe. Ma osservatevi. Quando parlate con qualcuno, ne siete consapevoli o vi state semplicemente identificando? Quando vi siete arrabbiati con qualcuno, ne eravate consci o vi stavate semplicemente identificando con la vostra ira? Più tardi, quando ne avete avuto il tempo, avete studiato la vostra esperienza, tentando di capirla? Da dove è venuta? Cos’ha portato? Non conosco alcun’altra strada che porti alla consapevolezza. Solo quello che si comprende può essere cambiato. Ciò che non si capisce, o di cui si è inconsapevoli, viene represso. Non si cambia. Ma quando lo si capisce, si cambia. Qualche volta mi viene chiesto: “Questa crescita in consapevolezza è una cosa graduale o piuttosto un cambiamento repentino” Esistono alcune persone fortunate che hanno una sorta di colpo di fulmine. Semplicemente, diventano consapevoli. Altre vi si avvicinano lentamente, gradualmente, piano piano. Iniziano a capire alcune cose. Le illusioni cadono, le fantasie vengono eliminate, strato dopo strato, e queste persone iniziano a venire a contatto con i fatti. […] Non esiste una regola assoluta. […] Se avete fortuna e gli dei vi sono propizi, o se siete dotati di grazia divina ( usate pure qualsiasi espressione teologica vi piaccia), potrete capire improvvisamente chi è l’”io”, e allora non sarete più gli stessi, mai più. Niente potrà più toccarvi e nessuno potrà farvi del male. Non avrete paura di nulla e nessuno. Non è straordinario? Vivrete come re , come regine. Ecco cosa significa vivere come un sovrano. Non c’entra niente con la possibilità di apparire sul giornale o con il possedere un sacco di soldi. Quelle sono tutte sciocchezze. Non si ha paura di nessuno perché si è soddisfatti di non essere nessuno. Non ve ne frega niente del successo o del fallimento. Non ha alcun significato. L’onore, il disonore, non hanno alcun significato! E anche se vi rendete ridicoli, non ve ne importa niente. Non è forse una condizione stupenda? Alcuni raggiungono quest’obbiettivo passo dopo passo, scrupolosamente, attraverso mesi e settimane di autocoscienza. Ma una cosa posso assicurarvi. Non conosco neanche una persona che abbia dedicato del tempo alla consapevolezza e che non abbia notato dei cambiamenti nel giro di qualche settimana. Cambia la qualità della vita, e dunque le persone non devono più credermi sulla parola. Lo vedono; sono diverse, reagiscono in modo diverso. Anzi, reagiscono meno e agiscono di più. Capiscono cose che non hanno mai capito prima. Si ha più energia, si è più vivaci. La gente pensa che, senza desideri, si sia come dei pezzi di legno senza vita. In realtà, si perde solo la tensione. Liberatevi della paura di fallire, della preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste come state facendo ora, con il piede sul freno. Ecco cosa accadrebbe. C’è un bellissimo detto di Tranxu, grande saggio cinese, che mi sono preso la briga di imparare a memoria. Dice: “Quando l’arciere tira senza ambire a un premio particolare, ha tutte le sue capacità; quando tira per vincere una fibbia d’ottone, è già nervoso; quando tira per un trofeo dorato, diventa cieco, vede due bersagli, e perde la testa. Le sue capacità non sono andate perdute, ma il premio lo turba. Per lui è importante! Pensa più a vincere che a tirare, e il bisogno di vincere gli toglie la sua abilità”. Non vi sembra l’immagine della maggior parte delle persone? Quando non si vive in funzione di qualcosa, si conserva tutta la propria capacità, la propria energia, e si è rilassati, perché non importa che si vinca o si perda. Ma un’esistenza umana, per voi è possibile. La vita è tutta qui. Non può che derivare dalla consapevolezza. E nella consapevolezza capirete che l’onore non significa nulla. E’ una convenzione sociale, ecco tutto. Ecco perché i mistici e i profeti non se ne curavano neanche un po’. L’onore e a disgrazia per loro non significavano nulla. Vivevano in un altro mondo, il mondo delle persone destate. Il successo e il fallimento non significavano nulla per loro. Il loro punto di vista era: “io sono un asino, tu sei un asino, e dunque qual è il problema?”.Qualcuno ha detto una volta: ”Le tre cose più difficili per un essere umano non sono attributi fisici o capacità intellettuali. Sono queste: primo, restituire amore in cambio d’odio; secondo, coinvolgere gli esclusi; terzo, ammettere di avere torto”. Ma queste sono le cose più facili del mondo se non ci si è identificati con il “me”. Si possono dire cose come: “Ho torto! Se mi conosceste meglio, vi accorgereste di quanto spesso io sbagli. Cosa vi aspettate da un asino?”. Ma se io non mi sono identificato con questi aspetti del “me”, non potete farmi del male. All’inizio, entrerà in gioco l’antico condizionamento, e sarete depressi e ansiosi. Sarete addolorati, piangerete, e così via […] Pensavate che la felicità fosse emozione, che fosse elettrizzante? E’ proprio questo a causare la depressione. Non ve l’ha mai etto nessuno? Va bene, siete elettrizzati, ma state soltanto preparando la strada alla prossima depressione. Siete elettrizzati ma individuate l’ ansia dietro l’emozione: come posso farla durare? Quella non è felicità è assuefazione […] Non guardate dall’alto in basso alle persone assuefatte all’alcool o alla droga: forse siete assuefatti anche voi quanto loro. La prima volta che ho potuto scorgere uno sprazzo di questo nuovo mondo, è stato terrificante. Ho capito cosa significava essere soli, senza un posto dove appoggiare la testa, lasciando liberi tutti ed essendo liberi noi stessi, senza essere speciale per nessuno e amando tutti – perché l’amore è questo. L’amore splende sul bene come sul male, fa cedere la pioggia sui santi come sui peccatori. E’ possibile che la rosa dica: “Concederò la mia fragranza ai buoni che mi annuseranno, ma la tratterrò se ad annusarmi saranno dei malvagi”? O è possibile che la lampada dica: “ Darò la mia luce ai buoni che si trovano in questa stanza, ma la sottrarrò ai malvagi”? O è possibile che un albero dica: “Farò ombra ai buoni che sosteranno sotto di me, ma la toglierò ai malvagi”? Queste sono immagini di cosa sia realmente l’amore. L’amore è sempre stato lì, e ci guardava in faccia dalle Scritture, ma noi non ci siamo mai presi la briga di vederlo perché eravamo troppo preoccupati di quello che la nostra cultura chiama amore, con le sue canzoni e i suoi poemi – ma quello non è affatto amore, è il suo opposto. Quello è desiderio, controllo, possessività. E’ manipolazione, paura, ansia – non è amore. […] C’è un’unica ragione per cui non provate quella che in India chiamiamo anand – beatitudine. C’è un’unica ragione per cui non state provando la beatitudine in questo preciso istante, ed è il fatto che pensate o vi fissate soltanto su ciò che non avete. Se così non fosse, provereste la beatitudine. Vi fissate su quel che non avete. Eppure, in questo preciso istante, avete tutto quel che vi serve per provare la beatitudine. Quattro passi verso la saggezza: La prima cosa da fare è entrare in contatto con i sentimenti negativi di cui non si è consci. Un sacco di gente ha dei sentimenti negativi senza rendersi conto di averli. Un sacco di gente è depressa senza rendersi conto di esserlo. E’ solo entrando in contatto con la gioia che si rende conto di quanto sia depressa. Non si può affrontare un cancro che non si è individuato. Non ci si può liberare degli insetti nocivi che infestano la propria azienda agricola, se non ci si è resi conto della loro presenza. La prima cosa da raggiungere è la consapevolezza dei propri sentimenti negativi. Quali sentimenti negativi? La malinconia, per esempio. Ci si sente malinconici e di cattivo umore. Si prova odio nei confronti di se stessi, o dei sensi di colpa. La vita sembra non avere scopo, né senso. Ci si sente feriti, nervosi e tesi. Prima di tutto, entrate in contatto con questi sentimenti. Il secondo passo (si tratta di un programma diviso in quattro fasi) è capire che il sentimento è dentro di voi, non nella realtà. E’ una cosa talmente evidente, ma le persone lo sanno? Non lo sanno, credetemi. Hanno il master e sono rettori di università, ma non hanno capito questo. A scuola non mi è stato insegnato a vivere. Mi è stato insegnato tutto il resto. Come ha detto qualcuno: “Ho avuto un’ottima istruzione. Ma ci sono voluti degli anni per farmela passare”. La spiritualità è tutta qui, sapete? Disimparare. Disimparare tutte le scemenze vi sono state insegnate. I sentimenti negativi sono dentro di voi, non nella realtà. Dunque, smettete di tentare di cambiare la realtà. E’ una follia! Smettete di tentare di cambiare l’altro. Sciupiamo le nostre energie e il nostro tempo cercando di cambiare le circostanze esterne, cercando di cambiare il nostro coniuge, il nostro capo, i nostri amici, i nostri nemici e tutti gli altri. Non dobbiamo cambiare nulla. I sentimenti negativi sono dentro di voi. Nessuna persona al mondo ha il potere di rendervi infelici. Nessun evento al mondo ha il potere di turbarvi o farvi del male. […] Voi avete creato il problema, Voi siete il problema. Vi siete identificati con il “me”, ed è questo il problema. Terza fase: mai identificarsi con quel sentimento. Non ha niente a che vedere con l’”io”. Non definite la vostra essenza in termini di quel sentimento. Non dite: “Sono depresso”… E’ questa la vostra illusione, è questo il vostro errore. In questo momento c’è una depressione, ci sono dei sentimenti feriti, ma così sia, lasciateli stare. Passeranno. Tutto passa, tutto. Le vostre depressioni e le vostre emozioni non hanno niente a che vedere con la felicità… Questo non ha niente a che vedere con l’”io”, né con la felicità. E’ il “me”. …. E’ necessario essere liberi. E’ necessario amare. E’ tutto qui: questa è la vostra natura. Ma la verità è che mi state dicendo che volete essere desiderati. Volete essere applauditi, volete essere attraenti, con tutte le scimmiette che vi corrono dietro. State buttando via la vostra vita. Svegliatevi! Non ce n’è bisogno. Potete essere liberi e beati senza tutto questo. La vostra società non sarà lieta di sentire quello che ho detto, perché quando si aprono gli occhi e si capisce questo concetto si diventa spaventosi. Come si può controllare una persona così? Non ha bisogno di nessuno, non si sente minacciata dalle critiche, non si cura di quel che pensa o dice la gente di lei. Ha tagliato tutti i fili: non è più un pupazzo. E’ spaventoso. “Dobbiamo liberarcene. Dice la verità; non ha più paura, non è più umano” Umano! Guardate! Finalmente un essere umano! Si è liberato della propria schiavitù, della propria prigione. Nessun evento giustifica un sentimento negativo. Non c’è situazione al mondo che giustifichi un sentimento negativo. Ecco cosa hanno tentato di dirci, di urlarci i nostrimistici, fino ad avere la voce roca. Ma nessuno ascolta. Il sentimento negativo è dentro di voi. […] Non dovete fare nulla per acquisire la felicità. Il grande Meister Eckhart ha detto con parole superbe: “Dio non si raggiunge attraverso il processo di addizione di qualcosa nell’ anima, ma attraverso un processo di sottrazione”. Non dovete far nulla per essere liberi Bisogna abbandonare qualcosa. Allora si è liberi. La quarta fase: come si possono cambiare le cose? Come potete cambiare voi stessi? […] La persona addormentata pensa sempre che si sentirà meglio se sarà qualcun altro a cambiare. Si soffre perché si è addormentati, però si pensa: “Come sarebbe meravigliosa la vita se qualcun altro cambiasse; come sarebbe meravigliosa la vita se il mio vicino cambiasse, mia moglie cambiasse, il mio capo cambiasse”.  Vorremmo sempre che fosse qualcun altro a cambiare, in modo da sentirci meglio […] Siete voi ad aver bisogno di cambiare, ad aver bisogno di medicina. Continuate a insistere: “Mi sento bene perché il mondo va bene”. Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene. E’ quel che dicono tutti i mistici. Il mondo non ha niente che non va. […] Noi vediamo le persone e le cose non per come sono, ma per come siamo noi. Ecco perché, quando due persone guardano qualcosa o qualcuno, si verificano due reazioni diverse. Vediamo le persone e le cose non per come sono loro, ma per come siamo noi […] Il giorno in cui voi cambiate, cambieranno anche loro. E voi vedrete in modo diverso. […] Mettete in atto questo programma, un migliaio di volte:

a) individuate i sentimenti negativi che sono in voi;

b) capite che sono dentro di voi, non nel mondo, nella realtà;

c) non considerateli parte essenziale dell’”io”: queste cose vanno e vengono;

d) capite che quando voi cambiate, tutto cambia.

(A. De Mello – The end)

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La sottile linea rossa

16 Replies to “– 34”

  1. boh, personalmente l’avrei messo come incipit a caratteri cubitali cosa non è la Felicità, cosa non è la Libertà, cosa non è la Conoscenza e cosa non è l’Amore: è a forza di inseguire chimere immaginarie che l’umanità s’è persa l’Anima

    1. Allora… faccio due distinguo che ritengo importanti per me: il cammino e la scoperta da una parte e il valore della negazione dall altra. Se “cosa non è la Felicità” fosse stato messo ad incipit tutto il resto sarebbe stata una spiega alla dichiarazione, piu o meno argomentata o allargata ma comunque legata all affermazione. L avrebbe definita e io mi sarei persa il piacere della scoperta. E quindi, in secondo, sono d accordo con te e credo che ci sia più valore in una negazione che in un affermazione… mi spiego, credo di poter dire che mi sento piu definita da cosa non sono rispetto a cio che sono… e ritorno ad uno dei concetti contenuti nello scritto. Quando applichi un etichetta hai “chiuso”, ti sei cristallizzato non puoi che inseguire l eventuale chimera racchiusa nella definizione e nel concetto che hai espresso. E, appunto, cosi ti perdi l Anima… Leggiti il pezzo della Yourcenar dove Adriano parla di questo. Poesia è filosofia vero? ☺

      1. Ero persa nell ispirazione… si lo sai che comprendo… quello che poi occorre è la “disciplina” (intendilo bene ma non trovo altre definizioni) del sentire… 😆

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