Riflessioni pendolari sulla magia ferroviaria

Le stazioni sono luoghi magici.

Speri sempre di scendere e trovare qualcuno che ti aspetta.

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Gente di fretta, Stazione Trenord Milano Cadorna
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Anime in viaggio, Stazione Trenord Milano Cadorna
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Quanto all’osservazione di me stesso, mi ci costringo, non foss’altro che per entrare a far parte di quest’ individuo in compagnia del quale mi toccherà vivere fino all’ ultimo giorno; ma una familiarità che dura da quasi sessant’ anni comporta ancora parecchie probabilità di errore. Nel profondo, la mia conoscenza di me stesso è oscura; interiore, inespressa, segreta come una complicita. Dal punto di vista più impersonale, è gelida, tanto quanto le teorie che posso elaborare sui numeri: mi valgo di quel po’ di intelligenza che ho per esaminare più dall’ alto, da lontano, la mia vita, che, in tal modo, diventa la vita di un altro. Ma questi due procedimenti della cpnoscenza di sé sono difficile, ed esibono, l’ uno che ci si cali entro se stessi, l’ altro che ci si ponga all’ esterno. Per inerzia, tendo come tutti a sostituirvi mezzi meramente consuetudinari, un’ idea della mia vita parzialmente modificata dall’ idea che se ne forma il pubblico: giudizi bell’ e fatti, cioè a dire mal fatti, come un modello già preparato sul quale un sarto maldestro adatti a fatica lanostra stoffa. Strumenti di valore ineguale, più o meno logori; ma non ne possiedo altri: me ne servo per foggiarmi alla meglio un’ idea del mio destino d’ uomo.

(M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

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Chiostro, Abbazia cistercense di Piona

‘affaggiuolo 😊

Quante volte vi è capitato di essere sorpresi per un gesto che non vi aspettavate? Magari un banale “like” con i complimenti più “sinceri” da parte di qualche amico o di qualche blogger di successo che non vi degnava più della sua attenzione da tempo e che improvvisamente ricompare mentre voi vi interrogate ingenuamente sul motivo?

Avete mai pensato che spesso gesti ed esternazioni banali e scontate non sono solo fine a se stesse ma nascondono sotto sotto, e molto ben camuffato, un tornaconto viscido e meschino oppure paure segrete?

E nel contempo, non siete mai rimasti perplessi e basiti di fronte ad autoesaltazioni erotiche verbali e scritte che taluni soggetti maschili fanno riguardo alla dimensione e alla “consistenza” del proprio ammennicolo ben sapendo che, più che di una lanterna marina, stiamo parlando di un “cagnotto”? Uomini…

E quante volte abbiamo perso di vista l’attenta analisi delle parole proferite o scritte in rapporto ai fatti prodotti… ad esempio, quanti disprezzano Facebook additandolo come un mezzo stupido, triviale e banale e poi creano “gruppi”… la coerenza… quella perfetta sconosciuta, svenduta per un pugno di follower, cibo per il nostro ego…

Pensateci e leggetevi l’ articolo sotto.

Fermatevi e leggete, in modo neutro.

E riflettete, se ne avete voglia… senza lasciarvi fuorviare da altre riflessioni anche se magari, come me, potreste non essere d’ accordo sulla totalità di quanto espresso.

Dubitate. Non per sfiducia ma semplicemente per onestà, innanzitutto nei vostri stessi confronti: non è “the winner” chi ottiene il maggior numero di like o di commenti faceti, magari volgari ed irritanti e non è “il migliore” chi usa il prossimo per autocelebrarsi e per raggiungere i propri scopi.

Credo che nessuno possa ritenersi migliore di un altra persona, ma di certo è sulla buona strada chi mette il proprio cammino ed il proprio pensiero, anche semplice e umile, al servizio di altri che possono così beneficiare dell’altrui esperienza.

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Come foglie agitate dal vento

Opinioni! Ognuno la sua? No! Tutti le stesse ma bisogna farsi notare.

http://www.virio.it/opinioni-ognuno-la-sua-no-tutti-le-stesse-ma-bisdogna-farsi-notare/

Quasi tutti i comportamenti del sapiens sono simili e appaiono avere come obiettivo non il “gesto” in se, ma un ulteriore scopo. Si fa qualcosa in modo mediato per avere altro. Questo “altro” è ovviamente legato con il potere e il successo, specie con l’altro sesso: fini riproduttivi, anche sublimati (prima soldi e potere e così sesso).

Ottenere fama, danaro, potere, non è altro che un mezzo per “brillare” ed assicurarsi una migliore prosecuzione della stirpe. Tutto ciò è ovvio e triviale da dirsi.

Nessuno, o solo raramente accade, si compra una macchina, guida una moto, fa pugilato, e tutto il resto per il semplice gusto di farlo. Senza spettatori, senza “ricompensa sociale”, prospettive di copula, molti mollerebbero.

Non c’è nulla di male in ciò nemmeno nella pelosa morale cristiana, laddove è lecito compiere opere per ottenere successo terreno; si ricordi che in Dante nel cielo di Mercurio sono ospitate proprio le anime di quei grandi che operarono il bene per avere fama (solo che lui non la riconduceva solo allo scopare).

La cosa interessante, però, è che pure gli studi, e le “opere intellettuali”, e persino le opinioni spicciole, sono utilizzate e formate con uno scopo altro che il loro effettivo contenuto. Sono anche esse ruote di pavone! Ego ipertrofici e ingombranti di cui non abbiamo voglia di disfarci anche nelle prospettive di una completa catastrofe. Come cieche blatte ci dirigiamo verso il disastro, ma come sapiens ci avviciniamo ad esso felici.

Invece di essere rigorosi e pensare per comprendere (o provarci) autenticamente una situazione, descrivere al meglio la realtà, risolvere una situazione di conflitto o un problema, oppure anche concedersi il godimento puro e “in se” di aver compreso tutto quanto sopra, o aver partecipato a costruire un mondo migliore, si prende spesso posizione solo per farsi notare e cercare di avere un’aria accattivante, suggestiva, che impatti le coscienze altrui e abbia un effetto positivo in altri ambiti della vita.

Questa posizione, come tutte quelle che trattano quelli che sequenzialmente dovrebbero essere i fini, come se fossero solo i mezzi, e in generale come tutte le posizioni che si basano su una “menzogna”, o per lo meno su una distorsione di premesse e conseguenze, è meschina e censurabile e tra l’altro molto nociva anche per la collettività.

Si deve essere sinceri, o al limite “mentire con estrema sincerità e rigore”, anche teleologico.

Questo atteggiamento discorsivo è nocivo perché provoca quel ben noto stato di discussione permanente tra soggetti non sinceri, che contempliamo quotidianamente e che fa perdere una quantità immane di tempo ed energie dietro a questioni che non hanno un vero oggetto. In pratica siamo tutti d’accordo nel nostro intimo, ma non ci va di ammetterlo perché consideriamo che sarebbe oscurare la nostra individualità e intelligenza.

Come spiegare altrimenti che soggetti che nella pratica (da bravi animali) si comportano tutti esattamente allo stesso modo (con variazioni minime), si concedono però il “lusso” di essere speciali solo a chiacchiere? Paiono investiti da chissà che discrepanze concettuali, valori diversi e tutto il resto?

Due esempi in croce: tutti abbassano la testa dinanzi al capo, al genitore, vanno dal dentista, si fanno curare, chiamano la polizia se trovano il ladro in casa, si sposano, divorziano, si alfabetizzano, vedono la tv, bevono con gli amici, si masturbano, accumulano, non danno una lira a nessuno, insomma fanno una vita con scelte del tutto normali e banali, maggioritarie, e specie utilizzano massicciamente la tecnologia e la scienza, come è logico che sia, non rinunciando a nessuna comodità o sviluppo, come pure è logico che sia.

A parole però magari dicono di credere ancora in un Dio descritto migliaia di anni fa come un pazzo sadico e vendicativo, o peggio ancora agli dei pagani, sono contrari a questa o quella novità (salvo usarla se e quando serve a loro), sono sovvertitori dell’ordine costituito, recuperano le tradizioni del passato, amano la “natura” e tutto il resto. Posizioni bizzarre e che non paiono tener conto né delle loro scelte concrete, né tanto meno degli enormi passi avanti della nostra comprensione scientifica del mondo, che non ha lasciato invariato quanto odiernamente possiamo sinceramente affermare di ritenere verosimile.

Ecco perché sia uno scientista che una pagana adoratrice nel 2013 della Gran Dea Madre (forse Cibele), o un “amante della natura e degli animali”, si faranno tutti anestetizzare durante la rimozione di una carie.

È semplicemente che la gente non è sincera. Esprime la propria opinione solo per conformismo (pavidi) o, peggio, per narcisismo e per farsi notare (pagani, tradizionalisti, e tutto il resto).

Sul treno – 11 novembre

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Centre of life, Sunrise

Settimo postulato magico

Ogni uomo ha una rotta, che dipende in parte dall’individuo, in parte dall’ambiente che gli è naturale e necessario.chiunque sia costretto a deviare dalla propria rotta, sia perché non comprende se stesso, sia a causa di un’opposizione esterna, entra in conflitto con l’ordine universale, e di conseguenza ne soffre.

(A. Crowley)