‘affaggiuolo 😊

Quante volte vi è capitato di essere sorpresi per un gesto che non vi aspettavate? Magari un banale “like” con i complimenti più “sinceri” da parte di qualche amico o di qualche blogger di successo che non vi degnava più della sua attenzione da tempo e che improvvisamente ricompare mentre voi vi interrogate ingenuamente sul motivo?

Avete mai pensato che spesso gesti ed esternazioni banali e scontate non sono solo fine a se stesse ma nascondono sotto sotto, e molto ben camuffato, un tornaconto viscido e meschino oppure paure segrete?

E nel contempo, non siete mai rimasti perplessi e basiti di fronte ad autoesaltazioni erotiche verbali e scritte che taluni soggetti maschili fanno riguardo alla dimensione e alla “consistenza” del proprio ammennicolo ben sapendo che, più che di una lanterna marina, stiamo parlando di un “cagnotto”? Uomini…

E quante volte abbiamo perso di vista l’attenta analisi delle parole proferite o scritte in rapporto ai fatti prodotti… ad esempio, quanti disprezzano Facebook additandolo come un mezzo stupido, triviale e banale e poi creano “gruppi”… la coerenza… quella perfetta sconosciuta, svenduta per un pugno di follower, cibo per il nostro ego…

Pensateci e leggetevi l’ articolo sotto.

Fermatevi e leggete, in modo neutro.

E riflettete, se ne avete voglia… senza lasciarvi fuorviare da altre riflessioni anche se magari, come me, potreste non essere d’ accordo sulla totalità di quanto espresso.

Dubitate. Non per sfiducia ma semplicemente per onestà, innanzitutto nei vostri stessi confronti: non è “the winner” chi ottiene il maggior numero di like o di commenti faceti, magari volgari ed irritanti e non è “il migliore” chi usa il prossimo per autocelebrarsi e per raggiungere i propri scopi.

Credo che nessuno possa ritenersi migliore di un altra persona, ma di certo è sulla buona strada chi mette il proprio cammino ed il proprio pensiero, anche semplice e umile, al servizio di altri che possono così beneficiare dell’altrui esperienza.

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Come foglie agitate dal vento

Opinioni! Ognuno la sua? No! Tutti le stesse ma bisogna farsi notare.

http://www.virio.it/opinioni-ognuno-la-sua-no-tutti-le-stesse-ma-bisdogna-farsi-notare/

Quasi tutti i comportamenti del sapiens sono simili e appaiono avere come obiettivo non il “gesto” in se, ma un ulteriore scopo. Si fa qualcosa in modo mediato per avere altro. Questo “altro” è ovviamente legato con il potere e il successo, specie con l’altro sesso: fini riproduttivi, anche sublimati (prima soldi e potere e così sesso).

Ottenere fama, danaro, potere, non è altro che un mezzo per “brillare” ed assicurarsi una migliore prosecuzione della stirpe. Tutto ciò è ovvio e triviale da dirsi.

Nessuno, o solo raramente accade, si compra una macchina, guida una moto, fa pugilato, e tutto il resto per il semplice gusto di farlo. Senza spettatori, senza “ricompensa sociale”, prospettive di copula, molti mollerebbero.

Non c’è nulla di male in ciò nemmeno nella pelosa morale cristiana, laddove è lecito compiere opere per ottenere successo terreno; si ricordi che in Dante nel cielo di Mercurio sono ospitate proprio le anime di quei grandi che operarono il bene per avere fama (solo che lui non la riconduceva solo allo scopare).

La cosa interessante, però, è che pure gli studi, e le “opere intellettuali”, e persino le opinioni spicciole, sono utilizzate e formate con uno scopo altro che il loro effettivo contenuto. Sono anche esse ruote di pavone! Ego ipertrofici e ingombranti di cui non abbiamo voglia di disfarci anche nelle prospettive di una completa catastrofe. Come cieche blatte ci dirigiamo verso il disastro, ma come sapiens ci avviciniamo ad esso felici.

Invece di essere rigorosi e pensare per comprendere (o provarci) autenticamente una situazione, descrivere al meglio la realtà, risolvere una situazione di conflitto o un problema, oppure anche concedersi il godimento puro e “in se” di aver compreso tutto quanto sopra, o aver partecipato a costruire un mondo migliore, si prende spesso posizione solo per farsi notare e cercare di avere un’aria accattivante, suggestiva, che impatti le coscienze altrui e abbia un effetto positivo in altri ambiti della vita.

Questa posizione, come tutte quelle che trattano quelli che sequenzialmente dovrebbero essere i fini, come se fossero solo i mezzi, e in generale come tutte le posizioni che si basano su una “menzogna”, o per lo meno su una distorsione di premesse e conseguenze, è meschina e censurabile e tra l’altro molto nociva anche per la collettività.

Si deve essere sinceri, o al limite “mentire con estrema sincerità e rigore”, anche teleologico.

Questo atteggiamento discorsivo è nocivo perché provoca quel ben noto stato di discussione permanente tra soggetti non sinceri, che contempliamo quotidianamente e che fa perdere una quantità immane di tempo ed energie dietro a questioni che non hanno un vero oggetto. In pratica siamo tutti d’accordo nel nostro intimo, ma non ci va di ammetterlo perché consideriamo che sarebbe oscurare la nostra individualità e intelligenza.

Come spiegare altrimenti che soggetti che nella pratica (da bravi animali) si comportano tutti esattamente allo stesso modo (con variazioni minime), si concedono però il “lusso” di essere speciali solo a chiacchiere? Paiono investiti da chissà che discrepanze concettuali, valori diversi e tutto il resto?

Due esempi in croce: tutti abbassano la testa dinanzi al capo, al genitore, vanno dal dentista, si fanno curare, chiamano la polizia se trovano il ladro in casa, si sposano, divorziano, si alfabetizzano, vedono la tv, bevono con gli amici, si masturbano, accumulano, non danno una lira a nessuno, insomma fanno una vita con scelte del tutto normali e banali, maggioritarie, e specie utilizzano massicciamente la tecnologia e la scienza, come è logico che sia, non rinunciando a nessuna comodità o sviluppo, come pure è logico che sia.

A parole però magari dicono di credere ancora in un Dio descritto migliaia di anni fa come un pazzo sadico e vendicativo, o peggio ancora agli dei pagani, sono contrari a questa o quella novità (salvo usarla se e quando serve a loro), sono sovvertitori dell’ordine costituito, recuperano le tradizioni del passato, amano la “natura” e tutto il resto. Posizioni bizzarre e che non paiono tener conto né delle loro scelte concrete, né tanto meno degli enormi passi avanti della nostra comprensione scientifica del mondo, che non ha lasciato invariato quanto odiernamente possiamo sinceramente affermare di ritenere verosimile.

Ecco perché sia uno scientista che una pagana adoratrice nel 2013 della Gran Dea Madre (forse Cibele), o un “amante della natura e degli animali”, si faranno tutti anestetizzare durante la rimozione di una carie.

È semplicemente che la gente non è sincera. Esprime la propria opinione solo per conformismo (pavidi) o, peggio, per narcisismo e per farsi notare (pagani, tradizionalisti, e tutto il resto).

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73 Replies to “‘affaggiuolo 😊”

  1. Articolo molto bello, credo che purtroppo quello che spesso ci viene insegnato è che non importa ciò che si pensa ma il modo in cui ciò che si pensa viene espresso… vince chi urla di più, in poche parole… chi urla meglio… ma come hai scritto, “credo che nessuno possa ritenersi migliore di un’altra persona” 😉
    Felice giornata!

    1. Ed io ti somiglio molto… vedo sempre il buono e il bello e quando mi accorgo della meschinità mi fa male. Però, come ho detto “serve”… ad essere consapevoli di come NON vogliamo essere, pur in tutti i difetti che si possono avere. Io ci sono al lavoro. Finito il caffè comincio… A dopo. Un bacio e buon lavoro. Manu

      1. piccolo pensiero : … perché poi si pensa che le parole siano statiche e immobili e ci si dimentica che commenti buttati “admichiam” in un punto del mondo non possano MAI entrare in contatto con altri punti…. quindi si racimolano “adepti” da un lato… perdendone dall’altro…

      2. io non provo schifo… solo mi mette tristezza… e alla fine l’importante e cogliere questi movimenti…
        ciò che Sono è importante per me e mi fa piacere se qualcuno lo coglie ma so anche di quale “qualcuno” mi interessa, non il giudizio ma il condividere… gli altri, son bolle di sapone fatte con il sapone scadente… :8*

      3. non so se per condividere devi avere qualcosa che avanza…
        credo che nella condivisione tutto prenda una consistenza, un peso e una forma diversi… ciò che condividi, per piccino che sia, nella condivisione si moltiplica… sempre… credo…

      4. ed è magia allo stato puro che qualcosa “diviso- con” possa moltiplicarsi…
        matematica, fisica e scienza se ne vanno “ai babi”…
        ( chissà se capisci “ai babi”) 😀

      5. il fatto è che mi diverto a buttare “citazioni dalla mia terra” e Equi ogni tanto indovina… a volte invece…. 😉

      6. plin! plon! – comunicazione di servizio – avvissiamo la gentile clientela di guggoltransleit che serve una lieve rettifica : “stare al pian dei babi”… stare veramente in basso… per gli sforzi che puoi fare… sempre a pochi centimetri da terra resti….
        ( lascio a voi la lettura che può essere fatta in diversi modi..)
        :8*

      7. più che nella merda… è stare in basso…
        se ci pensi… i rospi saltano saltano ma più di tanto non vanno in alto… e aggiungo… non c’è nulla di male a stare “in basso” ma bisogna esserne consapevoli e allora elevarsi diventa una cosa personale e non fisica, sotto gli occhi di tutti… se invece fai finta di essere farfalla e poi sei un rospone… non voli e saltelli pure male…
        ( tra l’altro pare che a leccarli non siano nemmeno tanto buoni…)
        😀

      8. Nonono adesso ho capito… la spiega è chiarissima prof… l alunna è capicchiona ma alla fine ci arriva… vedi sono consapevole che mi servono lezioni e ripetizioni e non faccio finta di essere una Gura… ahahahahahahahah ma che belle sinergie… sei una bookrunner di successo… parola che ho imparato l altro giorno ma ancora non ho capito he vuol dire ma mi piace… qualcuno dice che dicesi bookrunneri chi corre ascoltando un audiolibro… ahahahahahah 😛

      9. io prof?… ma quando mai!… anzi, forse pro-fessa!!! ahahaha!
        ecco… i libri si leggono, secondo me, quindi ci vogliono gli occhi… se ascolto è musica… non riesco ad ascoltare un libro… ahahah!

      10. Semotta… si impara e si è imparati allo stesso tempo… vabbe insomma ancora non ho capito cosa caspiterina è un bookrunner… ho 19 giorni di tempo per capirlo o chiederlo… ahahah

      11. Ben lo hai detto… dare gratuitamente. e questo il bello del condividere, poco o tanto che sia. Io ho degli splendidi esempio di ciò vicino a me. E ti ringrazio. E per contraltare ho incontrato squallidi esempi di egoistico consumo. Ma tutto serve vero? 😀

      12. ssssssssshhhhhhh no cagnotti no fish, quindi fisshi se hai il letame e quidi magni se trovi la cacca… un meraviglioso mandala dove tutte le schegge colorate si riuniscono convergendo al centro… equilibrio, appunto 😛

      13. Personalmente quanto la cosa ti “tocca” di persona nella vita reale ti fa schifo e tristezza. Pii cogli i movimenti e ti sganasci dal ridere ma comunque piangi… sul resto ho imparato a scegliere con chi appunto condividere e confrontarmi (e non essere lodato, quello non mi interessa…) e me lo tengo stretto. Come diceva Vittorio, di questi voglio essere il centro, o almeno il riferimento. Il branco non fa per me 😀

      14. La sala piena di applausi “acefali” ed acritici ma che fanno tanto rumore. Quello necessario a dar da mangiare all’autostima puntellata alla bell’ e meglio… 😀

      15. Per alcuni “individui” e ne conosco sia in carne ed ossa sia virtuali, gli “altri”, il prossimo, sono tutti “carne da macello” da asservire ai loro luridi e vili giochi… e spesso sono così abili che non te ne accorgi. Ecco perché bisogna vigilare. Essere aperti e disponibili ma vigilare. Non giudicare le persone ma le loro azioni, la corrispondenza tra parole ed azioni… io la penso così 😀

      16. bisogna restare ad occhi aperti, questo è vero… ma non ho voglia di farmi oscurare pensieri e umore, quindi rido e vado oltre…

  2. Penso tutto quello che dico, ma non dico tutto quello che penso.
    Ammetto di voler essere il centro dell’universo per certe persone, e m’infastidisce quando non succede, perché mi sento una nullità.
    Ma, dal gruppo, dal branco, non voglio essere notato, voglio rimanere nella mia intima riservatezza.

  3. Bravo VittorioT, chiaro e conciso nel descriversi.
    [E’ bello quando qualcuno piu bravo di te (di me, volevo dire) dice cose che pensavi ma che non eri mai riuscito a esprimere!]
    Manu, nel tuo blog si impara molto , soprattutto a non esprimersi attraverso stereotipi…………
    Ciao, ciao

    1. Il “chapeau” mi è sgorgato dal cuore… bravissimo hai ragione… e per il resto, ne sono onorata. Non potevi farmi complimento migliore. Vorrei però dire una cosa alla quale tengo, sia perché credo molto nella “pratica” del ringraziare sia perché lo ritengo giusto: il mio blog è fatto da tutti coloro che, con il loro pezzettino o pezzetto intervengono, secondo la loro voglia e il loro desiderio ma mettendolo, appunto a disposizione di tutti perché tutti, ed io in primo luogo, ne possano fruire per crescere. Per il mio canto l’unica cosa che faccio è “darmi” spunti di riflessione. Siamo tutti viandanti e anime in cammino. Perciò grazie a Te e grazie a Tutti coloro che ci sono e condividono per farlo in modo sincero e gratuito. Ciao ciao bellezza 😀

  4. ciao a todos

    dire che chi scrive qualcosa lo fa solo per se stesso penso sia una ipocrisia
    chi scrive lo fa per essere letto da altri
    poi si può giustamente discutere delle motivazioni e di tutto il resto, come avete giustamente fatto;

    personalmente penso a quello che spinge me a scrivere (cose mie o di altri non importa)
    e mi viene in mente un detto che grosso modo recita che fare un regalo dà più soddisfazione che riceverlo …
    se trovo qualcosa che mi fa ridere, pensare, riflettere o che condivido la posto per metterla a disposizione di chi vorrà usufruirne
    quindi penso che la cosa più importante sia descritta dalla parola “condivisione” …

    ciao 🙂

    1. Grazie per il commento Claudio e sulla natura della tua voglia di condivisione non ho alcun dubbio. Credo sia una delle cose che più ammiro in te . Per il resto, parlando di ciò che IO ho voluto esprimere, il concetto è più allargato e complesso dello scrivere o agire per se stesso bensi, in poche parole, dello sfruttare l’energia, l’attenzione e l’ amicizia di chi ci sta attorno per i propri fini personali., per alimentare il proprio bisogno di apparire o di sembrare. Credo sia un attimo più complesso non credi? 😀

  5. Esattamente mio caro… esattamente… per un certo periodo della mia vita ho fatto incetta di “squilibrati” (occhio l’equilibrista non me lo tocca nessuno… è l’unico di cui midi fido ciecamente… ahahahah)… 😀

  6. Boh, non so, certe volte osservo e vedo tutto e il contrario di tutto. E vero che quasi tutti vanno in macchina, ma prima di vedere due macchine uguali ne devi prima veder passare un cinquantina, e comunque magari non sono dello stesso colore. Persone vestite uguali le vedi solo nelle carceri, nelle caserme e negli ospedali, e neanche in quelli. Capelli, tatuaggi e ammennicoli vari non potrebbero essere in giro più diversi, c’è chi fa i giri del mondo e chi non si muove dal paesello, chi salva i migranti e chi li sgozza… insomma, tutta questa omologazione… io non la vedo, e sicuramente non c’è a livello planetario.
    E la ricerca “di farsi notare” mi sembra un semplice side effect se non una sublimazione della continua “ricerca di potere” che origine da chiare dinamiche evolutive persino darwiniane.
    No, non mi trovo d’accordo con l’autore di quell’articolo, per quanto gliene possa importare…

    1. Allora… ti rispondo un più in relazione all’incipt del post nel quale l’articolo è una “nota” perché, come ho detto, non è necessario aderirvi, quanto utilizzarlo come strumento di riflessione. Io non sono partita dal concetto di omologazione perché vi credo solo in parte. Credo di più nella “massificazione”.. Sono partita da una nota di “vita vissuta” e cioè della necessità che molte persone hanno di “fare la ruota” e vedere così esaltato il proprio ego attraverso la comunicazione con gli altri utilizzando questi ultimi per trovare alimento ed energia. E questo passa anche attraverso l’esaltazione di se, l’uso strumentale degli altri e la non corrispondenza tra il dire e il fare. Soprattutto nel virtuale dove un avatar consente di creare il proprio personaggio a proprio uso e consumo. Realtà virtuale e realtà reale e la non sincerità che spesso le lega. qui il “farsi notare” diventa assolutamente strumentale e poco mi cala che sia legato a dinamiche evolutive darwiniane o meno… IO non voglio essere usata come cibo per l’ego di nessuno. Mi interessa lo scambio intellettuale e anche, e soprattutto, la critica che mi consente di accedere a visioni diverse. E non vendere il mio like per avere un like così che tutti vissero felici e contenti in un mondo che ha bisogno di autogiustificarsi e autogratificarsi per rimediare a carenze proprie. In questo contesto mi piacxe il concetto di essere “rigorosi” nella comunicazione affinché parlare, scrivere e discutere, dibattere attorno a qualcosa assuma connotati positivi e costruttivi e non sia un semplice “cazzeggio”… Hope clear my point of view. 😀

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