Il silenzio e la parola

Ci sono parole che danno valore e comunicano forza e amore e ce ne sono altre che separano ed escludono ma, entrambe, contribuiscono a costruire noi stessi, ciò che siamo e la nostra realtà.

A volte le espressioni escono automatiche che neanche ci rendiamo conto di cosa abbiamo detto, salvo sperimentarne poi la potenza positiva o negativa.
Esse vibrano, che siano dette o scritte, ed emettono onde nell’ ambiente lasciando la loro traccia nell’ aria e sulla nostra pelle. Esse sono la nostra estenzione ed il nostro guscio.

In Brianza, dietro l’ angolo di casa c’è una bellissima basilica romanica, di quelle che io amo: pietra su pietra e solo pietra, nuda pietra, pietra lavorata e pietra grezza, pietra incisa e pietra levigata dalle mani l’ hanno accarezzata attraverso i secoli.
Appena entri vieni avvolto, sopraffatto e catapultato in una dimensione “parallela” e nuova: quella del silenzio.
Ma è un silenzio strano, di quelli sacri, di quelli taumaturgici, un silenzio che niente ha a che fare col fatto che sia una chiesa ma più a che fare con l’ amore e l’abbraccio di una madre.

Appena entri non puoi che rimanere li in fondo, in piedi nelle penombra, mentre senti che anche i tuoi pensieri si dissolvono per non far rumore e che ogni passo sarebbe in più.
Non perché tu abbia paura o timore, quanto perché non serve, proprio non serve nessun tipo di suono o di vibrazione: in quel silenzio sono già contenute tutte le parole di tutte le lingue del mondo.

Quel silenzio vibra di tutto senza contenere il rumore di nulla.

Quel silenzio cura, disintossica, ricongiunge la mente col cuore, solleva dall’onere e dalla fatica dell’ascolto per dare spazio agli altri sensi come guardare, osservare, respirare, sentire con la pelle e con l’anima.

Quel silenzio lascia alle troppe parole, dette e sentite, il tempo e il modo per trovare un loro spazio dentro di noi perché smussa, completa e compensa, mette in ordine il vociare della nostra vita.

Quel silenzio non è solo sacro ma è necessario.

Quel silenzio è quello che oggi serve a tutti noi per capire che laddove ci sono parole che risolvono una vita e curano, ci sono anche parole che uccidono e danneggiano e devono essere usate bene.

Quel silenzio insegna a parlare.

Ed è quello che tutti dovremmo fare: ascoltare il silenzio in silenzio per imparare il valore della parola.

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E già da qualche giorno che ho voglia e bisogno di riproporre una poesia, in verità un “componimento” che ho postato qualche mese fa e che io trovo di una bellezza struggente.

Eccolo, non ha titoli e non ha autore… semplicemente l’ho trovato o lui ha trovato me…

Ci sono dei ricercatori
e dei Maestri di Verità
sono i più silenziosi, invero,
ma io amo anche chi si espone
senza prudenza
oscillando.
A tutti io do la buona ventura.
Non siate cauti!
La verità va amata
più di se stessi
e va cercata lungamente
di errore in errore
ma l’uomo manifesti anche nei suoi errori
l’ amore del suo cercare
e la sua natura vibrante!
Sfavillate dunque
come fanciulli di energia!
Rimbombate come tuoni
e arrampicatevi aulle alture.
I momenti di noia sono quelli
in cui morite all’ amore.
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Madonna col bambino, Agliate

Sul treno – 16 novembre

La magia è la scienza e la pratica degli influssi. Se un oggetto o un essere esercita sul mondo circostante un’influenza favorevole, si parla di magia bianca; se invece disturba, disorganizza e distrugge, si parla di magia nera. In questo senso si può considerare che tutto è magia: i gesti, le parole, gli sguardi, i suoni, i colori, le forme geometriche… E lo stesso accade per gli animali, le piante e i minerali; nella misura in cui questi agiscono sugli esseri, li attirano o li respingono, li guariscono o li rendono malati: possiedono un potere magico. 
Quando guardiamo il sole, le stelle, le montagne o i laghi, sentiamo che essi agiscono su di noi e ci influenzano. E in qualche modo noi pure li influenziamo. Nell’universo tutto è magia, perché tutto non è che influsso reciproco. Quando lo avrete compreso e vi eserciterete a pensare, a sentire e ad agire in modo costruttivo e armonioso, diverrete un mago bianco.

(O. M. Aivanhov)

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