Il valore di se stessi

È possibile misurare il valore di se stessi? Con quali strumenti? Per quale finalità? E poi? Come si fa ad attribuire l’ indice di gradimento alla propria persona ed alla propria vita?

Alcuni lo misurano in numero di like o in follower, altri in inviti a cena o spasimanti o aumenti di stipendio o progetti di carriera, altri in immagini riflesse o cute liscia e priva di adipe…

Io non lo so, giuro… mi sento talmente media ma lontana dalla mediocrità che mi ci perdo mentre cerco un filo…

Sono su questo treno e mi chiedo non tanto se valgo… perché “valgo”, e sono ben consapevole di “valere”, quanto se ha senso che misuri questa specie di autostima e quale debba essere lo strumento corretto da utilizzare perché non vada semplicemente a fare “pat pat” sulla spalla del mio ego per poi lasciarlo tranquillamente dormire.

Non esistono pozioni magiche, non si può cancellare tutto per sempre. Ci sono solo piccoli passi verso l’ alto; una giornata più facile, una risata inattesa, uno specchio di cui ormai non m’ importa più.
(Laurie Halse Anderson)

La prossima fermata è la mia e non mi sono risposta.

Farneticazioni pendolari, mi sento un piccione… anzi una “picciona”.

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Muri

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A volte si costruiscono muri, non tanto per tenere fuori gli altri, ma per vedere a chi importa abbatterli (B. Yoshimoto)

Arcano XX (Le Jugement)

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Una volta fuori dalla natura non assumerò mai più
La mia forma corporea da una qualsiasi cosa naturale,
Ma una forma quale creano gli orefici greci
Di oro battuto e di sfoglia d’oro
Per tener desto un Imperatore sonnolento;
Oppure posato su un ramo dorato a cantare
Ai signori e alle dame di Bisanzio
Di ciò che è passato, o che è, o che sarà.

Once out of nature I shall never take
My bodily form from any natural thing,
But such a form as Grecian goldsmiths make
Of hammered gold and gold enamelling
To keep a drowsy Emperor awake;
Or set upon a golden bough to sing
To lords and ladies of Byzantium
Of what is past, or passing, or to come.

(W.B. Yeats, Sailing to Byzantium)

Domande e risposte

Strano, singolare e confortante come, ponendo le domande corrette, “l’ Universo” risponda sempre facendoci capire che le soluzioni sono invariabilmente dentro di noi…

Dunque, la settimana inizia in modo irrequieto, con la sensazione di voler letteralmente scappare dal nostro corpo, dalla nostra vita, dal lavoro, dalla relazione sentimentale (ciò varia in base a dove si trovano posizionati i due segni nel nostro tema natale), quello che non cambia è la percezione di disagio soffocante. E’ ovvio che innanzitutto è necessario respirare a fondo e creare spazio dentro di noi, per non reagire impulsivamente, ma lasciare che gli ostacoli diventino opportunità. E’ consigliabile quindi riflettere sugli accadimenti, sfogando rabbiosità ed eventuale senso di ingiustizia attraverso una sana attività fisica. I marosi interiori sono solo un’opportunità per fare chiarezza e portarci ad un livello superiore nel nostro cammino su questo pianeta, qualunque sia la vita che facciamo, il lavoro che svolgiamo, la nostra situazione sentimentale attuale. Ci si accorgerà così che il mondo esterno non è altro che una proiezione della nostra interiorità. Possiamo smettere di proiettare fuori la responsabilità della nostra infelicità e prendere in esame gli attaccamenti al passato, volendo scioglierli con il perdono, così da poter proseguire più liberi.

AQUARIO – vi sentite infastiditi dalla lentezza che la realtà mostra in questo periodo. Avreste voglia di prendere il volo verso qualche terra lontana dove nessuno vi conosce. Invece è proprio nello stare che verrete in contatto con una bella tematica da risolvere: il valore che date a voi stessi. E’ ora di prenderlo in considerazione.
(www.visionealchemica.it)
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Sul treno – 30 novembre

Mattine come queste, mattine nelle quali vorresti stare in una bolla inconsistente sospesa nello spazio tra i mondi.

Esistere solo per te stesso e sparire nell’ universo, diventare nulla per far parte del tutto, senza nome ed identità.

Non perché tu non sopporti il mondo, quanto perché hai bisogno di ritornare nel flusso del tutto, un puntino tra gli altri.

Scivolare dolcemente senza peso…

Aspettare senza attendere, quasi un morire per vivere.

Lasciare che sia come deve essere senza aspettare nulla.

Passare attraverso l’ inconsistenza per ritrovare l’ essenza.

E cosi affronto il prossimo “step”…

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Galleggiare al ritmo delle onde, Lago di Como