– 28

Dura oggi.

Questo – 28 oggi è difficile.

Niente come questa esperienza mi ha messo davanti agli occhi come un ego lasciato libero di “scorazzare” produca danni a se stessi e nelle relazioni con gli altri.

Difficile anche vedere la scintilla divina in chi non sa di esserlo ma pensa, vanamente, che la propria realizzazione passi attraverso il possesso: del successo, del tempo altrui, di un potere assolutamente falso.

Vero, vero. Assolutamente vero, nel contempo, che noi possiamo diventare Coscienza solo attraverso l’esperienza di vita con i modelli dai quali ci dissociamo, dai quali abbiamo deciso di dissociarci: esperienze che non fanno più per noi ma che, proprio per questo, ci ricordano ciò che siamo e che vogliamo essere.

Rinnovando ogni minuto una “scelta d’ Anima”.

È facile abbattere un nemico con un colpo di pistola, versare nel
suo bicchiere qualche goccia di veleno, mettere dell’esplosivo o
aprire il gas per fargli saltare in aria la casa… Di questo
genere di vittorie non c’è di che esser fieri né di che
vantarsi. La vera vittoria non consiste nell’annientare i propri
nemici: la vera vittoria consiste nel riuscire a trasformare i
propri nemici in amici. Cercate di comprenderlo bene! Così,
anziché essere circondati da persone che pensano unicamente a
nuocervi, sarete circondati da persone che pensano solo ad
aiutarvi. Certo, è difficile, ed esige già tutto un lavoro su di
sé: prima difficoltà; e, difficoltà ancora maggiore, esige anche
un lavoro sull’altro, allo scopo di fargli comprendere che può
essere vostro amico. Ma riuscire a riportare questo tipo di
vittoria è la prova che siete nella verità.

(O. M. Aivanhov)

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Cavallina, Piona

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Sul treno – 2 novembre

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Riverbero

Questi stolti eruditi, questi ladri e borsaioli:
usano ciò che hanno imparato per brigantaggio!!!
Ascoltatemi, signori del linguaggio:
è meglio colmare il vostro cuore di luce
piuttosto che di centomila parole;
quando tacete, siete l’eloquenza stessa;
quando aprite bocca, farfugliate sol bugie.”

(Hakim Sanai)

Memento…

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Autunno d’ acqua

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l’ossatura de’ due monti, e il lavoro dell’acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de’ torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna. Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d’oggi, e che s’incammina a diventar città.

(A. Manzoni, I Promessi Sposi)

Il silenzio

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Come sopra cosi sotto, Piona

Le parole ti possono far ammalare. E appensantire. E rendere cupo.
Le parole ti possono rendere leggero. E radioso. E pieno d’ energia.
Le parole pervadono.
Le parole respingono.
Le parole benedicono.
Le parole proteggono.
Le parole energizzano.
Le parole sanano.
Le parole creano mondi perche l’ universo è sempre in ascolto.

(Cit.)

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Fermarsi. Contemplare l’ immensità. La bellezza non si serve di parole per entrare nel cuore. E allontanare le ombre. Se cerchi l’ armonia la trovi ovunque. Anche nel silenzio. Piona, un pomeriggio d’ autunno.

💜

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Nel momento in cui un bambino nasce anche una madre sta nascendo. Lei non è mai esistita prima. La donna esisteva, ma la madre, mai. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo. (Osho)

– 29

Il bisogno di gloria deriva da un senso di totale insicurezza circa il proprio valore, dalla mancanza di fiducia in se stessi.

Emil Cioran

Non siamo nati per lavorare incessantemente, carichi di rabbia, senza fermarci mai, con la sensazione che ci manchi qualcosa, come se avessimo buttato via la nostra vita, mentre ci affrettiamo verso la morte in preda a un senso di inadeguatezza.

Banana Yoshimoto

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Sunset over the hill

Fiori d’autunno

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Fiori d’autunno

A cosa serve predicare l’amore per il prossimo se non si spiega agli esseri umani cosa debbano amare negli altri? Quando si vede il modo in cui si comportano tante persone nella vita di ogni giorno, al limite si può riuscire a non detestarle, ma non le si può amare, ed è anche inutile provarci.
Ecco qualcuno che si mostra egoista, malvagio, odioso, e vi si viene a dire che dovete amarlo… È impossibile! Ed è talmente impossibile che non solo non ci riuscirete, ma facendo degli sforzi per amare quel mostro, finirete per trovarlo ancora più insopportabile. Per riuscire ad amarlo, occorre potersi proiettare al di là delle apparenze concentrandosi sulla scintilla divina che dimora in ogni creatura. Per il momento questa scintilla è sepolta sotto strati di fuliggine, ma c’è! E siccome c’è, un giorno potrà manifestarsi anche attraverso quell’essere. Però, ecco: noi possiamo vedere la Divinità negli altri solo se abbiamo prima imparato a farla vivere in noi stessi.

(O. M. Aivanhov)