Haiku 2015

Grazie ad Enrico Garrou per questo stupendo haiku.

Ti ringrazio di cuore caro amico e spero che le mie “vibrazioni di energia”, niente più della luce che gioca sull’ acqua, possano rendere giustizia alle tue meravigliose parole.

Verrà il sogno

Spalancherà la porta

Grande stupore.

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Sassolini – Terza ed ultima parte

Nel corso del 2015 ho eliminato dalla mia vita, fisica e virtuale, molta spazzatura.

Elementi distorti e “malati”, narcisisti e speculatori, parassiti intellettuali ed affettivi… operazione portata avanti sul web e nella vita reale, privata; non è stato facile accorgersene ed agire per il giusto nell’ ottica dell’ amore per se stessi ma insomma, un buon lavoro è stato fatto e qui mi lodo.

Nel contempo ho deciso di aprirmi a nuove ma anche vecchie possibilità rimaste nel cassetto, nuove ma anche vecchie amicizie ritrovate, vecchie amori che si sono trasformati come il vino buono (e qui un bacio enorme al mio ex-marito, il secondo) in grandi amicizie.

A tutti costoro che ho preso a calci nel posteriore dedico questa spassosissima vignetta che ho recuperato su fb anche se può sembrare poco compassionevole, ma… quale è il limite tra la compassione intesa come un sentimento di comunione con chi soffre e l’amore per se stessi? Questa è una meravigliosa domanda…

A tutti gli altri la mia gratitudine più sincera per la bellezza e la gioia che hanno portato nella mia vita.

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Sassolini – Seconda parte

Grazie al “qualcuno” che mi ha segnalato l’ articolo. Mi era sfuggito…

Va sotto il titolo di “Buon proposito 2016: aprire gli occhi e lavorare nel piccolo per realizzare nel grande”

Bilancio del 2015, Charlie e tutte le altre rimozioni

Impossibile separare i due grandi attentati di Parigi e la guerra in Siria, visto che hanno un vistoso denominatore in comune, e cioè l’ISIS. [Massimo Mazzucco]
Il 2015 si è aperto con gli attentati di Parigi a Charlie Hebdo, nel mese di gennaio, e si è concluso con gli attentati di Parigi del Bataclan, nel mese di novembre. In realtà questi due episodi, estremamente gravi di per sé, fanno solo da contenitore a tutto ciò che si è svolto al loro interno, e cioè l’escalation della guerra in Siria, che è diventata, nell’arco di pochi mesi, un conflitto di livello internazionale.

Naturalmente è impossibile separare le due cose – gli attentati di Parigi e la guerra in Siria – visto che hanno un vistoso denominatore in comune, e cioè l’ISIS.

Per dipanare la matassa quindi, e per dare un senso compiuto all’anno appena trascorso, bisogna cercare di comprendere la nascita dell’ISIS, che risale ufficialmente all’estate del 2014.

L’ISIS, come ormai sappiamo, è stata una creazione indiretta dell’occidente (USA e Gran Bretagna in prima linea, con Israele comprimario nascosto), messa in piedi tramite l’alleato n.°1 degli USA in medio oriente, e cioè l’Arabia Saudita, con il supporto della Turchia e di alcuni stati minori, come il Qatar.

Il vero bersaglio di questa alleanza sunnita non è la Siria, ma l’Iran sciita, l’altra grande potenza medio-orientale che si contrappone ai sauditi. La Siria (alleata storica dell’Iran) avrebbe dovuto essere soltanto una “stepping stone”, un gradino di passaggio, verso il bersaglio più importante.

Il piano iniziale degli americani prevedeva infatti un rapido rovesciamento di Assad, portato a termine tramite la solita masnada di “ribelli” finanziati e organizzati dalla stessa C.I.A.

Per metterli in piedi e per poterli supportare apertamente, la propaganda occidentale si è addirittura inventata un ossimoro degno di entrare in un’enciclopedia: i “ribelli moderati”. Uccidono sì, ma con dolcezza. Odiano, ma con compassione. Distruggono, ma solo per necessità. (In realtà, sono talmente “moderati” che i loro capi amano letteralmente mangiarsi il cuore del nemico appena ucciso).

Ma qualcosa è andato storto, nel progetto di rovesciamento orchestrato da Washington già dal 2012. Assad si è rivelato un osso molto più duro del previsto, e a quel punto è stato necessario creare una terza forza – l’ISIS appunto – che stravolgesse le regole del gioco, e portasse a compimento il lavoro sporco che i “ribelli moderati” non riuscivano a fare.

Ma proprio quando l’ISIS stava per riuscire finalmente a togliere di mezzo Assad, è entrato in scena Vladimir Putin, che ha letteralmente ribaltato il tavolo del gioco. Ora l’ISIS sono i cattivi, e sono quindi automaticamente cattivi anche tutti coloro che fino a ieri fingevano soltanto di combatterli: in altre parole, con una mossa tanto semplice quanto geniale, il grande giocatore di scacchi ha messo a nudo di fronte al mondo l’inganno perpetrato dalle potenze occidentali tramite l’artificiale “califfato” di Al-Baghdadi.

Non solo Putin ha fatto questo, ma si è spinto addirittura oltre. Sulla scia dell’abbattimento del jet russo da parte dei turchi, ha anche svelato al mondo, con immagini inconfutabili, il lurido doppio gioco che Erdogan stava portando avanti lungo i confini del proprio paese: mentre da una parte fingeva di appoggiare i curdi che combattono l’ISIS, dall’altra finanziava la stessa ISIS comprando da loro migliaia di tonnellate di petrolio ogni giorno.

Che cosa c’entrano in tutto questo gli attentati di Parigi? C’entrano, per una serie di motivi diversi. Il primo motivo è che gli attentati di Parigi (leggi: gli attentati nel cuore dell’Europa) hanno rafforzato presso di noi l’idea che l’ISIS sia un’organizzazione di feroci criminali, e che vada quindi combattuta con qualunque mezzo possibile. Questo significa mandare aerei a bombardare il territorio siriano, là “dove si trova l’ISIS”. (Naturalmente, una volta che quegli aerei varcano il confine, nessuno sa davvero chi e che cosa vadano a bombardare).

Come sappiamo inoltre, il “terrorismo islamico” è diventato ormai da tempo la chiave che permette di scardinare, passo dopo passo, le nostre libertà e i nostri diritti civili. E nulla avrebbe potuto servire meglio a questo scopo che non appunto gli attentati di Parigi, “perpetrati dai terroristi dell’ISIS”.

E qui si apre un discorso ancora più generale, che ci riporta all’11 settembre 2001. Oggi infatti, dopo 15 anni da quella fatidica data, l’Europa sta finalmente pagando il conto per tutte le bugie che ha accettato di farsi raccontare sugli attentati delle Torri Gemelle. Noi che combattiamo per la verità sull’11 settembre andiamo ripetendo da tempo che è necessario che questa verità venga a galla, affinché fatti del genere non possano più ripetersi in futuro. E invece, grazie al complice silenzio e alla connivenza dei giornalisti di tutta Europa, oggi ci ritroviamo a dover affrontare le conseguenze di un “terrorismo islamico” che è arrivato ormai alle porte di casa nostra.

Lo dico ancora, per essere più chiaro: se la bugia dell’11 settembre fosse stata svelata per tempo, con un semplice lavoro di giornalismo elementare, oggi il “terrorismo islamico” non esisterebbe più, perché nessuno ci avrebbe più creduto. Invece, siamo qui che ci tocca farci perquisire dalla testa ai piedi anche solo per andare ad ascoltare il Papa in piazza San Pietro.

Con grande gaudio, ovviamente, di tutti i ministri degli interni, di tutti i ministri di giustizia e di tutti i prefetti di polizia di mezza Europa.

Lo stato di polizia che già esiste da molti anni in America – travestito da democrazia “for the people and by the people” – ora sta arrivando anche da noi. E questo grazie alla vigliaccheria collettiva di tutti i giornalisti europei, che non è altro che la somma totale della vigliaccheria di ciascuno di loro.

Nessuno di codesti giornalisti, oggi, può fingere di non sapere come siano andate veramente le cose l’11 settembre 2001, e quindi nessuno di loro può sentirsi escluso da questa chiamata in correo per la situazione in cui ci troviamo oggi.

L’altro grande evento che ha fortemente caratterizzato nel 2015 è stato il fallimento di Tsipras e del suo tentativo di liberare la Grecia dalle tenaglie della finanza internazionale. Abbiamo già discusso nel dettaglio quello che è avvenuto in Grecia nella primavera-estate di quest’anno: che si consideri Tsipras un “traditore” vendutosi al nemico, oppure semplicemente uno che è stato costretto a fare le scelte che ha fatto, il risultato non cambia: la piccola nazione ellenica ha dovuto inginocchiarsi all’altare dei banchieri internazionali, e questo è servito da monito per qualunque altra nazione europea che in futuro possa venire anche soltanto sfiorata dall’idea di uscire dalla moneta unica.

Ormai la finanza globale è la vera padrona del mondo, e possiamo soltanto recriminare di aver dato carta bianca, con il nostro voto, a tutti quei politici che negli ultimi 20 anni ci hanno portato, silenziosamente ma coscientemente, in questa trappola mortale.

Un altro aspetto interessante dell’anno appena concluso sono i cosiddetti “scandali eterodiretti”: mi riferisco al caso FIFA-Blatter, e al caso della Volkswagen. In ambedue le vicende infatti è fin troppo evidente la longa manus degli americani, che da una parte hanno cercato di colpire la Russia, chiedendo la revoca dell’assegnazione dei mondiali a loro favore, e dall’altra hanno cercato di colpire la Germania, che evidentemente non si era dimostrata abbastanza rigida nel voler imporre le sanzioni economiche alla Russia stessa.

Insomma, se vogliamo trarre una conclusione, abbiamo un 2015 nel quale gli americani stanno disperatamente cercando di restare alla guida del mondo, muovendo tutte le pedine di cui dispongono – anche le più sporche – sullo scacchiere internazionale. Ma per fortuna (nostra) hanno trovato un giocatore di scacchi altrettanto valido e preparato che gli ha impedito, almeno fino ad oggi, di continuare a fare i propri porci comodi.

Anche noi, a livello nazionale, stiamo vivendo la nostra bella odissea: con un leader di cartone, servo delle banche e degli industriali, che continua a venderci ottimismo da un tot. al chilo, rischiamo di andare verso una resa dei conti che sarà quantomeno drammatica. Ed è molto probabile che questa resa dei conti arrivi nei prossimi 12 mesi (anche perché la banca dell’Etruria non era certo l’unica banca a rischio di crac. E al prossimo episodio simile a questo, nessuno si sente più di garantire che il rapporto fra cittadini e le banche resterà immutato).

In tutti i sensi, quindi, possiamo prevedere che il 2016 sarà un anno di grandi risposte, sia a livello internazionale che a livello nazionale. Dopo di che ci si augura di vivere, se non in un “mondo migliore” (come dicono i buonisti da salotto), almeno in un mondo che sia leggermente più equilibrato, più sensato, ed anche, magari, più a misura d’uomo.
Fonte:  http://www.luogocomune.net/LC/index.php/20-varie/4312-articolo-di-fine-anno-esperimento.

Sassolini – Prima parte

Avrei voluto fare un sacco di cose oggi… ad esempio andare a Milano a visitare il Duomo e poi andare in Libreria Esoterica a comperarmi i Tarocchi di Crowley, oppure andare al mare… insomma “santificare” l’ultimo giorno dell’anno… poi, Macrolibrarsi mi avvisa che le lame sono disponibili on-line e io non ho voglia… mi va di stare nella mia bolla e magari mettermi in cucina perché domani è il compleanno del mio papà (e della Tati…).

Allora… ecco, mi voglio togliere alcuni sassolini… pochi… questo è il primo…

Con l’anno nuovo spero di non sentire più idiozie tipo “la nostra cultura” e, soprattutto “cristiana”.

La cultura è un insieme di valori che aggrega un popolo (“L’insieme delle credenze, tradizioni, norme sociali, conoscenze pratiche, prodotti, propri di un popolo in un determinato periodo storico” cit. Sabatini Coletti), una nazione: qualcuno ne vede da queste parti? E di cristiano ne vedo ancor meno, di certo non nella chiesa di Roma, quella dei papi e dei cardinali ai quali è totalmente estraneo qualunque messaggio spirituale.

Ma tant’è, sono un organismo di potere, né più ne meno come altri…

Allora smettiamo di dire e scrivere idiozie senza prima avere pensato bene ed apriamoci alla solidarietà.

E poi… io non dimentico che mia figlia è straniera in un altro paese…

“Siamo un paese profondamento cristiano…” Ecco perché quei cartelli devono sparire

30.12.2015 – Africa News

(Foto di http://www.migrantitorino.it/)

“Siamo un paese a cultura occidentale di profonda tradizione cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”.

Da qualche tempo Pontoglio, settemila abitanti in provincia di Brescia, si presenta così ai visitatori, attraverso dei cartelli che la giunta di centrodestra ha fatto mettere agli ingressi del paese per “salvare l’identità”. Quei cartelli, però, dovrebbero sparire: non rispettano infatti il principio di imparzialità e laicità dello Stato e sono discriminatori.

È quello che hanno scritto all’amministrazione comunale la Fondazione Guido Piccini per i diritti dell’uomo onlus e l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione. Nella lettera le associazioni ricordano che  ”l’attività della pubblica amministrazione è regolata dal principio di imparzialità” e conseguentemente “gli unici valori di cui la stessa si può far carico, anche nella comunicazione, sono quelli contenuti nella Carta Costituzionale, che non comprende uno specifico riferimento religioso” ma, al contrario, ” riconosce il “principio supremo della laicità dello Stato” come “uno dei profili della forma di Stato delineata dalla Carta Costituzionale della Repubblica”.

Che vuol dire, poi, “cultura occidentale”?  Una nozione senza alcun significato giuridico. “Anche Pontoglio è “orientale” rispetto a Torino, ma ciò non significa che debba farsi carico della cultura sabauda” sottolineano la Fondazione Piccini e l’Asgi. L’invito a “rispettare la cultura” deve poi valere per tutti, secondo il principio di uguaglianza sancito sempre dalla Costituzione e “deve dunque comprendere anche il rispetto di chi apporta, in un contesto locale, cultura e tradizioni diverse”.

Infine, l’invito ad andarsene per chi non si adegua “è del tutto illegittimo”. “La pubblica amministrazione non può svolgere alcuna attività volta a incentivare o disincentivare la presenza sul proprio territorio di cittadini identificati sulla base della loro appartenenza culturale, etnica o religiosa o delle loro convinzioni personali”, perché violerebbe il principio di non discriminazione sancito anche dalla Convenzione europea per i diritto dell’uomo e dal Testo Unico sull’immigrazione.

Quei cartelli, quindi, vanno rimossi. Altrimenti,  le associazioni minacciano di “attivare tutte le opportune azioni idonee a ripristinare un uso corretto e non discriminatorio della azione e della comunicazione pubblica”. Il caso Pontoglio, insomma, rischia di finire in tribunale.

Fonte: www.stranieriinitalia.it, www.migrantitorino.it

31 dicembre

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Domani inizia un nuovo anno, e quando vi incontrerete vi direte a vicenda: «Buon anno!… Felice anno!…». Sì, ma non è perché il calendario annuncia un nuovo anno che esso sarà necessariamente nuovo per voi! Una cosa è il calendario, altra cosa siete voi.
Se volete che il nuovo anno sia per voi veramente nuovo, consideratelo come un essere vivente e ricco che può portarvi grandi doni: la gioia, la pace, l’amore… Ma questi doni li riceverete solo se avrete preparato in voi dei posti adatti ad accoglierli. Ispezionate la vostra mente e il vostro cuore per scacciare ogni genere di vecchie cose accumulate. La fine dell’anno deve essere il momento per una grande pulizia. Allora, prevedete in voi degli spazi per ricevere l’anno nuovo nella purezza e nella luce.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Bye bye 2015

Non lo so come è stato quest’anno e forze neanche mi importa… chi mi ha fatto i tarocchi a gennaio scorso mi disse che sarebbe stato “l’anno del consolidamento” dopo un periodo lungo, difficile e sofferto.

Non posso dire non sia stato cosi.

Tante cose le ho chiuse, come l’ultimo tatuaggio fatto… e va bene cosi.

Alcune altre sono li, come un figlio adolescente e un pò ribelle che cerca il suo perché e io sono li, anzi qui, con il mio amore disponibile… e che fatica.

Altre sono dentro di me come la decisione di cambiare ritmi e vita.

Poi c’è il blog con le sue 38.000 visite che mi fanno sentire Madonna 💙💚💛💜, con i 12.000 commenti 👍👍👍👍👍👍per i quali posso solo ringraziarvi con tutto il cuore perché il confronto è stato importante per me, con le 1.000 visualizzazioni di “Come un gatto e buonanotte” 😻😻😻😻😻😻😻😻😻 in testa alla hit dei post e nel quale un VIC (Very Important Cat) si mostra in tutta la sua placida rilassatezza, alla nuova immagine che ho rubato ad equilibrista (con il suo permesso) 💅💅💅💅💅💅💅💅💅…

E quindi gli amici persi o ritrovati, vecchi o nuovi, reali in carne ed ossa o virtuali in lettere e caratteri: persone che fanno della mia vita la meravigliosa altalena che è.

E la mia amata Francia della libertà con le sue vacanze raminghe e selvagge.

Poi c’è il vintage che adoro.

E in fondo, le albe e i tramonti che hanno scandito le mie giornate fatte di paesaggi meravigliosi. Di laghi e di fiumi. Di mari e orizzonti di sabbia che hanno accolto la mia bimba nella sua avventura… e quanto mi manca.

Insomma il meraviglioso caleidoscopio dei miei affetti.

Ringrazio di cuore tutti voi che ci siete stati e mi avete accompagnata: amori, affetti, amici, colleghi, conoscenti… tutti voi, meravigliose e dolcissime note sulla spartito della musica della mia vita.

Rimanete nel mio cuore.

A Natale ne ho riportato solo uno stralcio, oggi trentuno dicembre ve lo propongo per intero perché non conosco parole più belle per una fine che è un inizio.

A tutti voi un felice 2016 con la speranza che il mondo possa essere un luogo più “giusto” e più compassionevole ma soprattutto sia foriero di speranza e di pace.

Vi abbraccio.

Nel febbraio del 1600, il giovane amico Sagredo gli fece visita nella cella della sua prigionia.

“Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.”

“Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”

“Il tempo dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione. L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede  la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.”

 “Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”

“ Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo…

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.”

Rumori di fondo indicano che la visita volge altermine.

“Maestro quando potrò ritrovarvi?”

“Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!”

La porta si apre e compare il guardiano…

“Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”

dal libro di Giuliana Conforto “La futura scienza di Giordano Bruno”