Lettera aperta al Preside

accendi la mente

A&L

Caro Preside,

le chiedo un favore: lasciamo la politica ai politici e parliamo di bambini e ragazzi. Oggi abbiamo una diversa consapevolezza di cosa significhi convivere con un’altra cultura rispetto a quando andavamo a scuola noi. Sfruttiamo questa opportunità per insegnare le bellezze del mondo. Queste passano anche attraverso le diverse culture e parte integrante di una cultura è la religione. Che senso ha che i professori insegnino attraverso i libri di testo l’esistenza di diverse religioni e culture quando nelle loro stesse classi sono rappresentate da bambini e ragazzi in carne ed ossa?

Il rispetto 

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Bela machina

Va bene, oggi dovevo fare due cose: lavare la macchina e pagare le spese condominiali.

Detesto entrambe le cose… la prima perché per me l’auto è un mezzo con un motore e quattro ruote, un veicolo  che mi consente di spostarmi, stop… la seconda perché nutro una spontanea e genuina antipatia per l’ improbabile, e mancato, ragioniere che amministra il complesso residenziale dove abito. Non capisco perché un individuo debba fare di una professione retribuita uno strumento di “potere”e di arroganza… insomma è una questione di approccio… sono “contro” chi pensa di detenere un potere, grande o piccolo, perché sono contro l’esercizio del potere a prescindere.

Mi alzo, infilo i leggins e il pile, cerco di imbrigliare i capelli e armata di Glassex e carta di giornale prendo la mia mini gialla e nera e vado all’autolavaggio. Dieci euro basteranno per rimuovere lo strato di peli canini sul sedile posteriore? Boh… Mi basterà un’ ora di “carkeeping”? Boh…

Prima piacevole sorpresa: con 12 euro l’omino dell’ autolavaggio fa tutto e io guardo… Mario, il ragazzo pakistano, mi renderà dunque un’auto dotata di dignità e, Dio volendo, riuscirò a ritrovare l’ estratto conto bancario, il cd disperso del Liga e l’orecchino di perle spaiato.

“Bela machina signora” mi dice Mario.

“Sisi… consuma un po’…” rispondo io imbarazzata mentre Mario armeggia con l’aspirapolvere sul sedile posteriore.

“Quanti mesi tu no polvere?” sospira il poveretto.

“Mmmmmmhhhh… un anno?…” ammetto io mentre rispondo al whatsapp di Sofia.

“Nooooooooo signora non si fa… tanto bela machina…” e sogghigna scuotendo il capo.

Okay lo ammetto, sono imbarazzata… ma son fatta cosi… e allora prendo il Glassex e mi faccio avanti per aiutare Mario, rinunciando a leggere di Zuckenberg che regala le azioni di FB alla fondazione “umanitaria” voluta per la figlia Max… fondazione sua… cioè lui dona a se stesso… vabbe, i miei figli avevano avuto il cucchiaino d’argento… questa pupa una cifra assurda di dollari… sbaglierò ma mi puzza di presaperilculo… boh…

“No signora, non si fa. Lavoro mio. Tu paga e allora tu guardi.” mi intima il ragazzo.

Rimetto tutto giù e allora mi siedo sulla panchina e passo a leggere le news… venti di guerra sulle nostre vite. Pulire la macchina è una necessità, capire che succede davvero una responsabilità morale e civile, scegliere chi vogliamo essere un dovere… #iostoconputin? Mi sa…

Intanto Mario ha finito e mi mostra orgoglioso il suo lavoro… sembra un’altra macchina, un mezzo meccanico che ora profuma e dove l’entropia del canino casino sembra essere stata debellata, almeno per il momento…

Il mio uomo del giorno si merita la “ola” e la mancia, una stretta di mano e l’eterna gratitudine.

Lo bacio anche… lo confesso: ho baciato un mussulmano e ne sono orgogliosa. Com’è che si chiama il leghista del presepe? #iostoconmariotie…

Fantastico… conciata come un pakistano (non è dispregiativo… è solo una considerazione oggettiva…) vado in centro, direzione banca per prelevare e salutare la mia “donna”, la mia salvezza, colei che amministra i quattro, anzi due soldi sul conto corrente che tento di salvaguardare da tasse, gabelle e varieedeventuali…

Mi rendo conto che anche a lei devo eterna gratitudine perché, mentre di certo non io sono cliente gold di Intesa, lei e le altre banca-girls sono mie blog follower… grazie ragazze! Pubblicamente grazie.

Ci facciamo quattro risate e mi rincuoro: okay…, Capo Verde arrivo… Sofia, mamma is coming… un mese e mezzo ancora e Meridiana mi vedrà gradita ospite on-board… #iostoconsofiaforever…

Finito.

Vado a casa. Relax. Ci proviamo… non è bello tutto quello che sta succedendo sulle nostre inconsapevoli teste… e ho il dovere di capire e di scegliere.

Mai come ora non possiamo dormire sonni “tranquilli” nelle nostre vite.

Pomeriggio dedicato a leggere e a vedere ciò che abbiamo sotto agli occhi… #iostoconlavitaestop.

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perche facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo. Il potere di scegliere.

(M. Kole)

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#jaimelafrance

 

 

 

Giovedi di vacanza

Primo giorno a casa.

Non ho quasi chiuso occhio: mi sono girata e rigirata nel letto mentre ascoltavo il rumore della notte e guardavo ombre e luci che si muovevano oltre ai vetri, senza pensare a nulla, solo raccolta come una crisalide nel bozzolo delle tenebre.

Micetto ha voluto essere coccolato: pelo lucido e morbido contro la mia guancia, mentre la micia dormiva sul cuscino, Argo sognava sul tappeto del salotto e il ciccione dormiva russando in fondo al letto.

Pace, quiete e tempo sospesi nell’ immobilità delle stelle e del freddo.

E le ore sono scivolate via dondolando, senza tempo e senza angoscia, senza orologio, in punta di piedi e segnate solo dalla luce che piano piano aumentava e si allargava come una pozza d’acqua sul selciato.

Le ombre dei pini del giardino sono diventate sempre più visibili e si è fatto lentamente giorno.

Devo fare un pò di cose, dopo…

Adesso mi accoccolo e mi lascio coccolare, come foglia dimenticata dal vento, sotto alla luce del giorno e nel lusso del sonno mattutino.

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