Pensiero

In ogni istante, potreste essere presi dallo scoraggiamento. Allora, ditevi immediatamente: «La cosa non durerà». Rifugiatevi da qualche parte in voi stessi, come se andaste in letargo, e restate là finché non ritroverete il soffio della vita. Lo scoraggiamento è come l’inverno, ma dopo l’inverno ritorna la primavera; a seconda delle annate, essa viene più o meno presto: talvolta viene molto tardi, ma finisce sempre per arrivare. Ecco perché non bisogna mai perdere completamente la speranza.

Prima o poi, lo slancio e l’energia ritorneranno. Quanti hanno abbandonato la presa appena qualche istante prima che le forze della primavera risorgessero in loro! Ed è un peccato… Stavano finalmente per essere salvati, ma non hanno avvertito nulla di quel rinnovamento e si sono arresi. Dunque, quali che siano i vostri tormenti, non lasciate mai che il vostro cielo interiore si oscuri completamente. Ditevi: «Può darsi che non tutto sia perduto, aspettiamo ancora un po’». E a poco a poco l’oscurità incomincerà a dissiparsi e il freddo se ne andrà.

(Omraam Mikhael Aivanhov)

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del perché poltrisco…

Il mondo è lento stamattina.

Queste sono le giornate più corte dell’anno, buio la mattina e buio la sera presto, freddo e inverno mentre la casa è una tana calda e piacevole in attesa che torni la luce e la vita riprenda.

Meravigliosa la sensazione di percorrere un infinito cerchio silenzioso ed accogliente al centro del quale sta la pace, se si è capaci di fermarsi e coglierne le vibrazioni.

Piedi scalzi sul pavimento e la vita che vortica come un cerchio intorno all’ombelico…

Se ti muovi in armonia puoi trovare l’equilibrio e ballare come un derviscio.

Pensieri sconnessi del perché poltrisco: lascio andare, forse attiro al centro come un vortice…

La luna era una falce luminosa stamattina e l’unica stella del mattino brillava tersa e splendente nel vuoto blu del cielo che vuoto non è e neanche blu. È solo “cosi”…

Ora il sole, poi arriveranno le tenebre.

Aspetto e guardo… il mondo gira intorno a me e balla mentre un suono inconsistente pervade l’aria.

A volte le “cose” non hanno bisogno di un senso, né sono razionali né sono tante…

Solo “sono”.

 

Cosa farò o mussulmani?
Non mi riconosco più …
Io non sono né cristiano né ebreo, né magio né mussulmano.
Io non sono dell’Est né dell’Ovest, né della terra né del mare.
….
Il mio Luogo è il senza luogo,
la mia traccia è la non traccia.
Non è il corpo e non è l’anima,
perché appartengo all’anima del mio amore.
Ho riposto la dualità
e visto i due mondi come uno. Uno io cerco, Uno io conosco. Uno io vedo, Uno io chiamo.
Egli è il primo , egli è l’ultimo. Egli è l’esterno, egli è l’interno.
Non conosco che HU, nient’altro che lui.
Ebbro della coppa dell’amore,
i due mondi mi scivolano dalle mani. Non mi occupo di nient’altro
che divertirmi e bere forte.
Se una volta nella vita ho vissuto un istante senza te,
mi pento della mia vita da quel momento in poi.
Se una volta in questo mondo otterrò un istante con te,
mi metterò i due mondi sotto i piedi
e danzerò eternamente di gioia.
Oh Shams di Tabriz, sono così ebbro in questo mondo che salvo la baldoria e l’ebbrezza
non ho storie da raccontare.

(Rumi)

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