La forza

“Quando si diventa forti? – chiesi.
Ed ella con un delicato sorriso rispose:
– Quando imparerai a non fare del male a nessuno“

(Alejandro Jodorowsky)

PicsArt_1449949495906

Annunci

Schegge sul lago

Non amo, anzi detesto, i centri commerciali. Mi tolgono l’aria, mi chiudono la gola, mi danno l’ emicrania.

Non importanta che siano super” o “iper” io detesto le lunghe file di prodotti esposti in vetrine… mi sembra che tutti gridino “acchiappa me… comprami… mangiami… sarò tuo, sarò la tua felicità…”. Ancora di più brucerei le “offerte di stagione” che hanno la pretesa di scandire le stagioni della mia vita facendomi consumare oggetti di cui non ho bisogno solo per un primitivo ed indomabile istinto di bulimia isterica.

Ho bisogno di aria.

Ho bisogno di acqua.

Ho bisogno di schegge di luce che cadono sulla superficie delle “cose” e le illuminano di sfumature iridescenti come i colori dei germani che scivolano sulle acque lisce del lago.

Ho bisogno di “cose” che si riflettono in altre e giocano con le immagini ed i colori come un caleidoscopio naturale.

Ho preso e sono andata al lago.

Poche ore di luce da sfruttare bene.

Grazie.

Vedo sul lago

anatre dondolarsi.

E volo via.

 

Menoquaranta

Il sasso. La persona distratta vi è inciampata. Quella violenta, l’ha usato come arma. L’imprenditore l’ha usato per costruire. Il contadino stanco invece come sedia. Per i bambini è un giocattolo. Davide uccide Golia e Michelangelo ne fece la più bella scultura.
In ogni caso, la differenza non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo.
Non esiste sasso nel tuo cammino che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.

(Cit.)

PicsArt_1449923592478

Attraverso la parete

Mi sono addormentata sul divano ieri sera poi, a tentoni, mi sono trascinata lenta ed incosciente verso il letto.

Ero stanca, tanto stanca… ma di una spossatezza simile a colla densa ed appiccicosa che mi bloccava i piedi sul parquet e mi incollava gli occhi.

E poi mentre arrancavo incosciente verso il letto ho avuto la sensazione, terribile e meravigliosa, di infilarmi in una fessura, una fenditura stretta in una roccia immaginaria e, cosi… mi sono sentita passare dall’altra parte.

Qui buio e di la un’esplosione di colori, qui sonno e di la movimento e vita, luci e suoni, un carnevale di sensazioni e persone.

E io cadevo e mi muovevo, viaggiavo e mi spostavo in questo spazio multicolore, scintillante e piroettante di vita, facevo capriole e scivolavo saltando.

La sensazione non era sonno bensi vita e veglia, agivo in una dimensione diversa da quella della normalità… potevo sentire la micia fare le fusa accoccolata al mio fianco come fa da sempre e la sensazione fisica che fosse li col calore del suo pelo e la dolcezza del suo amore, potevo percepire i rumori della notte… le poche auto in fondo alla via, lontano… mi arrivava il frigorifero fare “zzzzzzz” dall’altra parte della casa, vedevo distintamente i riflessi delle luci del vialetto attraverso le tende e l’opalescenza di una notte d’inverno…

Ma ero al di là della parete, mi ero infilata nel taglio della roccia e c’era un altro mondo, un universo senza tempo e con mille dimensioni e persone reali che non ricordo più perché è tutto sfuggito lasciandomi qualcosa simile a benessere e gioia.

Questa mattina quando mi sono svegliata è stato come tornare da un viaggio, con addosso la stessa sensazione che provo quando scendo la scaletta dell’aereo tornando a casa… e la micia era li… e faceva le fusa.

Sabato. Lentezza. Leggero mal di schiena. Non avevo mangiato peperoni…

«E non faccio che sognare, ogni giorno, che alla fine, chissà quando, incontrerò qualcuno. Ah, se sapeste quante volte sono stato innamorato in questo modo!»
«Ma come dunque, di chi?»
«Ma di nessuno, di un ideale, di colei che mi appare in sogno. Io in sogno creo interi romanzi».”

Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”

PicsArt_1449908359682
Nefertiti Loops