Attraverso

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Menotrentanove

Muoviti nel mondo celebrando, danzando, cantando, simile a un’ape; va da fiore a fiore, soltanto attraversando tutte le esperienze diventi maturo.

(Buddha)

Santa Lucia

Buio.

Buio profondo che avvolge le strade e il parco; appena Argo si sbriga ce ne torniamo a letto al calduccio.

Il sole sorge alle 7.29 oggi e tramonta alle 16.39: non è il giorno più corto dell’anno bensi il giorno nel quale il sole tramonta prima.

Comunque sia, il buio spinge in casa e il freddo trattiene nella propria “tana”: devo fare alcune commissioni ma niente di che. La vita è sospesa.

Da oggi fino al 22 dicembre vivremo nel limbo delle ombre e poi, lentamente, si tornerà alla luce. Poco a poco ci ritroveremo immersi in assolate giornate estive e ci godremo lunghe giornate.

Intanto è domenica e tutto tace ad eccezione delle campane della messa delle otto.

Mi è sempre piaciuto il suono delle campane che mi arriva in casa tondo ed ovattato; mi è dispiaciuto quando hanno proibito il rintocco notturno delle ore perché era cosi confortante il tempo scandito mentre stavo sotto le coperte… ma il progresso e la quiete pubblica hanno avuto la meglio…

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Pinocchio e le luci

Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, una delle festività più sentite nel Nord Europa: nelle famiglie svedesi, ad esempio, la figlia maggiore si sveglia alle quattro del mattino per preparare caffè e dolci che servirà vestita con tunica bianca cinta da una fascia rossa, mentre nelle rappresentazioni tradizionali le ragazze ornano i capelli con lustrini e portano sul capo una corona con sette candele.
Si tratta di una festività pre-natalizia diffusa anche in molte zone d’Italia, dal nord al sud, dove in molte tradizioni popolari si ritrova l’elemento della Santa che nella notte a cavallo di un asinello entra nelle case per portare la luce, lasciando doni e dolci ai bambini.

La tradizione cristiana vuole che Lucia fosse una giovane donna di Siracusa, che visse a cavallo tra il III e IV secolo d.c. Disperata per la malattia della madre, Lucia si recò in pellegrinaggio fino a Catania a pregare sulla tomba della martire Sant’Agata affinché la guarisse.
Lì le apparve la santa, che le chiese di donare tutto e di aiutare i poveri. Lucia tornata a Siracusa lasciò il promesso sposo e si dedicò completamente alla vocazione religiosa. La tradizione vuole che visitasse i malati nelle catacombe con una candela sulla testa per farsi luce. Il promesso sposo, indispettito, la denunciò come cristiana alle autorità romane. Fu quindi sottoposta a torture e a martirio sotto il governo dell’Imperatore Diocleziano. Viene venerata come la Santa della Luce e considerata protettrice della vista.

Come in molti altri casi, anche questa festività affonda le sue radici su antichi riti pagani preesistenti all’epoca cristiana. E’ particolare d’altronde che il culto di una santa di origini siciliane sia così radicato non solo nella zona, ma anche nel nord Italia e soprattutto nel nord Europa.
Innanzitutto va ricordato che la ricorrenza della festa – il 13 dicembre cadeva nel calendario antico in prossimità del solstizio d’inverno, il momento dell’anno in cui le ore di luce cominciano lentamente a crescere. Le ore di buio hanno ormai raggiunto il loro picco massimo: questo è il passaggio che segna la promessa della rinascita della luce dal buio dell’inverno. Da questo fatto viene il detto santa Lucia il giorno più corto che ci sia. Tuttavia con la successiva abrogazione del calendario giuliano e introduzione del calendario gregoriano (1582), la data del solstizio venne posticipata di una decina di giorni, non coincidendo più con la festività.

Nella tradizione romana il 13 dicembre si svolgeva inoltre una festa in onore di Cerere o Demetra dea dell’agricoltura, dei campi, della terra e delle messi. Nel giorno dell’inizio del solstizio inverno, il giorno più buio e corto, si invocava Demetra affinché riportasse presto la luce. Demetra era colei che avrebbe garantito la promessa di raccolti abbondanti nell’estate successiva: per questo motivo si praticava astensione dal mangiare pane e pasta, ed in particolare i chicchi di grano in segno propiziatorio e di ringraziamento alla divinità. A seguito della festa di Cerere, dal 17 al 23 dicembre, nell’antica Roma si svolgevano i Saturnalia, in onore di Saturno, dio della semina, e al termine di tale periodo fra il 23 e il 25 dicembre si festeggiava il Dies Natalis Solis Invicti, cioè la rinascita del sole (festività a cui venne poi sovrapposto il Natale cristiano).

Le spighe di grano, gli occhi e la luce sono i simboli dei riti di Eleusi: gli attributi della dea ctonia Demetra furono traslati sulla santa di Siracusa per soppiantare l’antico e sentito culto pagano con una ricorrenza di matrice cristiana. Nello stesso nome “Lucia” riecheggia controcanto la radice “Lux”, cioè luce, così come nella raffigurazione della santa che cura i malati nelle catacombe con una candela sul capo si può rivedere la figura di Brighid, la dea nordica apportatrice di luce.

Nel freddo dell’inverno, rivolgiamo di nuovo, oggi come nell’antichità, il pensiero alla Madre nella sua veste di Dea della Luce, conforto e promessa di un futuro periodo di abbondanza e di ritorno alla vita.

Fonte:
**Possiate essere benedetti sempre**
La soffitta delle streghe
www.lasoffittadellestreghe.it

Cose antiche – Brocantage di Natale

Felicità è avere amici quando se ne ha di bisogno, felicità è condividere la gioia, felicità è avere ben vissuto al momento di morire, felicità è trascendere la sofferenza. Felice è la maternità in questo modo, felice è la paternità in questo mondo, felice è la vita dell’asceta in questo mondo, felice è la vita del bramino in questo mondo. Felicità è vivere virtuosamente fino a tarda età, felicità è una fede salda, felicità è la conquista della saggezza, felicità è evitare il male.

Dhammapada, La via del Buddha

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Mercatino dell’ Antiquariato 20 dicembre 2015, Piazza del Torchio – Carimate