Conchiglie disperse dal mare

Raccolgo i miei pensieri,

conchiglie disperse dal mare

Li allineo sui fili della mia vita

E li appendo al gancio del cuore

Un alito di vento li scuote

E sono da te.

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Fili di pensieri

 

 

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Menotrentasei

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano…

(Seneca)

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Vedere oltre, Palais des Papes – Avignone

Downtown lunch

Oggi giro in centro: Sofia mi ha commissionato delle incombenze ed io ho eseguito, da brava mamma…

Dunque me ne sono scesa in downtown dove avevo appuntamento con la mia collega Frankie…

Dal quartiere fricchettone ed intellettualoide di Brera giù, sulle mie ballerine in camoscio nero, fino all’anima dello shopping attraverso i quartieri della finanza… e che dio me ne scampi e mi salvi dai suoi rappresentanti in cravatta Ferragamo e badge appeso al collo per non perderlo.

Le poche “bancarie” che adoro sono donne: oltre alla gestrice dei miei pochi soldi e alle sua collega, c’è la mia amica Paola che nell’anima non c’entra nulla con le banche…, lo sa pure lei. Detto e ribadito…

Invece, la zona che più amo di Milano è San Babila.

Perché? Non lo so… pure via Mozart non è niente male ma, insomma… io San Babila l’ho nel cuore.

La sua chiesa in mattoni rossi e la colonna in fronte sono per me aria e respiro, vestigia di tempi gloriosi e passati che “resistono” ai palazzi grigi di cemento, alle pubblicità urlanti, ai tralicci ed al traffico. Al business di una “città da bere”.

Vedersele li, strette e costrette nel rumore e nel traffico, cosi antiche ed immemori, da il senso che le cose belle e importanti sono destinate a rimanere e lasciare un segno mentre tutto il resto alla fine è veramente solo “noia”.

Intorno a loro traffico e gente, cellulari che suonano e signore chic a spasso per lo shopping di Natale… mentre la chiesa e la colonna rimangono li, assolutamente indifferenti al formicaio intorno.

Bello…, e bello uscire dalla metropolitana per vedersele davanti, sullo sfondo del cielo.

Ed è un’emozione che mi godo.

Una delle poche che riesce ancora a darmi Milano.

E qui inserisco una rettifica e mi cospargo, pubblicamente, il capo di cenere perché la mia amica Paola mi ha incrociata sulla via e io, tutta presa nel mio viaggio… non l’ho considerata “di pezza”…: lei si sgolava chiamandomi ma io niente… al trotto come un bersagliere, senza dare retta a “conosciute” che mi urlavano appresso. Mi pento e mi dolgo: San Babila mi chiamava!

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Non dimentichiamo

Noi siamo ciò che fingiamo di essere, quindi dobbiamo essere attenti a ciò che fingiamo di essere.

(K. Vonnegut)

Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.

(M. Gramellini)

E grazie ad equilibristasquilibrato per avermi aizzata…

Prometto che il prossimo step sarà incatenarmi in piazzale Cadorna per rivendicare i miei diritti di pendolare o spernacchiare Lapo la prossima volta che lo incontro vestito come un pinguino.

Non dimentichiamo…

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13688

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Je suis Yemen

Il koan, lo zen e le “pippe”

Ecco un altro koan. Un maestro offri al suo discepolo un melone.
” Come ti sembra? ” gli domandò. ” Ha gusto? “.
” Oh, si! Un gusto squisito! ” rispose il discepolo.
Il maestro gli pose allora questa domanda: ” Dov’è il gusto, nel melone o nella lingua? “.
Il discepolo rifletté e si addentrò nei meandri di un complesso ragionamento: ” Il sapore deriva dell’interdipendenza, non solo tra il gusto del melone e quello della lingua, ma anche dall’interdipendenza tra… “.
” Stolto! Tre volte stolto! ” lo interruppe il maestro, in un impeto d’ira. ” Perché complichi il tuo modo di pensare? Il melone e buono. Basta questo per spiegarne il gusto. La sensazione è buona. Di altro non c’e bisogno”.

(Tratto da: “La tazza e il bastone. Storie Zen Narrate dal Maestro Taïsen Deshimaru” traduzione di Isabella Farinelli, Orsa Maggiore Editrice)

Ed ecco spiegato perché, per me, lo zen non trova miglior definizione che come il miglior modo o la miglior religione per “vivere” quotidianamente la vita… Risvegliarsi…

Poche “pippe”…

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Riflessioni ovvero poi sarò piu leggera

Ieri sera, mentre gli occhi mi si chiudevano e il sonno mi invadeva la testa, ho cercato di leggere quest’ articolo di Blondet. Non amo e non condivido tutto ciò che scrive ma molto di ciò che dice mi è di spunto e stimolo per pensare.

Orbene…, non mi sono mai interessata di politica (a torto o a ragione) ma è un dato di fatto che, nel momento in cui ho ritenuto di dover capire alcune “cose” ho cominciato a leggere ed informarmi per cercare di crearmi un’opinione il più libera possibile e di certo non condizionata.

È altresi un dato di fatto che quando apri gli occhi sulla tua anima, li apri sul “mondo” e, a quel punto, si innesca un processo automatico ed irreversibile… insomma, non ti fermi più e macini… dentro e fuori… amen.

“Come sotto cosi sopra”…

Bene, detto ciò, in tutto questo casino che è la situazione internazionale e la crisi sociale ed umana nella quale ci dibattiamo ci sono, a mio parere alcuni punti fermi.

Uno di questi è che, senza mezzi termini, se la nostra societa, quella occidentale, fa schifo (ed è indubbio, nonostante ognuno di noi se la possa cavare in qualche modo, cercando di vivacchiare o di tirare su la testa dalla cacca dilagante…) è perché noi individui, i nostri valori, la nostra coscienza e la nostra consapevolezza hanno bisogno di essere rivisti e sistemati.

Dobbiamo recuperare cultura, quella vera, e valori, quelli importanti. Per noi e per i nostri pargoli.

Di chi poi sia la colpa di tutto questo sfacelo non lo so, come non so se esiste un “complotto”, anche se ci posso credere…

In tutto questo, di fronte all’ articolo che stavo leggendo (o cercando di leggere) mi sono chiesta: “Ecco…, dunque, da ignorante (che ignora)… perché nutro una simpatia spontanea e naturale per Putin che invece dovrebbe incarnare il diavolo, mentre istintivamente sono arrivata a detestare Obama ed i suoi tirapiedi? ”

Lo ammetto, non c’è nulla di razionale nel mio atteggiamento, per lo più è “solo Sentire”…

E gli occhi mi sono caduti su questa frase dell’ articolo di Blondet:

E’ impressionante, ed anche (consentitemelo) commovente vedere che l’ex agente del Kgb capisca quel che tutto l’Occidente politico ha dimenticato e spregiato: che per la ricostruzione di un popolo ferito e dilapidato, servono le idee.

Eccolo…

Si coglie la profonda coerenza e convergenza dei tre libri? Tutti e tre testi “politici” ma ancor più meta-politici; e ancor più, spirituali, radicalmente cristiani? Putin, regalandoli l’anno scorso ai governatori, ha indicato ad essi non dico una direttiva- ma sicuramente quelli che per lui, e il governo russo post comunista, devono essere “i nostri compiti” perché la Russia rinasca? Limitiamoci a constatare che è inimmaginabile un politico dell’Occidente, un Renzi, un Hollande o una Merkel – e non parliamo di un Obama o di una Nuland – capace di regalare libri del genere, ed ancor meno capace di averli letti e meditati. Ma Putin, contrariamente ai nostri, è uno che medita e legge molto,come ha testimoniato anche Hubert Védrine, ministro degli Esteri nel governo socialista i Lionel Jospin(1997-2002).

Ed eccolo bis…

Non è certo un caso se, con pretesto di contrastare la Russia in Siria, si è concentrato contro Putin la più vasta e formidabile coalizione della storia, la più strana e mostruosa alleanza di ogni grado di inciviltà e barbarie: Erdogan come paladino della NATO, difeso da Merkel, Hollande ed Obama; i neonazisti ucraini alleati al Fondo Monetario e Soros; i radicali uniti ai takfiri nell’odio a Putin.

Bingo!

E torno a Paracelso e al veleno. Forse Putin non sarà “diverso” dagli “altri”… ma, per qualche strano motivo oggi rappresenta il “male minore” o meglio, la dose giusta di veleno che può curare le nostre malattie…

Comunque, per chi volesse farsi un’ idea, questo è il link all’ articolo completo.

Festina lente…

http://www.maurizioblondet.it/buon-natale-vladimr-vladimirovic/

Sul treno – 16 dicembre

Apro gli occhi e il primo pensiero è “Non posso farcela”. Le gambe non vanno e le braccia neppure… gli occhi si richiudono… ciccione mi bacia e Argo mi aspetta… il sole sorgerà e il treno passerà… Milano mi aspetta… voglio scendere. Almeno oggi… si può?

Festina lente

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Papere sull’ acqua