La cassetta delle lettere

Una lettera mi è sempre parsa come l’ immortalità… perché non è la sola mente, senza l’ amico corporeo?

(E. Dickinson)

Una mia carissima amica mi raccontava oggi che, tornata a casa dopo qualche giorno fuori città, si è trovata nella cassetta delle lettere, e da pagare, la prima di cinque multe per le quali aveva fatto ricorso presso il Prefetto di Milano. Il procedimento e stato respinto  e ora la poveretta si trova a dover pagare le sanzioni maggiorate per una cifra da “mutuo”…

Okay, non voglio aprire un dibattito sull’iniquità del sistema e sulle ingiustizie sociali, tributarie, ecc…

Mi limito ad una considerazione: anch’ io, quando mi avvicino alla mia cassetta delle lettere lo faccio con angoscia, anzi, ci sono volte nelle quali la ignoro volutamente guardandola solo di sfuggita, mentre lei è li che mi guarda con occhi invisibili. Arrivo anche a chiedere ad altri di aprirmela…

Può sembrare stupido, lo so… ma, riflettendoci, che troviamo di solito nella cassetta delle lettere? Pubblicità indesiderata (tonnellate di depliants e brochures inutili che vengono automaticamente buttate), multe, bollette e cartelle esattoriali. Stop.

E mi domando: che fine hanno fatto le cartoline? Che fine hanno fatto i biglietti d’ auguri e le partecipazioni? Che fine hanno fatto le lettere? Quelle belle che si appendevano allo specchio o che si aspettavano e poi si aprivano con la gioia di leggerle immaginandosi la persona dall’ altra parte nell’atto di scrivere? Forse sono vecchia…

E che fine faranno i francobolli?

Tutta la bellezza sembra essere sparita, vaporizzata ed annichilita in nome del progresso e della velocità… tutto deve essere consumato subito, inodore e insapore.

Rimane solo una massa di informazioni, emozioni, gesti, sensazioni che ci sommergono in un flusso incessante…

E la considerazione successiva (e più triste…) è che le emozioni, quelle belle, vengono metabolizzate ed evacuate istantaneamente, arrivano e passano in un battibaleno senza lasciare traccia se non nella memoria del pc o del tablet o dello smartphone…

Le cattive notizie invece, quelle spiacevoli e “incombenti” come spade di Damocle, giungono lente ma inesorabili, infide e traditrici e poi campeggiano li, fisicamente e realmente presenti, ineluttabili ed angoscianti all’ entrata, oppure appese al frigorifero ad imperitura memoria di un dovere, un’ usurpazione, un’ ingiustizia.

Le emozioni belle risultano intangibili mentre i dispiaceri e le frustrazioni si rivelano spietatamente concrete e reali…

Il bello è un lampo improvviso che subito scompare, uno squarcio di azzurro nel cemento, il brutto è una cappa onnipresente ed incombente fino a togliere il respiro, fino a costringerci a serrare gli occhi forte forte…

Io, per me, in questo nuovo anno mi ritrovo tutta la voglia di decrescere felicemente andando contro al sistema per recuperare ritmo e tempo, alla faccia del progresso. Ma quale progresso se ci toglie l’anima?

Perciò, tanto per cominciare, ho tutta l’ intenzione di tornare a spedire cartoline, non fosse altro per ridare un’ anima alle cassette delle lettere e a chi le apre un po’ più di leggerezza.

Alla faccia delle foto “spiattellate” su fb per mostrare di essere felici anziché raccontarla la felicità e una storia, alla faccia di instagram e di una vita in piazza, anziché emozioni raccontate per condividere e conoscere.

Ricercare la voglia di fare e di essere poesia nelle parole e nelle immagini, in emozioni tangibili, da scorrere attraverso il diario della vita anziché consumate come se si fosse da McDonald. Da appendere sull’armadio in ufficio o sul frigorifero col magnete accanto alla bolletta del gas.

Slow slow slow…

La produzione non può crescere all’infinito perché le risorse del pianeta non lo sono e non è infinita la sua capacità di metabolizzare le sostanze di scarto emesse dai processi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima o poi si trasformano.

(M. Pallante)

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#iostoconputin

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Menoventi (evvai)

Centinaia di anni fa, in montagna, un pastore si era divertito a tracciare con il suo bastone un piccolo solco nel terreno. Che sarà mai un piccolo solco?… Ma poi sono arrivati la pioggia, la neve, il gelo, il vento, il sole… E a poco a poco quel piccolo solco si è fatto più profondo, si è allargato fino a diventare il letto di un torrente. Questa è solo un’immagine, ma ci insegna che lo stesso fenomeno si verifica con l’essere umano. Ogni pensiero e ogni sentimento sono come solchi che egli traccia nella sua terra interiore, e tutte le forze psichiche e spirituali che circolano nello spazio contribuiscono anch’esse a scavare e ad allargare quel solco.
Oggi inizia un nuovo anno… Non è forse il momento di tracciare coscientemente un solco nella vostra anima? Concentratevi su un pensiero divino, formulate un desiderio divino, e vivete tutta la giornata in maniera tale che essi si imprimano in voi. Le potenze celesti saranno avvertite e verranno a sostenervi nei vostri sforzi. Ogni giorno saranno lì a dirvi: «Ricordati, il primo giorno dell’anno hai tracciato un solco. Continua, scava…», e se le ascolterete, se continuerete pazientemente il vostro lavoro, un giorno vi sentirete attraversati da un fiume di luce.”

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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1 gennaio

Dovrei dire qualche cosa di “bello” e sentito per questo nuovo anno ma, in realtà non è cambiato nulla rispetto a ieri…

Oggi è il compleanno del mio papà ed ho promesso a Giacomo la crema al mascarpone… il 7 gennaio ritorno al lavoro e vabbe… il 20 parto e finalmente volo via per andare da Sofia per una settimana, per il momento, poi si vede… il 24 devo organizzare la festa di compleanno della piccola e la pensavo “dancing on the beach”… il 31 compio 52 anni ma non me li sento… ieri mi sono fatta i tarocchi e ci devo meditare perché, come al solito, le carte mi hanno fatta pensare… Pasqua non so quando arriva ma credo ci siano molti ponti da godersi quest’ anno… non ho né buoni propositi né obbiettivi se non quello di cambiare gli impegni della mia vita e di lavorare su di me. C’è sicuramente un luogo che voglio visitare nelle prossime settimane e molti libri che voglio leggere… lo so che sarà un anno difficile ma lo vivremo giorno per giorno tra alti e bassi, oscillando… no ecco lunedi vorrei andare a fare un giro alle terme… per il resto tengo gli occhi ed il cuore aperto.

E siccome so che il ritmo e la base dell’ universo, che ogni cosa ha ritmo ed ogni cosa è ritmo cerco di sfruttarlo  perché vuol dire accettare la realtà presente per quello che è ora, sapendo bene che tutto cambia.

E questo è l’unico proposito.

Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto…

(Gandhi)

Buon Anno!

Tutti noi, che si sia oppure no guerrieri, abbiamo un centimetro cubo di opportunità che spunta fuori ogni tanto. La differenza tra la persona media e il guerriero è la consapevolezza di questo, ed uno dei compiti è quello di stare all’erta, attendendo deliberatamente, in modo che quando il centimetro cubo spunta fuori il guerriero abbia la velocità e la bravure necessarie per raccoglierlo.

(C. Castaneda)

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