Non dimenticare (3.2016)

Divieto di guida imposto alle donne arabe. Lo storico al-Saadoon: “Rischiano di essere stuprate. Alle occidentali non importa” 

Ilaria Betti, L’Huffington Post

Pubblicato: 11/02/2015 

Se, in Arabia Saudita, le donne non possono guidare, c’è un motivo ben preciso. Lo storico Saleh al-Saadoon ha provato a giustificare così il divieto di guida imposto dal suo paese al popolo femminile: “Le donne occidentali guidano perché a loro non interessa poter essere violentate per strada. A noi sì. Per loro, invece, non sarebbe un grande problema”, ha spiegato in un’intervista durante un programma televisivo. Secondo lo storico, se in Arabia Saudita un’automobile guidata da una donna si rompesse, ci sarebbe una possibilità molto elevata di rimanere vittima di una violenza sessuale.

La spiegazione ha destato stupore nella conduttrice del programma televisivo, che ha incalzato il suo ospite chiedendogli: “Chi può dire che alle donne occidentali non interessi rimanere vittime di stupri o violenza sessuale ai margini delle strade?”. E anche per questa domanda, al-Saadoon ha avuto la risposta pronta: “Non è un grande problema per loro, al di là del danno morale. Nel nostro caso, invece, il problema è di natura sociale e religiosa”.

Ma, oltre al problema irrisolto della mancanza di libertà, rimane un altro interrogativo aperto. “Gli accompagnatori non potrebbero, allo stesso modo, abusare delle donne?”, ha chiesto la presentatrice allo storico. E l’uomo ha rivelato di avere una “formula magica” per risolvere questo dilemma, una soluzione che, però, il governo non vuole ancora ascoltare. “Bisognerebbe mettere alla guida le donne al posto degli accompagnatori uomini. Purché siano straniere”.

Da anni le donne saudite lottano per ottenere il diritto alla guida: hanno provato a far sentire la propria voce con campagna mediatiche, rischiando la loro vita e infrangendo il divieto. Ma nulla sembra essere cambiato. Chi si mette alla guida di un’automobile può rischiare pene severe, venire frustata o portata in carcere. Secondo al-Saadoon, invece, le donne che non guidano vengono trattate come “regine”: padri, fratelli, zii, figli e nipoti sono sempre intorno a loro e disposti ad accompagnarle ovunque.

E ora due domande semplici semplici…

A) che ci fa l’ambasciatore dell’ Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, Faisal bin Hassan Thad, a presiedere il comitato consultivo del Consiglio Onu dei diritti umani? Con quale competenza può indicare gli esperti sui diritti umani? Cosa vuol dire che non rappresenta il suo paese ma ricopre l’ incarico a titolo personale?

Mi fermo con le domande ma stride, il tutto stride e puzza di marcio.

Altro che qualunque farsa di diritto alle donne…

B) Come può un paese dichiarare la propria piena collaborazione “in un modo che rifletta il suo incessante obiettivo della realizzazione dei diritti umani” quando giustizia barbaramente e sommariamente 47 persone per presunti atti di “terrorismo”?

Trovatele voi le differenze tra i “nostri amici” sauditi ed i nostri nemici dell’Isis.

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Menodiciotto

Un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta.

(Talmud)

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La luna e l’ infinito

euro

è il costo dell’autobus

20 minuti

il tempo per percorrere la distanza tra il sogno e Milano, Piazza Castello, ma ho solo

2 pezzi

da euro.

Il resto in cristalli trasparenti ed un bracciale per trovarmi.

Perché il treno costa

4 euro?

Forse è piu lento ma tu non rispondi e guardi, poi mi cerchi e mi chiami.

Allora penso a ciò che vuoi da me e scale infinite mi compaiono di fronte.

Le salgo e fuggo mentre i numeri tintinnano.

Arcano IX (L’ Eremita)

L’uomo è destinato ad affrontare il rischio.

Fallire è per lui meno doloroso che restare al riparo.

Dio non desidera uomini alla ricerca di uscite di sicurezza metafisiche, ma individui alla ricerca del perfezionamento della propria umanità dal piano sensoriale a quello soprasensoriale.

(Herbert Fritsche)

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Dovunque guardiamo, mai vedremo quiete, tutto scorre, tutto si modifica, tutto si trasforma; e poiché questa incessante trasformazione sembra avere una meta, noi la definiamo evoluzione. L’ evoluzione però può avvenire soltanto attraverso processi di apprendimento – ma i processi di apprendimento sono a loro volta legati a soluzioni di problemi. Scopriamo così nei problemi il vero e proprio motore di ogni evo,uzione e capiamo che ogni problema è soltanto una provocazione, che deve indurci ad agire per risolverlo e redimerlo.

La solitudine è una fase per cosi dire obbligatoria, che ognuno deve attraversare; nei tarocchi viene simbolizzata dalla nona carta, “l’eremita”. Questa solitudine è indipendente dall’attività esteripre; viene vissuta interiormente, in quanto non si è più capiti dal mondo (…) Con la stessa sicurezza con cui ognuno deve attraversare questa fase, si può affermare che essa sarà superata e sostituita da altre fasi.

(T. Dethlefsen, Il destino come scelta)

 

Melodia (Giorgia devoted)

Quando parliamo dell’acqua, ci viene spontaneo pensare a quelle distese liquide che sono i fiumi, i laghi, i mari… Ma in natura l’acqua non necessariamente è visibile: è presente ovunque nell’atmosfera sotto forma di umidità; poi, condensandosi, diventa vapore, bruma, nuvole, nebbia, gocce di pioggia. Sotto l’effetto del freddo, l’acqua può solidificarsi e diventare ghiaccio; e quando cade dal cielo, può farlo non solo in forma di gocce di pioggia, ma anche di leggeri fiocchi di neve o chicchi di grandine capaci di tramortire la gente, distruggere le coltivazioni e i tetti delle case.
L’acqua è dunque un elemento dai molteplici aspetti. Per analogia, ci fa capire come la materia originaria passi alternativamente attraverso stati diversi, più densi o più sottili. E allo stesso modo, il nostro corpo fisico, la nostra anima e il nostro spirito sono manifestazioni diverse di un’unica materia: tra loro non esiste alcuna reale scissione.

(O. M. Aivanhov)

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3 gennaio – Le tre esse che definiscono la regola degli alchimisti.

Quando mi faccio delle domande cerco delle risposte. Ognuno lo fa a modo suo, credo… secondo le convinzioni ed i mezzi che ritiene più idonei. Per taluni, poi, meglio ignorare e tirare diritti: in fondo meglio non porsi domande se si rischia di avere risposte spiacevoli.

Per me lo strumento migliore sono i tarocchi. L’ ignoranza vuole che le “carte” possano essere viste solo sulla base di stupide convinzioni di divinazione e predizione del futuro e quindi assumano i contorni di uno strumento “diabolico”.

Non giudico e non critico: io vado per la mia strada secondo la quale l’Universo da risposte attraverso i segni e quindi saperli cogliere da la possibilità di fluire all’interno di una “corrente” che fa del destino una danza.

Cerco di unire i puntini sparsi e di trovare il “fil rouge” della vita.

Eccolo…

Lo so che tutto questo può risultare “ermetico” ed incomprensibile ma serve più a me che ad altri… è solo una pagina di diario.

Sorgente: Le tre esse che definiscono la regola degli alchimisti.