Anima in cammino

Quest’anno voglio mettermi a studiare l’astrologia, da intendersi come via spirituale e non “tecnica”, più o meno accettabile, orientata alla predizione di eventi e nemmeno interessata a comprendere aspetti della personalità con lo scopo, non detto, di giustificare ciò che siamo.

Il vero scopo dell’Astrologia, per me,  è quello di aiutarci a capire ciò che potremmo essere e in che modo ognuno di noi può esprimere tutti i suoi potenziali. In ultima analisi, aiutarci a capire qual è la missione spirituale che ci portiamo dietro e che dovremmo adempiere come Anime che si incarnano nella persona che siamo.

Credo che ognuno di noi sia un universo con innumerevoli qualità distinte, anche se spesso soffocate per far emergere quei pochi aspetti di noi che sono richiesti dal sistema in cui viviamo e che ci chiede di “servire” a qualcosa e non di “essere” qualcuno.

Siamo tutti individui ai quali è concesso di utilizzare il libero arbitrio, facoltà  che può guidarci in funzione del nostro livello di coscienza e attraverso i potenziali che abbiamo a disposizione in forme molto diverse, più o meno nobili.

Il sentiero che l’universo ha tracciato per noi è li, nostra è la decisione di percorrerlo imparando le lezioni che ci occorrono per evolvere oppure di cambiare strada .

Questo mi interessa nella mia carta natale, che io so non essere brutta o bella, ma semplicemente la migliore via per il percorso spirituale richiesto dell’ Anima.

E due sono i fattori importanti di lettura della carta natale: la posizione del sole e l’ascendente.

In estrema sintesi il sole rappresenta l’insieme delle caratteristiche che costituiscono la nostra personalità, il modo in cui ragioniamo e pianifichiamo la nostra esistenza, la volontà, il nostro io cosciente. L’ascendente, considerato una semplice maschera nella astrologia tradizionale, sta ad indicare invece la linea evolutiva da seguire, là dove siamo chiamati ad essere. E’ quindi l’indicatore più importante della missione spirituale che ci attende. L’ascendente va quindi letto come una sfida, una sfida alla nostra portata, ma pur sempre una sfida “eroica”.

Sintetizzando: il sole ci parla di dove siamo, l’ascendente ci dice dove dovremmo andare.

Io sono un’anima in cammino.

Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, ci dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.

(J. Hillmann, Il Codice dell’Anima)

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Il colore dei sogni
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Menoquattordici

L’Aquila

Trilussa

― L’ommini so’ le bestie più ambizziose,
― disse l’Aquila all’Omo ― e tu lo sai;
ma vièttene per aria e poi vedrai
come s’impiccolischeno le cose.

Le ville, li palazzi, e li castelli
da lassù sai che so? So’ giocarelli.
L’ommini stessi, o principi o scopini,
da lassù sai che so’? Tanti puntini!

Da quel’artezza nun distingui mica
er pezzo grosso che se dà importanza:
puro un Sovrano, visto in lontananza,
diventa ciuco come una formica.

Vedi quela gran folla aridunata
davanti a quer tribbuno che se sfiata?
È un comizzio, lo so, ma da lontano
so’ quattro gatti intorno a un ciarlatano.

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Arance

Coltiviamo il nostro piccolo orto non solo per la speranza di poterne ricavare dei frutti un domani, ma soprattutto per il piacere che tale cura e tale speranza ci procurano oggi.

(G. Soriano)

Saggi e dotti

La saggezza non ha nulla a che fare con la conoscenza, proprio per nulla; ha qualcosa a che fare con l’innocenza. È necessaria una certa purezza del cuore, è necessario un certo spazio dell’essere perché la saggezza possa crescere.

(Osho)

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Milano potrebbe essere sempre Milano

La Città Metropolitana di Milano soffoca, tossisce, è in piena crisi asmatica

06.01.2016 – Milano – Redazione Italia

I dati sono certificati. Oltre 90 giorni sopra i limiti delle Pm10 nel 2015. Oltre 5.000 morti all’anno causati dall’inquinamento. Dati e studi che si trovano sul sito del Ministero della salute  (non sui blog dei verdi ecologisti estremisti). Naturalmente non bastano i blocchi della circolazione. Occorre un complessivo cambio di strategia, occorre una radicale conversione ecologica che coinvolga la città di Milano e tutti i comuni dell’area metropolitana.

Servono le risorse per cambiare innanzitutto la mobilità. Risorse che oggi sono destinate a grandi opere faraoniche, inutili e dannose, funzionali al trasporto privato su gomma. I progetti alternativi ci sono già. Talvolta sarebbe anche sufficiente solo copiare le idee sviluppate ed applicate in altre metropoli. Purtroppo, però, ciò che manca è la volontà politica di abbandonare il modello basato su asfalto, petrolio, velocità e consumi, per abbracciare un nuovo paradigma politico e amministrativo, nuovi stili di vita, fondati sulla consapevolezza di quanto siano preziose e limitate le risorse, di quanto sia importante la terra e la bellezza e di quanto tutto sia strettamente connesso con la salute delle persone. Perché la conversione ecologica migliorerebbe innanzitutto il benessere psico-fisico e la qualità della vita dei cittadini. E per questo va perseguita.

Ma come?

Prima di tutto individuando le opere dannose che sprecano risorse pubbliche e uccidono risorse naturali.   Poi decidendo di utilizzare le risorse economiche per fare cose utili.  Un esempio concreto e fattibile?

Da diversi anni esiste un progetto Anas per realizzare una superstrada nel Parco del Ticino e nel Parco Agricolo Sud Milano, negli ultimi polmoni verdi dell’area metropolitana milanese, nella mezza luna fertile dove il Naviglio grande per quasi un millennio ha nutrito migliaia di ettari di suoli agricoli. Questa colata di bitume e calcestruzzo costerebbe 220 milioni di euro. I soldi sono disponibili, anche se bloccati al Cipe, da oltre 10 anni. Bloccati perché questa devastazione in piena riserva della Biosfera Unesco (tale è il Parco del Ticino dal 2002) è fortemente osteggiata dagli  ambientalisti.

Allora cosa si potrebbe fare con questi 220 milioni di euro? Che pillola di conversione ecologica si potrebbe sintetizzare e somministrare al paziente malato Milano? Ovviamente, la cura dovrebbe affrontare i problemi di mobilità, a partire proprio dal territorio dove la politica insipiente desidera costruire superstrade.

Con 80 milioni di euro si potrebbero acquistare 10 treni regionali da 550 posti cadauno, da impiegare sulle linee pendolari Milano-Mortara e Milano-Novara, che sono quotidianamente luogo di passione, ritardi e disperazione per decine di migliaia di studenti e lavoratori.

Con 10 milioni di euro si potrebbe completare il raddoppio ferroviario almeno fino ad Abbiategrasso, alleggerendo così la pressione dei “forzati” dell’auto privata sulle strade verso  Milano.

Con 50 milioni di euro sarebbe possibile acquistare almeno 150 bus elettrici, potenziando, o meglio realizzando, una rete efficiente di trasporto pubblico tra i comuni medio piccoli di tutto il comparto sud-ovest dell’area metropolitana e la città di Milano.

Infine, con i rimanenti 80 milioni di euro si potrebbe dare vita a un vero sogno: la rete di piste ciclabili più lunga e fitta d’Europa, 500 km. Un’opera strategica per tutta la Pianura Padana, che permetterebbe spostamenti a impatto zero, sia per lavoro che per svago e tempo libero. Unendo dolcemente città, parchi e borghi preziosi della più vasta area antropizzata d’Italia.

Tra quei 500 km ci starebbe anche la Grande Gronda, il sogno di un ciclo-cittadino milanese con il destino scritto nel suo nome (Giovanni Gronda), che da anni propone (inutilmente) di unire il Lago di Como al Lago Maggiore, passando per Milano, lungo i navigli e i corsi d’acqua della sua provincia, mettendo a sistema e rendendo fruibili itinerari già esistenti ma tra loro non connessi. Questa è solo una piccola pillola di conversione ecologica possibile con i 220 milioni di euro oggi destinati ad una delle grandi opere partorite dalla “Legge Obiettivo”. Una pillola dalla ricetta ripetibile ed adattabile ad ogni territorio.

Immaginate cosa sarebbe Milano se alla sua conversione ecologica si assegnassero  le risorse stanziate per Expo2015. Immaginate che “cura da cavallo” si inietterebbe in tutta la Pianura Padana con i miliardi di euro spesi per fare la Bre-Be-Mi, la Teem, la Pedemontana. Sicuramente si respirerebbe un po’ di più.

Domenico Finiguerra, ex sindaco di Cassinetta di Lugagnano, attualmente consigliere comunale di Abbiategrasso.

http://www.pressenza.com/it/2016/01/la-citta-metropolitana-di-milano-soffoca-tossisce-e-in-piena-crisi-asmatica/

7 gennaio

Eccomi…, son di nuovo qui… sul treno. Non è cambiato nulla: alcuni dormono, altri ascoltano musica, le “carampane” si guardano le foto di Natale e parlano dei saldi. Grazie a Dio è giovedi… scivoliamo sul tempo lentamente, come un treno sui binari.

Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell’orgoglio e dall’orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(H. Hesse)

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Sul treno – 7 gennaio

Che differenza c’è tra un materialista e uno spiritualista? Per utilizzare un’immagine molto semplice, vi dirò che lo spiritualista porta con sé la sua casa ovunque, mentre il materialista non può spostarla. Sì, lo spiritualista, per il quale i veri tesori sono interiori, porta sempre con sé il suo bagaglio di luce, di pace e di gioia, mentre il materialista non può andare e venire con tutti i beni che possiede: di questi, la maggior parte deve essere lasciata dove sta.
In realtà l’essere umano è ricco solo se è consapevole di esserlo. Se lo spiritualista non è cosciente della propria ricchezza, è più povero di tutti i materialisti. Ma se impara ad ampliare la propria coscienza, si sente in relazione con tutte le anime evolute dell’universo, che lo ispirano, gli danno la loro scienza e la loro protezione. Quali ricchezze materiali possono paragonarsi a tutto ciò? Anche le pietre preziose e i diamanti impallidiscono davanti allo scintillio di tutti i tesori interiori.
(O. M. Aivanhov)
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