Haiku (9.2016)

Bolla che fluttua

nel sogno che avvolge.

Senza piu peso.

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Arcano II (La Gran Sacerdotessa)

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Io sono la genitrice dell’universo,
la sovrana di tutti gli elementi,
l’origine prima dei secoli,
la totalità dei poteri divini,
la regina degli spiriti,
la prima dei celesti;
l’immagine unica di tutte le divinità maschili e femminili:
sono io che governo
col cenno del capo
le vette luminose della volta celeste,
i salutiferi venti del mare,
i desolati silenzi degli inferi.

(Apuleio, Metamorfosi XI, 5)

Menocinque

La sveglia, il tram, le quattro ore di ufficio o di officina, la colazione, il tram, le quattro ore di lavoro, la cena, il sonno… questo cammino viene seguito senza difficoltà la maggior parte del tempo. Soltanto un giorno sorge il ‘perché’ e tutto comincia in una stanchezza colorata di stupore.

(Albert Camus)

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Devo preparare la valigia o magari disfare l’ albero… magari ancora fare la spesa o ritirare la biancheria…ho sonno e dormo… solo sonno. Sonno da tepore sotto le coperte, sonno da palpebre abbassare e braccia pesanti. Il gatto mi guarda e io ho sonno. Niente spesa, meglio cosi. Sonno che lentamente mi scivola addosso e dormo. No anzi, ora vado a cercare i costumi e i pareo, i sandali.

Ecco. Dormirò poi.

The freddo, per favore

Ho fatto un sogno strano. O forse sono tutti strani i miei sogni.

Ero con una donna che non ho mai conosciuto ma ho solo incontrato in fotografia, un giorno di dicembre.

Anche se so che quel giorno lei mi ha accarezzato i capelli perché ho sentito la sua mano lieve sfiorare la mia testa. No, questo non è il sogno. Questo è vero.

Nel sogno andavamo dal medico, o dal pellicciaio ma non ricordo… è confuso… ma io aborro le pelliccie… e ci fermavamo al bar. Un tavolo in fondo, in pietra e all’ aperto, sotto ad un platano perché era estate.

Mio figlio voleva un toast mentre lei volle solo the freddo.

Lo presi anch’io.

E poi svani.

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16 gennaio

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e vuota; c’erano tenebre sulla superficie dell’abisso e lo spirito di Dio si muoveva sopra le acque». Cosa significano queste prime righe del Libro della Genesi? Come indicano i termini “informe”, “vuoto”, “tenebre” e “abisso”, prima della creazione l’universo era uno spazio disorganizzato e oscuro. Ma al di sopra di quel caos planava lo spirito di Dio. L’acqua rappresenta la materia cosmica originaria che lo spirito di Dio, il fuoco primordiale, ha penetrato per fecondarla. Contrariamente a quanto si crede in genere, non è l’elemento terra a esprimere e manifestare al meglio le proprietà e le qualità della materia, bensì l’acqua, con la sua ricettività, la sua adattabilità e la sua malleabilità.
L’acqua è dunque il simbolo della materia prima che ha ricevuto i germi fecondatori dello spirito. Fecondando la materia, lo spirito lavora su di essa, e via via che appaiono nuove creazioni, esso scopre i propri poteri e riesce a conoscere se stesso. Allora, se mi chiedete per quale ragione Dio ha creato l’universo, vi risponderò: per conoscere Se stesso. La Kabbalah insegna che Dio vuole conoscersi attraverso il proprio riflesso, e infatti essa rappresenta tale idea con una distesa d’acqua in cui si riflette il Suo volto.
(O. M. Aivanhov)
2015-07-31 00.27.16