Caducità

Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.

(Seneca)

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Il rumore dell’ acqua

Ciò che piu mi manca è l’incessante rumore delle onde che si infrangono sulla riva: una nenia costante ed ipnotica che ti penetra nella testa e si fonde con i battiti del cuore ed il rumore del sangue che scorre. Alla fine non la senti più con le orecchie ma diventa parte di te.

Gli stati psichici negativi, come il dispiacere, la tristezza o lo sconforto, sono prodotti da impurità che avete lasciato penetrare in voi, ed essi disturbano il vostro organismo psichico, così come un veleno o altre sostanze tossiche possono turbare il vostro organismo fisico. Tuttavia, imparando a utilizzare i poteri dell’acqua, avrete i mezzi per rimediare a tali stati.
Guardate scorrere l’acqua, ascoltatela: che si tratti di una sorgente, di un ruscello o di una cascata, l’acqua che scorre libera il plesso solare, portando via gli elementi oscuri e disarmonici che lo perturbavano. Sì, perché l’acqua che scorre è l’immagine del perpetuo rinnovamento della vita, e guardandola voi ne siete influenzati. Ovviamente, in una città, nella vita quotidiana, non è facile incontrare sorgenti e cascate: allora aprite un attimo il rubinetto! È meno poetico, ma può essere altrettanto efficace. L’essenziale è che entriate in contatto con l’acqua che scorre. Dovete pensare che essa porta via con sé tutto ciò che si oppone allo scaturire della vita in voi.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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A proposito di vento…

Penso che la Radice del Vento sia l’Acqua –
Non suonerebbe così profondo
Se fosse un Prodotto del Firmamento –
L’Aria non trattiene Oceani –
Intonazioni mediterranee –
Per l’Orecchio di una Corrente –
C’è una cognizione marittima
Nell’Atmosfera –

(E. Dickinson)

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Frankie devoted

Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia.

(Epicuro)

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Anima

 

PicsArt_1453712673108Devo accostarmi all’anima mia come uno stanco viandante, che nulla ha cercato al di fuori di lei. Devo imparare che dietro a ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima. Perfino le persone più care non sono la meta e il fine della ricerca d’amore, ma simbolo della nostra anima.

(C. G. Jung)

Improbabili turisti

Si e mangiato la mia tortina…
Il mio aereo avrebbe dovuto partire alle 13.05 ora di capo verde invece una fantastica tempesta di sabbia ha cambiato il programma… tutti i passeggeri sono stati caricati su un meraviglioso volo per Verona.

Detesto i charter pieni di turisti reduci dai balli del villaggio e di bambini urlanti che preferirebbero di gran lunga andare in Liguria.
Due ore di ritardo.

E dentro di me lo so che da qui non me ne dovrei andare. Ho Maio e Fogo da visitare…

Sul volo niente posti assegnati: chi prima arriva meglio si accomoda… uno spasso: valgono persino gli sgambetti sulla scaletta ed è ammesso occupare dieci posti per gli amici che se la sono presa comoda.

Io ero sola e non me ne importava niente: ala, coda o prima fila non fa differenza. Avrei voluto rimanere o, in alternativa, arrivare subito. Questo genere di viaggi non ha nulla di affascinante.
Alla fine tutti caricati… e io ho conquistato il posto finestrino.
Prima mi si siede vicino un corpulento signore che mi guarda e dice “Mi scusi signora. Comunque son simpatico”. Grugnisco e si sposta.
Poi prende posto una amabile signora che insulta in modo “camallesco” il marito colpevole di non aver preso posto in coda: lei detesta l’ala…
Mi assopisco e arriva il pranzo. Mangio solo le lasagne: couscous gelido e merendina alla nutella che mi si appiopperebbe allo stomaco non fanno per me… do un boccone e richiudo.
Restituisco il vassoio con i resti del mio pasto ma  un improbabile signore seduto nel posto corridoio intercetta ciò che rimane del mio pranzo e se ne appropria, apre il tutto e da fondo… si è mangiato la mia tortina sbocconcellata… perché? Detesta gli sprechi? Soffre di bulimia? Gli piace razzolare nel cibo di altri? Lo guardo interdetta, appoggio la testa e dormo…
E arriva il momento che più temo: devo andare in bagno… lo ammetto, lo sciaquone mi fa paura e la ristrettezza della toilette mi fa impazzire… senza contare la fila e la promiscuita che detesto…
E chi ti trovo davanti? Il ladro di merendine che con passo felino conquista l’ambito “cesso” e lo tiene per venti minuti… venti lunghissimi minuti di volo. Dietro di me dieci persone che mi guardano domandandosi “Allora?”, uno addirittura mi dice “Signora ce ne sono due…” ed io rispondo che il display riporta un uomo e una donna ma la toilette è una… provare per credere, in alternativa  l’altra e in coda, dunque che abbia pazienza lasciando che i bambini urlino, piangano, spingano e si trascinino per terra mentre i genitori giocano col telefonino…
Intanto una signora dice ad un’altra “Bello eh… bellissimo… il tour dell’isola è meraviglioso… abbiamo visto anche le favelas e lanciato cibo ai bambini che rincorrevano le jeep” ed io la azzannerei alla gola mentre mi domando se non si vergogna neanche un pò… vorrei dirglielo che è un’ idiota ma poi decido di stare zitta…
La toilette si libera e l’ometto esce disorientato: si attacca alla porta della cabina di pilotaggio e comincia a spingere e tirare per aprire. Due steward lo bloccano e lo riportano a posto.
Oddio… posso fare pipi. E se non uscissi piu?
Invece esco e mi riaccomodo al mio posto. Inizia il film: “Via dalla pazza folla”. Certo, esattamente cosi.
Sto cosi bene senza tutta questa popolazione di turisti senza senso.
Domani telefono e prenoto il volo per fine aprile.
Via lisbona con la tap.
Mi sono data due “giri”. Entro l’anno… io lo so che sarà un anno di grandi cambiamenti.

Intanto sono a casa. La mia valigia è stata la prima e chi mi aspettava mi ha riportata a casa.

“Si riparte presto” ho detto…

Bacio al mio amore.

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True colours

Parto e torno a casa. Domani ufficio. Mi mancherà la mia bambina, ci mancheremo molto. Mi mancherà la mia nipotina felina, inesauribile fonte di energia e di attacchi notturni. Mi mancheranno Lella, compagna di chupito e di pizza&tarocchi. Mi mancherano Ricky e Jessica, ragazzi coraggiosi dell’ Aloha. Mi mancherà Francesca e la sua paneria. Mi mancherà Carlo ed il suo ristorante. Mi mancheranno il sole e il mare. Mi mancheranno le infradito e i pantaloni sdrucidi. Mi mancheranno i cani a passeggio.

Mi mancheranno i colori forti che neanche la bruma riesce a coprire.

Torno ma ritorno. Presto.

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