Come spirale di conchiglia

Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta, E’ per questo che l’ uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione

(M. Kundera)

* * *

Il mio tempo non va da qui a li e non è un segmento finito nel caos dell’ universo.

Il mio tempo canta, balla e si muove su e giù.

Elissi e cerchi, discese e risalite, continue corse su stringhe infinite.

Si dilata e si contrae seguendo i ritmi del mio cuore.

Ho perso il treno per un minuto e ne è nata una poesia.

* * *

Sul tempo

E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.

E lui rispose:

Vorreste misurare il tempo, l’incommensurabile e l’immenso.

Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.

Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e

vederlo fluire.

Ma l’eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo

E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.

E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.

Chi di voi non sente che la sua forza d’amore è sconfinata?

E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d’amore a pensiero d’amore, né da atto d’amore ad atto d’amore?

E non è forse il tempo, così come l’amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,

E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa.

(K. Gibran)

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Hanno ucciso l’Uomo Ragno

Guardatevi attorno, osservatevi ed osservate le nuove generazioni, fate caso ai bambini… hanno ucciso la fantasia, hanno ucciso l’ immaginazione e la voglia di fantasticare… e cosi “hanno ucciso l’ Uomo Ragno”, già… colpa delle industrie di caffè e forse della pubblicità…

Correva il 1992 e già ce lo dicevano gli 883.

Chi non lo ha cantato questo ritornello, inconsapevole di avere nella testa una “verità” che non voleva uscire?

[…] Sono profondamente convinto della magia della realtà.
Perché abbia effetto, però, ognuno deve coltivare dentro di sé una serie di qualità che possono apparentemente sembrare in contraddizione, come per esempio: innocenza, autocontrollo, fede, audacia… Attivare la magia richiede molto coraggio, anche una certa purezza e un profondo lavoro su se stessi. Vorrei insistere sul fatto che ho dedicato la vita a perfezionarmi, a conoscermi, a rendermi disponibile interiormente. E’ indispensabile non desistere mai nella pratica della disciplina, senza la quale questa concezione dell’esistenza non sarebbe altro che un’illusione.
La vita non sta ad aspettare i desideri del primo pigro di turno!
La vita non ti risponde se non nella misura in cui ti abbandoni ad essa e ti sforzi di superare il tuo egocentrismo.[…]

[…] Posto che sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci, i messaggi che intende trasmetterci, fino a trasformarla in un sogno lucido. Una volta acquisita la lucidità, saremo liberi di intervenire sulla realtà sapendo che se ci limitiamo a occuparci dei nostri desideri egoistici, saremo travolti, perderemo l’imparzialità di giudizio, il controllo e, di conseguenza, la possibilità di compiere un atto vero. Per poterci divertire comportandoci in questo modo, dobbiamo farci coinvolgere sempre meno sia dal sogno notturno sia da quello diurno che chiamiamo vita. […]

[…] I problemi che abbiamo sono solo quelli che desideriamo avere. Siamo legati alle nostre difficoltà. Non bisogna stupirsi se qualcuno tergiversa e si ingegna su come sabotare l’atto: in realtà non vuole davvero curarsi. […]

[…] Risolvere i nostri problemi implica modificare profondamente la relazione con noi stessi e con tutto il nostro passato. Date queste premesse, chi sarà veramente disposto a cambiare? La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze. […]

(A. Jodorowsky, Psicomagia)

Hanno ucciso il “pensiero magico”, quella grande capacità di staccarsi dal pensiero limitante per sognare la propria vita, interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci.

E non hanno avuto bisogno di nascondere quello che stavano facendo perché ce lo hanno messo sotto agli occhi e ce lo hanno raccontato mentre ci offrivano la merce di scambio: una vita preconfezionata fatta di tecnologia e di “app” senza le quali non possiamo vivere anche se non ci servono a nulla… domotica, robotica, tecnologia e aggiornamenti inutili ma indispensabili… falsi obbiettivi e profeti ancor più fasulli.

Ci siamo sentiti “al centro” e… zac… con un trucco ci hanno portato via tutto mentre ce lo raccontavano.

E oggi ci ritroviamo come una massa di ebeti che devono scegliere tra la pillola rossa e la pillola blu.

Gli anziani Sciamani, erano soliti dire ai propri giovani allievi:  “Liberate la fantasia, è l’arma più potente che avete insieme al desiderio. Non producete l’emissione di pensieri senza senso. Date direzione ai vostri pensieri!  Sfruttate la capacità di sviluppare un’idea.  Immaginate scenari, personaggi, storie, situazioni, immaginatene i dettagli, i particolari; i modi di parlare, di camminare, immaginate le persone presenti nella vostra rappresentazione mentale, i colori, la luce, le sensazioni ad essa legate, persino la sensazione fisica data dal corpo in quelle situazioni, la percezione al tatto, il modo d’interagire con gli oggetti e con il luogo.Niente è impossibile per la forza dell’immaginazione.  Dovete sviluppare la capacità di assorbire le energie sottili intorno a voi e riequilibrare il Mullowill. Questa cosa è necessaria per effettuare lo sdoppiamento. Non è difficile da imparare, bisogna avere fermezza di mente e un gran desiderio di riuscire, solo così potrete comunicare con amici e congiunti anche trapassati. Vedrete dapprima lo sdoppiamento che si manifesterà in sogno.  Argentei, come la Via Lattea, sognerete di muovervi leggeri nell’aria, di fluttuare senza peso in una dimensione straordinaria, dove non servono braccia e gambe, dove solo la mente cosciente è utile all’esperienza che state vivendo. Quella parte che è uscita può spostarsi a suo piacimento, indirizzata da Kungullun.  Immaginate che questa goccia, questa fiammella che voi siete, percorra i passi necessari per uscire dal villaggio e incamminarsi sui sentieri degli Antenati Totemici. Le vie dei canti sono le vostre strade, su queste Vie le entità operano magie. Tutto l’Universo è percorso da queste Vie che mettono in comunicazione tutti i mondi e gli astri. E’ bene che vi manteniate agganciati al mondo delle stelle per non fare brutti incontri.  Non abbiate paura, la paura è ciò che frena la capacità istintiva, lasciatevi andare, non vi preoccupate, all’occorrenza, se servirà, la paura vi farà rientrare immediatamente nel corpo”.

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Sul treno – 3 febbraio

Nell’ambito della propria ricerca spirituale, copiare, adeguarsi, non ha alcun senso. Nella pratica non si copia una forma che ci viene proposta dall’esterno. Ciò che trasforma è la nostra capacità di attenzione, la presenza che permette di cogliere l’unicità e l’irripetibilità di ogni gesto, di ogni esperienza.

Questa capacità di attenzione, di ascolto, va coltivata, rafforzata. Inizialmente essa non può avvenire che attraverso uno sforzo di attenzione, inevitabilmente interrotto dalla distrazione.
Per questo risulta così importante stabilire una relazione di ascolto con il proprio corpo, denso e concreto. Per arrivare in seguito ad una relazione col proprio respiro, più sottile e delicata. Per dare continuità e stabilità alla nostra attenzione.

È la qualità di questo ascolto che permette l’interruzione degli automatismi. Che permette di rendersi conto dell’esistenza di movimenti meccanici, esterni ed interni, che hanno luogo senza bisogno di presenza.

Gérard Blitz

(www.visionealchemica.it)

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