Non dimenticare (13.2016)

Conosco la dengue perché mio fratello se la portò a casa vent’anni fa dopo un mese di trekking in Sud America.

Aveva febbri altissime e i medici non riuscivano a diagnosticare la malattia: lo misero al reparto infettivi e fecero prove per dieci giorni.

Ricordo benissimo la disperazione della mia famiglia e le mie corse ovunque, cercando qualcuno che potesse capirci qualcosa; alla fine trovai un esperto dell’ Istituto di Malattie Tropicali a Milano.

Mio fratello avrebbe pagato la parcella, una parcella molto salata…, ma lo specialista intervenne e alla fine ne venimmo a capo.

Questo per dire cosa?

Che sono semplicemente disgustata ed allucinata da tutto “il circo” che qualcuno sta mettendo in piedi in relazione a Zika.

Leggete, cercate, informatevi e dubitate… fatelo come se steste leggendo un romanzo giallo e la cosa non toccasse la vita di popolazioni inermi che non hanno ne i nostri mezzi ne i nostri strumenti…

In questo schifo c’è di tutto: dalle zanzare geneticamente modificate di Bill Gates agli esperimenti di Monsanto in Brasile, alla somministrazione di vaccini non sicuri e non testati alle popolazioni, agli interessi economici e politici del sistema per far soldi a politiche schifose di controllo delle nascite che portano al controllo della società ed all’ isolamento del singolo.

E chissà quanto altro… tutto tranne la prova “scientifica” della correlazione tra Zika e la microcefalia.

Per quello che mi riguarda io mi sono fatta l’ idea che in tutto questo le zanzare non c’entrano ed è solo una copertura e una mostruosa strumentalizzazione.

Ma lo sapete che Zika può essere acquistato su internet? Se ben ricordo, 599 dollari e ve lo mandano a casa…

Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.
(René Descartes)

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Conchiglia

CONCHIGLIA

Nulla assolutamente nulla
è nato,
muore, la conchiglia ripete ancora
e ancora
dal profondo della sua cavità.
Il suo corpo
spazzato dalla marea -e allora?
Dorme
nella sabbia, asciugandosi al sole,
bagnandosi
sotto la luna. Nulla a che fare
con il mare
od altro. Ancora
e ancora
svanisce con l’onda.

(S. Takahashi)

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L’ inverno tra i rami

È ancora inverno.

Le gocce d’acqua scendono gelide dalle nuvole basse che sfiorano il lago. Cadono sui rami secchi e scuri di una vite e li rimangono in bilico, dondolando pesanti ed oscillando indecise tra il cielo e la terra.

Riflessi del mondo illuminano la superficie di molecole luccicanti che hanno assorbito tutta la luce mentre nell’ aria rimane solo il grigio del cielo.

Quattro passi tra le nuvole e poi casa, al caldo.

NUVOLA

Sono allegro, qualunque cosa accada,
uno sbuffo nel cielo –
che splendore, io sono là.

(S. Takahashi)

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Domenica e piove

Non mettermi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto. Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo. Sono altro. Sono altrove.

(A. Merini)

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