Poesie sul cuscino (2.2016)

Una poesia di Ehipenny per chiudere gli occhi su una magica giornata.

Un grazie di cuore ad una Donna meravigliosa e ad un’Amica preziosa ed insostituibile.

“Viaggiatore su conchiglia”

Viaggiatore
Su ali di conchiglia
Marziano tra i granchi
A vibrar ne la foresta
Tentacoli di polpo
Viaggia senza pinne
Scaltro coraggio
Una conchiglia che sfugge
Alle mani bambine
S’inghiotte l’abisso 

Laddov’è scuro
E perduto viaggiatore 
Nell’oceano 
Conchiglia diviene corallo
Tesoro d’un raggio di luna

(By Ehipenny)

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Stai nel flusso

“Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono.”
(Carl Gustav Jung)

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Imo la scimmia e Takahashi il poeta dada zen

LA CENTESIMA SCIMMIA, LA MASSA CRITICA E IL CAMPO MORFOGENICO

Il comportamento della scimmia giapponese “Macaca Fuscata” è stato intensamente studiato dagli etologi per più di trenta anni osservando un certo numero di colonie selvagge; una di queste colonie vive ISOLATA sull’isola di KOSHIMA, di fronte alla costa occidentale di Kyushu, dove nel 1952 l’uomo fornì alla scimmia una “spinta evolutiva”: DELLE PATATE DOLCI BUTTATE SULLA SABBIA.

Alle scimmie piaceva il sapore delle patate dolci, ma trovavano la sabbia assai sgradevole.

Venne il giorno in cui IMO, una femmina di 18 mesi, risolse il problema LAVANDO LE PATATE IN UN VICINO RUSCELLO.

Invertendo la normale tendenza, fu la giovane IMO ad insegnare alla propria madre il trucco. Lo insegnò anche ai suoi compagni di gioco, che a loro volta lo insegnarono ai loro genitori. Quest’importante “RIVOLUZIONE CULTURALE” si diffuse nella colonia sotto il costante controllo degli scienziati. Nel 1958 TUTTI I GIOVANI USAVANO LAVAVARE LE PATATE PRIMA DI NUTRIRSENE, ma i soli adulti che adottavano la novità erano quelli che l’avevano imparata dai figli, TUTTI GLI ALTRI LA RIFIUTAVANO.

Nell’autunno dello stesso anno successe un altro evento straordinario per la colonia: dato che IMO aveva fatto l’ulteriore scoperta che l’acqua del mare non solo puliva le patate dalla sabbia, ma le dava anche un sapore più interessante.

In quel periodo, un numero imprecisato di scimmie aveva ormai acquisito l’abitudine di lavare le patate dolci nel mare. I ricercatori supposero che tali esemplari fossero 99.

Ecco appunto che una mattina di quell’autunno del 1958 un’altra scimmia, LA CENTESIMA SCIMMIA, “SCELSE” DI LAVARE LE PATATE mettendo in atto la nuova consapevolezza serpeggiante nella colonia.

A quel punto accadde una cosa ancor più straordinaria: LA SERA DI QUELLO STESSO GIORNO in pratica tutte le scimmie della colonia presero l’abitudine di lavare le patate dolci prima di mangiarle.

L’ENERGIA AGGIUNTA di questa centesima scimmia, aprì in qualche modo un varco ideologico. NON SOLO: il comportamento aveva in qualche modo SUPERATO LE BARRIERE NATURALI ed era APPARSO SPONTANEAMENTE IN TUTTE LE COLONIE DI SCIMMIE PRESENTI SU ALTRE ISOLE, E PURE SULLA TERRAFERMA, in un gruppo a Takasakiyama.

Gli scienziati, a questo punto, dedussero l’esistenza d’un COLLEGAMENTO DI COSCIENZA tra tutti gli esemplari d’una determinata specie, che oggi è chiamato CAMPO MORFOGENETICO dagli scienziati, COSCIENZA COLLETTIVA dagli psicologi, GRIGLIA ENERGETICA dagli operatori di energie sottili. Così quando viene superato un certo numero critico, o MASSA CRITICA, di elementi che raggiungono una nuova consapevolezza, la stessa viene passata DA UNA MENTE ALL’ALTRA. SEBBENE IL NUMERO CRITICO SIA VARIABILE, il fenomeno della centesima scimmia sta ad indicare che “Quando vi sono poche persone che conoscono o fanno qualcosa di nuovo, questo concetto rimane di loro esclusiva proprietà; quando a questi precursori si aggiunge anche solo una persona in più e si raggiunge il numero critico, si crea un’idea così potente da poter entrare nella consapevolezza di quasi tutti i membri del gruppo”.

Ora…, perché la storia delle scimmie che mangiano la patata dolce di Takahashi, poeta dada zen? Ha qualche importanza che Wikipedia sostenga che tutto ciò è una leggenda?

La verità, l’ unica verità è che ognuno di noi, ciascuno di noi, una persona qualsiasi tra di noi potrebbe essere quella “centesima scimmia” consapevole di un pensiero di cambiamento importante della nostra realtà e quindi chiave per innescare un processo irreversibile di coscienza.

Non basta invocare la pace, l’unità e l’amore sulla Madre Terra: bisogna essere capaci di attingere alla “massa critica” e attivare una spirale di cambiamento delle cose attraverso il dialogo e la condivisione del pensiero e delle idee.

Ciò non significa pensarla tutti alla stessa maniera ma esseri tutti coscienti delle cose importanti per l’evoluzione e di quelle meno importanti.

Cerchiamo la verità e la bellezza, ognuno per la propria parte e nel proprio piccolo, facciamo girare l’ energia per fare qualche cosa e facciamo lo sforzo di non limitarci a lamentarci o a lottare contro qualcosa.

Rendiamoci conto che è sbagliato isolarsi e chiudersi per paura del futuro, delle incertezze e del diverso. Siamo tutti interconnessi.

E, al contrario dobbiamo cercare, scegliere la verità e poi farla danzare.

La verità va amata più di se stessi e va cercata lungamente di errore in errore.

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Pensieri cosi…

I pensieri degli esseri umani, molto spesso, sono confusi perché non hanno meta né finalità alcuna; la direzione del proprio cammino la si trova solo quando si agisce. Ad esempio, se vuoi percorrere una strada comincerai a renderti conto che lo stai facendo solo dopo aver iniziato a camminare e solo così potrai vedere cosa ti attende oltre; se invece ti fermerai, non saprai esattamente in che direzione quel cammino ti avrebbe portata e sarai perduta. E ancora, se dovessi camminare e finire col perderti, potrai sempre tornare indietro e cercare nuovamente la tua strada.

(H. H. Mamani, La profezia della curandera)

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Arcano V (The Hierophant)

Finché gli esseri umani non avranno capito che devono avere un alto ideale, un’idea divina che illumini e purifichi la loro atmosfera interiore, qualunque cosa facciano, saranno sempre insoddisfatti. E lo si vede: anche quando sono in vacanza, anche nelle migliori condizioni, in campagna, in riva al mare o in montagna, manca loro qualcosa. Sì, anche una volta usciti dagli uffici, dai laboratori o dalle fabbriche, sono infelici.

Finché non avranno legami con il mondo spirituale, nessun mezzo materiale potrà confortarli: qualunque cosa facciano, soffriranno.
Certo, nessuno può sostenere che l’esistenza degli operai, ad esempio, sia magnifica e che nella società non vi siano enormi ingiustizie alle quali dover rimediare, ma la questione è un’altra. La verità è che dal modo in cui vengono considerati questi problemi, anche apportando grandi miglioramenti materiali, si constaterà sempre lo stesso malcontento, o peggio ancora. La prova: molte questioni di ordine materiale sono state risolte da anni, eppure le persone non si dichiarano più felici e nemmeno più soddisfatte. Significa dunque che ciò che manca loro è di un’altra natura.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)
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Tecnologia da ogni parte, app per ogni situazione, tutti doverosamente connessi, innovazioni affascinanti, incessanti e desiderabili – più di ogni altra cosa. Tecnica che un tempo – molto tempo fa – era solo un mezzo, mentre oggi siamo arrivati alla techno-obesity: a un eccesso di tecnica che ci aliena sempre più da noi stessi, portandoci a condividere i (dis)valori di quella tecnica che ci sta saturando il corpo e la mente.

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125268&typeb=0&la-techno-obesity

Desiderata

PATATA DOLCE

Di tutte le cose viventi
vorrei essere una patata dolce,
appena dissotterrata.

(S. Takahashi)

E io vorrei essere un palloncino colorato e salire su nel cielo per vedere il mondo da li. In silenzio, senza rumori di sottofondo continui e fastidiosi. Coraggiosamente fragile, nel nulla.

Oppure vorrei essere un piede che calpesta la sabbia: affonda leggermente, poi si libera e va avanti, lasciandosi dietro un impronta che verrà cancellata. Senza paura, avanti.

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Sul treno – 10 febbraio

Buongiorno a chi è gentile e umile, a chi è un dono per gli altri. A chi è semplice e generoso in un mondo dove non è per nulla facile esserlo. A chi ha sempre un sorriso ed una parola positiva per chi incontra. E non ha mai timore di esprimere ciò che “sente” e pensa.
Buongiorno a tutti, ma proprio a tutti, nessuno escluso. Con un sorriso.

(Agostino Degas)

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Uno di ottantadue

Adoro Alejandro Jodorowsky: ho cominciato leggendo “La Via dei Tarocchi” che è stato per me l’iniziazione alla comprensione degli Tarocchi, poi ho proseguito con “Cabaret Mistico” e “Psicomagia”. Ora ho un altro tomo che mi addocchia dalla libreria… vedremo… ogni tanto lo apro a caso.

Adoro le sue poesie, il suo essere a trecentossessanta gradi, il suo “unire i puntini”, la sua Magia.

Per i prossimi ottantadue giorni mi sono allora proposta di “sentire” uno dei suoi “comandamenti”, un’ intenzione al giorno per arrivare cosi al primo maggio, giorno supposto della mia nuova e programmata partenza per andare da Sofia.

1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.

(A. Jodorowsky)

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