Esagramma 55. L’Abbondanza

Esiste una legge per cui, quando si fa un vuoto in un luogo dello spazio,
qualcosa viene immediatamente a colmarlo.
Questa legge fisica si applica anche alla vita psichica, cioè quando si dà, si riceve.
Quando avete vuotato i vostri serbatoi interiori,
perché avete dato il vostro amore ed i vostri buoni pensieri a tutte le creature,
qualcosa arriva immediatamente dall’alto per riempirvi.
Perciò Amate e sarete Amati. Date e vi sarà dato. Date anche quello che vi manca ed otterrete.
Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce?
È molto semplice: incominciate con l’illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete Luce,
perché in questo caso un altro essere, che possiede più Luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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L’abbondanza ha riuscita.

Il re la ottiene.

Non rattristrarti; devi essere come il sole a mezzogiorno.

(IChing)

 

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15 febbraio

Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia
e che si cerca sulla terra.
(Pedro Salinas)

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Meno male S. Valentino è passato

Non sono acida e neppure cinica e neanche snob ma, per fortuna San Valentino è passato: i fioristi e le pasticcerie e gli orafi avranno guadagnato e cosi abbiamo santificato l’ ennesima festa “commerciale” che ci lasciamo imporre.

A Natale siamo tutti più buoni e a San Valentino regaliamo rose…

Cosa arriva ora? La “fiera del bianco”?

Condivido questo pensiero, che mi accompagnerà per i prossimi 365 giorni.

Una delle principali regole, o per meglio dire “leggi” sulle quali si basa la nostra venuta sulla terra è che noi siamo qui per amare, non necessariamente per essere amati. Quello che invece accade generalmente è che ci innamoriamo di qualcuno e iniziamo a pretendere delle cose da lui/lei. Non ci sta bene il suo modo di fare e iniziamo ad incolparlo/a di come ci sentiamo noi, disperdendo energia all’estern

Tutto parte da un meccanismo inconscio, una parte di me a livello animico sente l’esigenza di innamorarsi e si mette alla ricerca di un partner ideale, che in realtà svolgerà la funzione di mostrarmi delle cose di me stesso.

Questo Phatos, questo desiderio di incontrare un partner che all’inizio si trova nella sfera mentale ed emotiva dell’individuo, ad un certo punto si concretizza sotto forma di un incontro, di una relazione che si traduce in una vera e propria occasione di lavoro e di crescita.

La vita dispensa doni quando noi la lasciamo fare e non opponiamo resistenza, invece la nostra continua paura di perdere qualcosa ci induce a chiudere il cuore e a tentare di trattenere e possedere l’oggetto del nostro amore con la conseguenza che effettivamente finiamo per perderlo.

“A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” (Mt13,12)

Cerchiamo amore all’esterno per compensare l’amore che non abbiamo all’interno, ma l’esistenza ci manda sempre ciò di cui abbiamo più bisogno per la nostra evoluzione, il che spesso non combacia affatto coi desideri della personalità.

L’evoluzione segue sempre delle fasi ben precise, all’inizio – quando si è ancorati ad una coscienza di massa – ci si identifica con i grandi gruppi di persone e quindi con una religione, con un partito politico, con una tifoseria, etc.

Poi si passa alla comunità, ai clan, alla famiglia per arrivare all’identificazione con la coppia, ed infine si giunge alla solitudine…all’inizio la si subisce, poi la si cerca e la si coltiva; man mano che ci si allontana dall’Uno si va acquisendo gradatamente una coscienza di tipo individuale.

Nella solitudine all’ottava alta non ci si sente soli, si sta bene con se stessi e si provano emozioni superiori.Risalendo verso l’Uno si attraversano le stesse tappe della caduta, ma all’ottava superiore e quindi con tutt’altro genere di dinamiche. Questa classificazione serve solamente a facilitare il discorso, ma non è da ritenersi categorica e assoluta.

Nella coppia convenzionale il rapporto è fondato sul bisogno e sull’esclusività, ovvero sull’eros (la passione in senso ampio) e costituisce un processo chiuso nel quale ciascuno cerca di corrispondere le aspettative dell’altro; è un’unione “di pancia” nella quale non ci si è propriamente “scelti”.

Nella coppia essenziale il processo è aperto, si è indipendenti e interdipendenti e ci si aiuta a vicenda in un progetto comune di evoluzione e di crescita, rispettando i propri tempi e i propri spazi così come quelli dell’altro.

Per sintetizzare diciamo che il rapporto chiuso è sovente un rapporto manipolativo all’interno del quale per paura di perdere l’altro si è costretti a vivere nella costrizione e nel sospetto, si ha paura degli agenti esterni che vengono percepiti come delle possibili minacce e si tende a dare la colpa al partner per tutto ciò che non funziona all’interno del rapporto.

Il rapporto aperto è invece un tipo di rapporto collaborativo, all’interno del quale ci si sostiene a vicenda e ci si aiuta a sviluppare le proprie qualità anzichè soffocarle.

Dunque abbiamo due possibilità, continuare a proiettare fuori qualcosa che ci appartiene, oppure cominciare a guardarci dentro. Anche laddove trovassimo un partner che corrisponda esattamente alla nostra immagine mentale del compagno/compagna ideale non ne saremmo attratti, poichè a questo livello è il subconscio a decidere e decide sempre in funzione delle ombre che non siamo ancora riusciti a vedere e ad integrare. La vera felicità è un qualcosa che può venire solo da noi stessi e finchè non rimuoviamo quegli schemi che ci impediscono di conquistarla – e questo lo si può fare solamente attraverso un lavoro di consapevolezza – tutti i nostri rapporti avverranno in funzione di questo scopo.

Roberto Senesi

Fonte: http://www.robertosenesi.it/news/la-coppia/

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(Bansky)