Moebius

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Cammino eternamente

senza mai superare il confine,

senza mai cadere dal bordo.

Viandante mai stanco

sui sentieri del tempo.

Muovo i miei passi

sempre avanti a me

lungo uno spazio che mi porta su e giù.

E navigo tra immagini

che affogano nei miei occhi.

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I creativi sono sempre ritenuti folli. Il mondo li riconosce ma molto in ritardo; si pensa sempre che manchi loro qualche rotella. I creativi sono gente eccentrica. Tutti i bambini nascono con la capacità di essere creativi. Senza alcuna eccezione, tutti i bambini tentano di essere creativi ma noi non glielo permettiamo. Cominciamo subito a insegnar loro il modo giusto di fare le cose e una volta che lo hanno imparato diventano dei robot: in seguito ripeteranno sempre la cosa giusta. Più lo fanno, più diventano efficienti e più diventano efficienti più sono rispettabili. A un certo punto tra i 7 e i 14 anni nel bambino si verifica un grande cambiamento. Gli psicologi stanno facendo degli studi… cosa accade e perché?

Tu possiedi due menti, due emisferi. L’emisfero sinistro non è creativo. Dal punto di vista tecnico è molto efficiente ma per ciò che riguarda la creatività è assolutamente…

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Arcano Senza Numero (Le Mat)



Perfino nelle carte dei Tarocchi, pallido riflesso di un sapere tradizionale molto più augusto e più antico, a tutta prima si resta interdetti su quale degli Arcani Maggiori possa venire accostato alla figura del Viandante; a nostro parere, quella che più gli si avvicina è la figura del Matto, che non solo è spesso rappresentata con il bastone da viaggio, come un tipico pellegrino, ma che, soprattutto, inizialmente era identificata con il numero zero e, quindi, corrispondeva all’Arcano senza numero: come dire che nel Matto esistono tutte le possibilità, senza che alcuna sia attualmente definita; e tale è, appunto, la condizione del Viandante.
Il Viandante è colui che può diventare qualsiasi cosa, l’angelo o la bestia, con tutte le possibilità intermedie; egli è alla ricerca di un senso nel mondo e, di conseguenza, è anche alla ricerca di una identità, essendosi reso conto di non averne alcuna (proprio come il fu Mattia Pascal pirandelliano). Il Viandante, dunque, è l’Orfano che si è reso conto di essere tale e che va tenacemente alla ricerca di una verità, anzi, della Verità, affinché essa dia un significato nuovo al suo essere nel mondo e guidi con sicurezza i suoi passi nella polvere d’infinte strade.
(…)
In altre parole, il Viandante è un uomo (o una donna) in cammino, alla paziente ricerca di qualcosa: egli sa di aver perduto la strada e sa di rischiare il disastro, per cui il suo vagabondare non è casuale e non è spensierato, ma, al contrario, terribilmente serio, per quanto possa, talvolta, camuffarsi dietro la risata o dietro lo scherzo.
(…)
Il Viandante è colui che non si adagia, che non si accontenta, che non prende per buone le verità prefabbricate e le formulette preconfezionate; è colui che vuole andare al fondo delle cose, a qualsiasi costo, senza risparmiarsi e senza scoraggiarsi facilmente.
È un uomo raro (o una donna rara) e, proprio per questo, tanto più ammirevole e tanto più prezioso: una persona che sa guardarsi dentro almeno quanto sa guardarsi intorno, con sguardo limpido ed acuto e con profonda onestà e verità interiori; e ciò in un mondo sempre più caratterizzato dalla finzione, dal nascondimento, dalla inautenticità.
Ma la Patria perduta di cui il Viandante è alla ricerca, la Verità per la quale è pronto a vivere e a morire, non sono tanto fuori di lui, quanto dentro di lui: il Viandante è, essenzialmente, un uomo alla ricerca onesta di se stesso; perché chi trova realmente se stesso, finisce per trovare anche tutto il resto, come naturale conseguenza.
Abbiamo bisogno di più Viandanti e di meno perdigiorno, turisti, vagabondi del non senso e cacciatori del tutto e subito; il Viandante, infatti, è paziente, dà tempo al tempo e sa che nessuna scorciatoia, nessuna furbizia sono possibili per abbreviare il percorso, per giungere alla meta prima che sia giunto il momento.
Abbiamo bisogno di Viandanti che ci aprano la strada, che ci facciano provare il desiderio di metterci in cammino: anche quando sbaglia strada, il Viandante è ugualmente un esempio da ammirare e da seguire, perché quel che conta sono il coraggio e la buona fede con cui si è messo in gioco, senza riserve.
E poi il Viandante, in fondo, non sbaglia mai strada. A volte la allunga, ma non la perde mai del tutto. Perché la meta è la strada stessa; e il senso del cercare, è nel cammino stesso….

(F. Lamendola)

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=38239