Andata & Ritorno

Da piccola volevo fare la maestra o, in alternativa, la principessa: di certo non avevo le idee chiare.

Cresciuta mi sentivo pulsare la vena materna, colpa forse delle troppe bambole che mi piaceva far dormire.

Poi mi hanno convinta che sarebbe stata cosa buona e giusta, nonché doverosa verso me stessa in quanto femmina emancipata, che facessi carriera e mi dedicassi alla professione ma erano gli anni ’80 e c’erano gli yuppies e la Belisario.

In seguito è arrivato un uomo che mi voleva in moglie: ho creduto nell’amore e nel compromesso e io gli ho dato retta.

Poi mi sono stufata della provincia comasca oppure le circostanze mi hanno costretta a fare la pendolare e quindi, ancora, mi scasso su e giù dai treni lanciando strali a Trenord.

Il mio ex capo, invece, mi definiva la sua “segretaria” quando “executive assistant” faceva più figo, ma negare la sostanziale differenza tra le due figure gli dava la possibilità di rivendicare il dominio maschile e di farsi portare il caffè (che comunque gli avrei fatto…). Lo ho lasciato fare perché, nonostante la grande cultura e la stima che ho di lui, è “solo” un uomo.

Infine sono approdata a mettere “Office Manager” sul fuoriporta dell’ ufficio e ogni volta mi vien da ridere.

Come andrà avanti non lo so, chi può dirlo…

Io mi guardo allo specchio e mi dico che tanta fatica e tanti giri forse servivano alla fine per capire che vorrei vedere il pane lievitare senza per questo essere chiamata fornaia.

È il processo della manifestazione universale: tutto ha origine dall’unità e all’unità ritorna; nell’intervallo si produce la dualità, divisione o differenziazione da cui risulta la fase dell’esistenza manifesta. L’ordine appare solo se ci si eleva al di sopra della molteplicità, si smette di considerare ogni cosa isolatamente e “distintamente”, per contemplare tutte le cose nell’unità. La “grande guerra santa” è la lotta dell’uomo contro i nemici che egli ha in se stesso, vale a dire contro tutti gli elementi che, in lui, si oppongono all’ordine e all’unità.

(René Guenon)

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8 Replies to “Andata & Ritorno”

    1. Certo 😀 In altre parole, credo che l’importante sia “compiere il giro”, appunto “andare” per tornare al principio delle cose dove le definizioni non necessitano più di essere definite e si é più forti, grazie alle esperienze che si sono vissute. E quando sei li ti accorgi che tutto si riconcilia 😀 Un bacio a te cara 😀

  1. Nei confronti della persona per la quale lavoro io nn ho problemi. Per certi versi rientra in un rapporto di confidenza che mi fa sorridere e rende meno formale tutto. E su qst sono sempre stata molto flessibile ed intransigente. Per il resto i “maschi” son anime semplici. Quando inquadri le situazioni e le motivazioni diventa un vezzo. Ho sempre fatto dei “distinguo” e ti diro, credo funzioni… Nn tutti gli uomini sono sessisti, alcuni hanno bisogno di coccole 🙂

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