Kairos

Sera… e camminavo lenta ascoltando il rumore dei papaveri tra le mura antiche del Castello: sono li, sotto la terra, piccoli ed informi semi da cui stanno spuntando fragili radici.

Li sentivo parlare con voci trasparenti ed impalpabili della promessa del sole che li aspetta quando, sfuggiti all’ inverno, diventeranno esili steli verdi e boccioli chiusi.

Li sentivo mormorare tutti insieme chiacchierando del momento nel quale la luce li accarezzerà per convincerli a sbocciare alla primavera, mentre il vento li sfiorerà facendo scintillare il rosso delle loro corone.

Ascoltavo le loro voci e già li immaginavo danzare lentamente nell’aria mentre la poca luce di fine febbraio si spegneva.

La mia papaiuola ondeggiava lentamente e respirava.

Ho attraversato il giardino sono entrata in stazione, ho preso il treno, sono arrivata a casa ed ho chiuso la porta.

Ora sono qui e aspetto che facciano capolino dalla terra.

Ogni mattina ed ogni sera guardo l’erba e la terra, li immagino e mi godo l’attesa.

Ciò che accade nel momento opportuno e buono.

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