1081. Metamorphosis

1081. Metamorphosis

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Si nasce in mezzo al popolo dei vermi
Si rode il mondo, come fan tutti
Senza remore ne costrutto
Finché un giorno si smette
E da organi invisibili
Si comincia a secernere un filo
Che diventa infinita ossessione
Con cui ci si avvolge giorno dopo giorno
Si diventa sempre più estranei e distanti
Mentre ci si cala in un altra dimensione
Solitaria, angusta, claustrofobica
Il filo indurisce, e ci si ritrova
In un sempre più solido sarcofago
L’Anima ti agita, ti scuote, ti sconvolge
Ti uccide tra mille sofferenze
Ti trasforma in qualcos’altro
L’attesa estenuante termina
Si apre il guscio, entrano luce ed aria
Sei libero, ora le altezze ti appartengono

“Dov’è molta sapienza v’è molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore” (Qoelet)

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