Sul treno – 3 febbraio

Nell’ambito della propria ricerca spirituale, copiare, adeguarsi, non ha alcun senso. Nella pratica non si copia una forma che ci viene proposta dall’esterno. Ciò che trasforma è la nostra capacità di attenzione, la presenza che permette di cogliere l’unicità e l’irripetibilità di ogni gesto, di ogni esperienza.

Questa capacità di attenzione, di ascolto, va coltivata, rafforzata. Inizialmente essa non può avvenire che attraverso uno sforzo di attenzione, inevitabilmente interrotto dalla distrazione.
Per questo risulta così importante stabilire una relazione di ascolto con il proprio corpo, denso e concreto. Per arrivare in seguito ad una relazione col proprio respiro, più sottile e delicata. Per dare continuità e stabilità alla nostra attenzione.

È la qualità di questo ascolto che permette l’interruzione degli automatismi. Che permette di rendersi conto dell’esistenza di movimenti meccanici, esterni ed interni, che hanno luogo senza bisogno di presenza.

Gérard Blitz

(www.visionealchemica.it)

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Non ci sto

Ho vissuto tanto senza avere vissuto! Ho pensato tanto senza aver pensato! Mondi di violenze immobili, di avventure trascorse senza movimento, pesano su di me. Sono stanco di ciò che non mai avuto e che non avrò, stanco di Dei che non esistono. Porto con me le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. Il mio corpo è dolorante per lo sforzo che non ho nemmeno pensato di fare.

(F. Pessoa)

Faccio fatica ad alzarmi la mattina perché non capisco il senso del mio andare e torno la sera stremata da fatiche che non ho vissuto, ma solo da una profonda stanchezza nei confronti di un mondo che va dalla parte opposta alla mia.

Mi guardo attorno e cerco di “unire i puntini”…

Leggo e scrivo, rido e penso…

E mi si aprono orizzonti che non avrei mai riconosciuto.

Mi sembra di vedere con occhi nuovi, anzi vedo con occhi nuovi una realtà grottesca.

E vedo una gran confusione sotto la quale compare, velato, un disegno che non mi piace.

E soffro sorridendo. Per l’ipocrisia e la vacuità del mio prossimo. Per l’ottundimento e l’obnubilamento che mi sta attorno. Non sopporto chi mi circonda e corre appresso a faccende idiote o, peggio, si trascina schiavo inconsapevole di una macchina che stritola l’ anima, detesto chi si racconta bugie per darsi degli alibi e continuare a dormire.

E mi manca il tempo. Il tempo di alzarmi prima delle sette e con la macchina fotografica in mano, di andare ad aspettare che il sole sorga per stupirmi dell’ ennesimo miracolo. Il tempo per godere dei colori del mondo. Il tempo per accarezzare Argo. Il tempo per un aperitivo uscita dall’ufficio senza arrivare a casa alle nove di sera. Il tempo per godere del calore del sole sulla faccia. Il tempo per guardarmi allo specchio e vedere le mie ombre. Il tempo per smettere la mia maschera o, almeno, per decidere quale indossare. Il tempo per camminare, che è diverso da “andare a piedi al lavoro”.

E quando sollevo la faccia e riesco a respirare, poi è ancora più doloroso affondare di nuovo nelle sabbie mobili di questa palude. Continuando a sorridere.

Non lo nascondo che ho paura e che ho bisogno di verità e “cose” tangibili.

Ho bisogno del contatto con la natura, del sole e dell’ acqua, dell’ aria e del vento mentre mi trovo una città che corre e per la quale il tempo è “denaro”…

Non ci sto. Non ci sto più ad un gioco che non fa per me.

Ho sentito espressioni tipo “sono sceso dalla giostra”… ma non è questo.

E’ solo che ti accorgi, che ci sono momenti nei quali realizzi che tutta questa non-vita non ti appartiene ma è solo una finzione nella quale sei messo mentre inconsapevolmente accetti delle regole convinto di crederci.

Ti accorgi che è tutto solo un trucco. Che nulla ha a che fare con la Magia.

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Io e me stessa

Qui si può domandare perché mai sia desiderabile che un uomo si individui. E’ non solo desiderabile, ma indispensabile, perché l’individuo, non differenziato dagli altri, cade in uno stato e commette azioni che lo pongono in disaccordo con se stesso. Da ogni inconscia mescolanza e indissociazione parte infatti una costrizione ad essere e ad agire così come non si è. Onde non si può né essere d’accordo in ciò né assumerne la responsabilità. Ci si sente in uno stato degradante, non libero e non etico.

(C.G.Jung)

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Family day

Giuro che io non ho veramente capito quale è stato lo spirito del “Family Day”…

D’altra parte, che “qualcuno” manifesti a tutela dei propri diritti mi fa pensare che costei o costui pensi che tali diritti possano essere lesi… ma, da cosa? In quale misura il riconoscere il diritto delle coppie o dei nuclei di fatto (di ogni genere) minaccia i diritti di una famiglia tradizionale, se ancora ne esistono?

Non e mica una guerra… io non lo capisco, lo giuro.

E questo a prescindere dal concetto di famiglia e della sua importanza quale nucleo fondante di una società.

Ora, in sincerità credo che le questioni possano essere due.

La prima. Sento sempre parlare di diritti ma quasi mai di doveri. Perché?

La seconda. Tutto questo mi sa tanto di manipolazione e disinformazione… ci fanno guardare il dito e distolgono la nostra attenzione dalla luna… ma lo sa l’ italiano “medio” che stiamo entrando in guerra in Libia (ancora una volta alla faccia della nostra Costituzione) per far contenti i nostri “amici” Usa? Mi sa tanto di no… perché abbiamo altro a cui pensare: il calcio, il festival di Sanremo, Garko in ospedale ed i diritti di tutti…

Il New York Times del 26 gennaio scorso afferma che gli USA da parte loro, sono pronti ad intervenire. Per cui possiamo ben presto aspettarci una guerra. Questo potrebbe anche spiegare perché in questo periodo gli USA stiano dando all’Italia armi che avevano dato solo all’Inghilterra. L’Italia sta infatti ricevendo dagli USA missili e bombe per armare i droni Predator MQ-9 Reaper, armi che ci costano centinaia di milioni di dollari. Non dimentichiamo che la base militare di Sigonella (Catania) è oggi la capitale mondiale dei droni usati oggi anche per spiare la Libia. L’Italia non solo riceve armi, ma a sua volta ne esporta tante soprattutto all’Arabia Saudita e al Qatar, che armano i gruppi fondamentalisti islamici come l’ISIS. I viaggi di Renzi lo scorso anno in quei due paesi hanno propiziato la vendita di armi. Questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo italiano di vendere armi a paesi in guerra e che non rispettano i diritti umani. (L’Arabia Saudita non rispetta i diritti umani e fa la guerra in Yemen).

Per cui diventa pura ipocrisia per l’Italia intervenire militarmente in Libia per combattere l’Isis, quando appare chiaro che siamo noi ad armarlo. E’ così che siamo noi a creare i mostri e poi facciamo nuove guerre per distruggerli.

Se Renzi sta dove sta e se le nostre istituzioni, coloro che ahimè ci rappresentano, si fanno ridere appresso dal mondo guardandosi bene dal mettere mano ai veri problemi della nostra societa non è solo perché sono dei burattini al soldo di poteri piu in alto di loro, ma forse è perché ce lo meritiamo.

“Come in alto cosi in basso”…

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/31/svegliaitalia-e-familyday-piazze-piene-purche-non-si-parli-di-lavoro/2421400/

http://www.pressenza.com/it/2016/01/italia-libia-basta-guerre/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+pressenza%2FcBtX+%28Notizie+di+Pressenza+IPA+in+italiano%29

Noel

Noel è lui: è quel meraviglioso cane nero e bianco di spalle, quello di cui non vedete gli splendidi  occhi azzurro ghiaccio.

Gli altri nella foto sono Janet, Maggie (la fidanzata di Argo), Argo e mio figlio Giacomo qualche tempo fa durante una passeggiata nella brughiera.

Ma Noel era, soprattutto, l’allegro, sincero e spensierato compagno di giochi e di lavoro di Renato, il dog trainer del mio Argo, e di Janet, l’ altra sua cagnolina.

E Noel era un cane speciale: per sette anni ha partecipato a progetti di pet-therapy, ha lavorato in case di riposo, asili e scuole, per cinque anni ha aiutato altri cani del canile ad appropriarsi o riappropiarsi della capacità di comunicare tra simili, per due anni è stato una preziosa guida ed un insegnamento per Argo e per me.

Ecco le parole con le quali Renato lo descrive: “Noel possedeva la bellezza senza la vanità. La forza senza l’insolenza. Il coraggio senza la ferocia. E tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi”.

Noel è morto lo scorso giovedì lasciando un buco ed un vuoto incolmabile nella famiglia di Renato e nel cuore di chi lo ha conosciuto ed ha potuto apprezzare doti di “umanità” che molti uomini non posseggono.

Non dite: “Ho trovato la verità”, ma piuttosto, “Ho trovato una verità”.

Non dite: “Ho trovato il sentiero dell’anima”, ma piuttosto, “Ho incontrato l’anima in cammino sul mio sentiero”.

Poiché l’anima cammina su tutti i sentieri.

L’anima non procede in linea retta, e neppure cresce come una canna.

L’ anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

(K. Gibran)

Grazie di tutto Noel. Grande Anima.

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Sul treno – 1 febbraio

È d’uopo invece, comprendere che il tempo (quello vitale) degli individui, dell’esistenza quotidiana di ciascuno di noi, rappresenta una risorsa di valore inestimabile, non sul piano economico-materiale, ovvero nel senso venale e più triviale (un altro luogo comune, vergognoso e detestabile, recita: “il tempo è denaro”, ed è abitualmente pronunciato dai cosiddetti “uomini di affari”, i signori del denaro e della finanza, i paperon de’ paperoni, ovvero i parassiti e i nullafacenti della società odierna, gli arrivisti e i carrieristi, gli approfittatori dell’altrui tempo, dell’altrui denaro e dell’altrui ingenuità, gli sfruttatori del lavoro sociale e dell’esistenza dei più miserabili e sventurati), bensì da un punto di vista più propriamente estetico-spirituale, che comprende la sfera del piacere, della bellezza, del godimento, dell’intelligenza, della cultura, dell’arte, dell’amore, della fantasia, dell’immaginazione, della felicità, cioè la dimensione creativa, ludica, libidinosa, della vita.

http://www.filosofico.net/tempogarofalo.htm

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