61. La Verità interiore

Al di sopra del lago è il vento:

l’ immagine della verità interiore.

Cosi il nobile discute le cause penali

per sospendere le condanne a morte.

(IChing)

blu

L’ Episodio del Nemico

Tanti anni a fuggire e ad aspettare, e adesso il nemico era lì, in casa mia. Dalla finestra lo vidi salire per l’erto sentiero del colle. Si aiutava con un bastone, un pesante bastone che in quelle vecchie mani non poteva essere un’arma, ma solo un sostegno.
A fatica percepii quello che aspettavo: il debole colpo contro la porta.
Guardai con un po’ di nostalgia i miei manoscritti, il mio abbozzo semifinito e il trattato di Artemidoro sui sogni, strano libro in casa mia, visto che non conosco il greco.
Un altro giorno perso, pensai.
Dovetti armeggiare un po’ con la chiave. Temetti che l’uomo crollasse per terra, ma mosse invece qualche passo incerto nella stanza, abbandonò il bastone, che da quel momento non vidi più, e si lasciò cadere sul mio letto, esausto.
La mia angoscia lo aveva immaginato molte volte, ma solo allora notai che somigliava quasi come un fratello a Lincoln.
Mi chinai su di lui perché mi sentisse.
“Uno crede che gli anni passino solo per sé” dissi “ed invece passano anche per gli altri. Ecco che finalmente ci incontriamo e quello che è accaduto prima non ha più senso”.
Mentre parlavo, lui si era slacciato il soprabito. La sua mano destra era nella tasca della giacca. Qualcosa puntava verso di me, e capii che era una pistola.
Mi disse allora con voce ferma:
“Per entrare in casa tua sono ricorso alla compassione. Adesso ti tengo alla mia mercé e bada che non sono certo misericordioso”.
Tentai qualche parola. Non sono un uomo forte e solo le parole potevano salvarmi. Riuscii a dire:
“E’ vero che tanto tempo fa io ho maltrattato un bimbo, ma ormai tu non sei più quel bambino ed io non sono più quell’insensato. E poi la vendetta non è meno vanitosa e ridicola del perdono.”
“Proprio perché non sono più quel bambino” ribatté lui “ti devo uccidere. Non si tratta di vendetta, ma di un atto di giustizia. I tuoi argomenti sono solo semplici stratagemmi della paura, perché io non ti uccida. Ma ormai non puoi farci più niente.”
“Una cosa posso ancora farla” obiettai.
“E quale?” mi chiese lui.
“Svegliarmi.”
E così feci.
(Jorge Luis Borges)

Tutta la vita che conosci non è altro che un sogno, anzi un incubo. Sia il nemico sia l’amico fanno parte di un sogno; e così le teorie, le filosofie, i dogmi, le chiese: sono tutti parte di un sogno, il sogno dell’uomo.
L’unica cosa che va fatta è svegliarsi: svegliati per favore. Ma nessuno può svegliarti … se non sei tu a deciderlo. E’ una tua decisione. Non occorre più cercare spasmodicamente una fede esterna cui aggrapparsi, perché tutte le fedi sono false. Non occorre cercare una filosofia di vita: la vita è sufficiente. Tutte le filosofie sono false, inclusa la mia. Quando dico tutte intendo tutte.
Svegliati! Per favore, svegliati! Questo è tutto ciò che si può dire.

(Osho)

http://www.renudo.it/pubblicato-nel-numero-97/

 

Annunci

7 Replies to “61. La Verità interiore”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...