15 marzo

Mattina claustrofobica. Succede sui treni affollati…

Immobile in un angolo osservi il rumore di sottofondo che copre ed avvolge le orecchie come ovatta. Chiudi gli occhi e ti isoli… non sei in nessun luogo.

Poi li riapri lenta.

Nell’aria voci, voci, voci… e rumore, rumore, rumore… toni alti e bassi, suadenti ed irritanti: un immenso alveare vociferante.

Parole lanciate nell’aria che si alzano in volo, alcune a spirale e altre precise e dirette, alcune cadono a terra e finiscono calpestate sotto le suole dei pendolari mentre altre si appiccicano al soffitto e stanno li a trastullarsi dondolandosi, infine altre cozzano contro il vetro dei finestrini come uccelli impazziti…

Parole inutili, frustranti, frustrate… un instancabile ronzio che sei costretto ad ascoltare anche se non vuoi sentire.

Discorsi ridondanti e futili, suoni gettati nell’ aria per scaricare emozioni e produrre vibrazioni che imprigionano: rumori che chiedono, richiedono, pretendono, supplicano, pietiscono ed ordinano….

Le senti nell’aria le onde delle parole e dei pensieri; afferri in modo netto i sentimenti che celano e trasportano al loro interno, tutti impacchettati con fiocchi dorati o neri nastri consunti…

Come si fa a non vedere e a non sentire che i sentimenti hanno dimensioni.

L’ odio ha altezza e spessore, è denso e violento come un mattone tirato contro il vetro di una finestra… fa lo stesso rumore e lo stesso tonfo al suolo; la rabbia ha profondità ed è come un urlo il cui eco si propaga nello spazio, una freccia scoccata nel buio contro un bersaglio; la gioia non lo so, è una palla che ti avvolge e rotola via leggera.

Brutta cosa dire che non sopporti più quest’ umanità che ha poco di umano e molto di alieno… perché ritenersi anche solo diversa? Loro blaterano a squarciagola del “giusto” caffè del mattino, né troppo lungo né troppo corto, della configurazione del pc o dell’ alternativo imminente disastro, dell’ acchiappo alla lezione di cucina, di Masterchef e del capo ufficio detestabile… perché pensare di essere diversa rispetto ai loro problemi?

Onde, onde ed onde ti avvolgono e ti avviluppano, portandoti su e giù , dentro e fuori mentre vorresti galleggiare leggermente ascoltando il nulla.

Ti arrampichi sulla spirale che ti assilla e, più sali, più li osservi distanti eppure vicini…

Osservi la ragazza di fronte. Dire bruttina è onesto… dire sciatta è realistico… dire che mi arriva netta, diretta e appiccicosa come la colla è spietato ma vero. Ha un uomo di fronte. Lui le sta vicino ma la evita. I gesti di cura e gentilezza di lei sono catene che lo stringono. Ogni granello di polvere spazzato via dalla giacca con una carezza è un giro di corda al suo collo: glielo vedi che sta soffocando. Allora si sposta irritato e lei lo guarda ferita perché è “solo” amore, ma lui non capisce… sono solo spire, cerchi che salgono e alla fine gli chiuderanno il respiro.

Richiudi gli occhi.

Giornata complicata: Sulle dimensioni dello spazio e del tempo.

La spirale “è una linea infinita come la retta, ma caratterizzata da un andamento circolare. Vista sul piano si collega al tema del labirinto, viaggio iniziatico alla ricerca di un centro interiore; vista nelle tre dimensioni diventa una linea infinita, che partendo da un punto si estende in larghezza, mentre sale in altezza e nel suo movimento di rotazione e di espansione sembra proporci il modello stesso della vita e del suo divenire (Cit.)

casa

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23 thoughts on “15 marzo

  1. che bella meravigliosa descrizione, e come bene gai colto l’intero…… così brava a descrivere che mi hai fatto tornare indietro nel tempo….. quante di queste riflessioni nei miei “troppo” lunghi anni di pendolarismo…. mi consolavo di tutto questo con le cuffie infilzate nelle orecchie sottovuoto quasi…. e lo sguardo al paesaggio fuori dal finestrino che sapeva ascoltare e rispondere alle mie domande…. tutto il resto…. vapore….. acqueo intorno a me.

    1. Grazie e che piacere accoglierti ed averti qui. Che bella la condivisione di sensazioni e sentimenti che pensi di essere la sola a vivere. Come un pesce rosso claustrofobico nella sua palla… Anche io per lungo tempo ho optato per la musica poi mi lasciava un non so che di “alieno” ed ora opto per i libri o per il finestrino… Non so dire se è malinconico, triste o realista. Di certo affina ed insegna 😀 Grazie mille, col cuore 😀

    1. Comincerò a leggere Rimbaud 😀 prima il castaneda… no, prima flatlandia… 😀 si…vero… vita… Leggi “Il destino della coscienza nel simbolismo della spirale” meraviglioso 😀

    1. La vita è sempre bella ed il mondo è bello cosi… la magia è inserire il proprio flusso in quello universale. Per usare il titolo di un articolo che ho letto questa mattina, il destino della coscienza è nel simbolismo della spirale. Ascendere ed evolversi, rinnovarsi e continuare ad essere attorno al proprio asse. Ogni sensazione, ogni fatto, ogni accadimento ha un suo perché ed è tutto legato da questo filo conduttore. Essere rabdomanti di un senso e ritrovare il nostro in qualche cosa di superiore. Fare attenzione al karma che creiamo… Difficile sa spiegare. Più facile sentirlo 😀

      1. Si credo proprio di si… 😀 il mondo non è nulla di reale… o almeno è tutto relativo. Tu vedi le cose per come impattano su di te. Spostati e cambia e cambierà la tua visione e quindi il tuo mondo 😀

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