Trama ed ordito

Sera. Giornata pesante. Sono qui e penso ai fili mente la mia  mente si avvita come un filo attorno alla spoletta di un fuso.

Fili che uniscono. Fili senza fine. Fili colorati che uniscono altri fili dando vita al tessuto.

Fili immaginari che uniscono persone diverse tra loro e danno origine a relazioni. Fili sospesi nell’aria che uniscono idee nuove con vecchie e danno origine al pensiero che si dipana attraverso il tempo.

Fili e fili…

Siamo fatti di fili. Con i fili.

Fili che ci muovono come marionette o che noi tiriamo. Fili dei discorsi che perdiamo. Fili di Arianna che seguiamo per trovare la via ed uscire dal labirinto. Fili sui quali camminiamo. Fili tirati sul baratro o disegnati sull’ asfalto per un ironico equilibrio. Fili tagliati dalle Parche. Fili tessuti insieme da Penelope.

Eccola… il rumore e la magia di una navetta che attraversa la bocca dei fili dell’ ordito, avanti e indietro, su e giù lungo il proprio piano dimensionale…e, in un ordine apparentemente confuso, una battuta dopo l’altra, costruisce un disegno che nulla è se non il prodotto dell’incrocio tra trama ed ordito. Colori, immagini e figure sorgono dal nulla di un filo senza capo né coda.

Così è la vita, penso… fatta di innumerevoli fili che mi avvolgono  come un baco nel suo bozzolo di seta.

Fili che si intersecano e si legano l’un l’altro in un disegno che sarà bello e brutto a seconda del filo che ho usato, del suo titolo, della battuta del pettine che lo ha legato e compattato alle altre trame ed all’ ordito.

Filo che non è più filo ma è taffetas, chiffon, crespo, raso, velluto, cady, tela o altro.

Solo tessuto che ora balla e danza all’unisono di tutti i fili che contiene.

Per quanto ci addentriamo nel tessuto e nella vita non possiamo riconoscere nessun filo fondamentale ma solo una complessa ed uniforme intersezione dei vari fili del tutto che siamo.

E che il vento solleva per aria facendo danzare.

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Allegoria della Calunnia – Calumniae non temere credendum

No non mi ha salvata neanche andarmene a spasso tra le sale di Brera.

L’ angoscia che mi ha seguita e si è materializzata in un quadro inquietante e bellissimo. Tagliente e vero che mi aveva già ipnotizzata.

allegoria

Bruxelles, al centro della strategia del terrore

Bombe contro di noi. Contro ‘i popoli d’Europa’. Per ridurre le libertà residue. Infatti il primo risultato, scontato, sarà la sospensione di tutte le garanzie

(di Giulietto Chiesa)

Prosegue l’offensiva terroristica. Di chi? Contro chi?
Queste bombe sono la prosecuzione di quelle di Parigi, uno e due. Di Ankara, contro i tedeschi. Sono la prosecuzione di Colonia. Sono lo strascico del fiume di profughi.

Andiamo con ordine: sono contro di noi. Contro “i popoli d’Europa”. Per ridurre le loro libertà residue e le loro capacità di risposta ai soprusi dei poteri. Infatti il primo risultato, scontato, sarà la sospensione di tutte le garanzie democratiche. E’ già in corso in Francia, ora sarà la volta del Belgio. Poi, dopo qualche attentato in Italia, sarà la volta dell’Italia.

Noi italiani abbiamo già vissuto la stessa cosa con la strategia della tensione. Questo ci dice che non dobbiamo cadere nella trappola di guardare il dito invece della Luna. Se ci dicono che è Daesh, diffidiamo. Probabilmente è “anche” Daesh. Ma Daesh è lo strumento, e la mano (in parte), ma non la mente.

Sono bombe contro “l’Europa dei popoli”, per renderla uno straccio subalterno al potere dell’Impero, per trascinarla in guerra tutta intera, terrorizzata, per mettere la museruola a tutti, anche ai recalcitranti. L’avviso è per tutti non solo per Bruxelles.

Chi è la mente non lo possiamo sapere. E’ il sancta santorum di questa strategia. Ma i servizi segreti europei, tutti, sono filiali inquinate di altri servizi segreti. Per questo non scoprono niente. Per questo non possono indagare. Per questo dobbiamo riprendere in mano la nostra sovranità, e cambiarli. Altrimenti ci faranno arrostire, prima di renderci schiavi.

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125571&typeb=0&bruxelles-al-centro-della-strategia-del-terrore

1117. Brevissimo estratto cinico di neolingua del Sec. XXI°

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Uomo di cultura: chi è estraneo ad una qualsivoglia cultura
Intellettuale: chi simula intelletto citando parti dell’intelletto altrui
Filosofo: chi ama e difende solo ciò che sa
Tollerante: aderente ad esclusivo circolo di persone che non si contraddicono tra loro
Scrittore: invidioso senza mezzi, che ama farsi invidiare a basso costo da altri invidiosi
Politico: giullare o bardo al servizio di un feudatario timido
Società libera: allevamento in cui le bestie possono scegliersi la mangiatoia da cui cibarsi, mentre l’allevatore decide con quali mangimi riempirle
Ateo: feroce fondamentalista e proselitista religioso
Spiritualista: uno che ha letto molti manuali di chi ha letto molti manuali su chi ha letto molti manuali
Scienziato: chi surroga all’essere menomato della coscienza
Esoterista: sinonimo della maschera Pulcinella, con implicito riferimento ai suoi segreti
Intelligente: uno stupido più furbo degli altri stupidi
Dottore: nullità cui è stata certificata un identità di gruppo
Medico: esaustivo bugiardino vivente, effetto collaterale della farmacopea
Prete: burocrate facente funzioni che ha esautorato dal potere il proprio principale
Guru o Esperto: individuo dotato del talento di esprimere meravigliosamente quello che non sa
Libertà(Paradosso della…): tentativo di farsi i cazzi propri in compagnia
Felice: individuo che scopa con chi vuole, quando vuole, finché vuole
Persona: maschera in grado di animarsi autonomamente anche quando nessuno la indossa
Anticonformista: il più veloce, o il più lento, a conformarsi quando il conformismo cambia
Burocrate: un pazzo, la cui pazzia è talmente logica, coerente e razionale da non poter essere distinta dalla savietà

Ipocrisia & Pensieri confusi

L’ individuo è depresso. La soluzione ?

La soluzione sta nel Prozac, ma solo per “evitare” che la situazione degeneri… così “egli” assume il Prozac e continua a vivere in una bolla che fa acqua da tutte le parti. La droga quotidiana, come e meglio di un’ iniezione inibente o eccitante che gli fornisce una realtà tutta “sua”, costruita ad hoc… e va bene cosi. Certo che va bene così… così semplice, così fruibile, così da supermercato del nulla dove ognuno possiede la propria realtà in base alla propria dimensione. Anche quella di schiavo felice.

Lo scenario dell’ universo newtoniano è caratterizzato da uno spazio assoluto e da un tempo assoluto mentre nell’ universo dell’ infinitamente piccolo non valgono le stesse regole… cosa c’ entra? non lo so… assurdamente ho la sensazione che la relatività delle nostre percezioni e delle “leggi” che regolano la nostra esistenza possa essere una chiave di lettura per un inesistente equilibrio sopra alla follia quotidiana.

E  attorno a questa “cosa” i miei pensieri si avvitano cercando un senso che non esiste… ma lo giuro… io non capisco, né con la testa né col cuore, né col raziocinio né col sentire.

O forse si: ognuno cerca le proprie “droghe” ed i propri alibi per illudersi  di ciò che non possiede e di ciò che non è. Svende la propria coscienza per evitare lo sforzo di costruirla, accontentandosi di assistere alle immagini effimere di un film che qualcuno o qualcosa ha deciso per lui.

Se possiedi una coscienza sei un “malato” da curare…

Ipocrisia, cecità…. cos’ altro?

Notizia presa “così” per quella che è e per come viene riportata su Leggo, che sfoglio venendo in ufficio.

Non la commento… io non capisco… se qualcuno ci riesce mi spieghi questa fiera delle falsità e del non-sense.

Magari fosse solo mancanza di valori o di cultura… magari fossimo solo delle figure bidimensionali… invece accettiamo e vogliamo, richiediamo, di essere punti adimensionali tronfi di essere Tutto. Stolti.

Stepchild a Roma. Il bimbo nato in Canada con l’ utero in affitto

(…) Da ultimo è stato il Tribunale per i minorenni di Roma a riconoscere ad un uomo il diritto ad adottare il figlio del compagno, concepito in Canada grazie alla maternità surrogata: Il bimbo adottato ha circa tre anni, va all’ asilo ed è stato battezzato presso la parrocchia del quartiere. I suoi due papà – che hanno un rapporto stabile da 12 anni e si sono regolarmente sposati prima in Canada e poi in Spagna – hanno mantenuto i contatti con la madre surrogata che spesso sono andati a trovare insieme al piccolo. Il giudice ha valutato l’ ambiente “di crescita adeguato” ed ha ritenuto che l’ adozione da parte del compagno del padre biologico – che ha accudito il bambino sin dalla nascita – fosse nell’ interesse del piccolo (…)