31 marzo

Un sacerdote, incontrò un giorno, un maestro zen, e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò ”Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos’è la realtà?”. Il maestro gli diede un pugno in faccia.

(Parabola zen)

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25 Replies to “31 marzo”

  1. Ero certa che ti sarebbe piaciuto ma il senso non è mica quello ahahahahahahahahahah… forse il senso si riallaccia a “il scritore” di ieri: lo zen è esperire e non “ciacolare” ahahahahahahhahah

    1. WordPress per smartphone sembra che dia i numeri, non mi arrivano le notifiche dei commenti, questo me l’ero perso…ahahahah…mi piace provocare…
      Sto valutando l’idea di farti leggere un racconto (mio) che dovrebbe piacerti…ma non so se hai voglia…e poi dopo non mi dici niente…perché te li dovrei far leggere? Ahahahah

  2. Fare… sempre, più che parlare come ochette starnazzanti…
    bella…
    ( e se immagino un “maestro zen” che da un pugno in faccia…. mi parte un coro da cirlider nella testa da fare invidia a qualsiasi partita di football americano!)

    1. Sono d’ accordo con te. Per quanto posso conoscere (e dico “conoscere”) essere zen non significa essere avulso dalle emozioni e non partecipare… tutt’ altro. E’ fare esperienza per riuscire a “sorpassare” i limiti che ci caratterizzano per partecipare al tutto. Forse assurgere a dimensioni diverse che non quelle dove i sono i nostri schemi a definire la nostra realtà :-* non credi? 😀

      1. non è una prerogativa esclusiva della pratica zen il raggiungimento di una certa condizione, anzi. Il fine è semplicemente accorgersi di agire meccanicamente e smettere, prendendo il controllo consapevole e responsabile della propria vita

      2. si vero vero… hai ragione. Mi ero “incagnita” li… Non è necessario ne essere asceti ne essere guru per lavoirare ed acquisire consapevolezza e vivere davvero… forse non è quello che stiamo cercando di fare? 😀

  3. Yes Darling :-D:-D Alle volte a) confondiamo il messaggio con il messaggero e pensiamo che ciò che conta sia quest’ ultimo b) emuliamo pensando che basti imitare senza, appunto, esperire. E allora Viva la Vida Loca :-*

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