Quiete

Sensazioni sotto la pelle

in rilievo come striature

su superfici di foglie.

Il sole trafigge,

illumina.

Passa attraverso l’ anima.

Acquieta.

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La Testa in Cielo – Claudio Naranjo

Lo Specchio di Eva

Secondo Lei, qual è il più grande problema del mondo?

Il virus del linguaggio. Si guarda tutto attraverso un eccesso di giudizio. Non viviamo in forma naturale, ma attraverso concetti intermedi, di ciò che dovrebbe essere e di come dovrebbe essere. E il denaro. Al giorno d’oggi, l’unica cosa grande è il denaro. E’ come se la gente diventasse pazza per il denaro. Come diceva Antonio Machado, solo uno sciocco confonde valore e prezzo.

Che cos’è la realtà?

L’esperienza vissuta. Ma l’esperienza umana è come una cipolla. Ci sono cose profonde e superficiali, anche nel mondo emozionale. Per un mistico, la realtà è la sostanza della coscienza. L’essere è la realtà. E la gente non ha questa esperienza dell’essere. La gente generalmente cerca  l’essere dove non c’è: nel piacere,nell’intensità, nell’avere. Quasi tutta la loro vita è  in un senso di deficit, perché non sanno di esistere. Una persona che è…

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La vita indossata (con affetto)

Sole velato dalle nubi mentre i raggi giocano sulle increspature della superficie del lago.

Gradini che finiscono diritti nell’ acqua ed i miei passi che fanno rumore.

Rose appassite ancora abbarbicate alla cancellata: fiori che resistono nel rosso sgualcito che sbiadisce. Resistono al sole, alla pioggia, al vento e al calore. Resistono e intanto impalliscono lentamente; i petali avvizziscono guadagnando la bellezza della vita che scorre, cosi simili a velluto indossato troppe volte.

Quante volte indossiamo la vita. Facciamo giri di danza oppure ci accoccoliamo a terra mentre le lacrime fanno tictac al suolo.

La morte può essere cosi dipinta di sereno azzurro quando si è vissuto bene il tempo, cosi dolcemente persa in questo silenzio velato dall’ ombra delle nubi.

Tombe e monumenti funebri a ricordo, memento.

“Polvere eri e polvere ritornerai”.

Foto e ricordi sparsi su terrazze digradanti verso il lago.

Dormire e sentire le onde dolci dell’acqua sulla riva.

Che la terra sia lieve.

Che il viaggio sia leggero.

Solo la memoria e l’amore possono essere promessa di eternità.

E nel cuore la casa.

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Memento

Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori, e io sarò dentro di loro: questa è l’eternità.
(Edvard Munch)

Alessandro il Macedone e il suo stalliere, una volta morti, hanno fatto la stessa fine: o entrambi riassorbiti nei medesimi princìpi seminali del mondo oppure, con pari trattamento, dispersi negli atomi.
(Marco Aurelio)

Arcano I (El Mago)

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E’ amaro notare come si possa sbagliare tutto nella vita.

Ed è agrodolce la consapevolezza che l’ unica vera vittoria è nella resa incondizionata.

Arrendersi alla vita ed ai disegni che il “divino” ha in serbo per noi, è veramente l’ unica via di vera grandezza e realizzazione.

Non è la lotta a fare di noi i vincitori ma, come fa il Mago, è la capacità di trasformare l’ energia illimitata che ci proviene dal contatto con lo Spirito e con una dimensione spirituale ben superiore alla meschina materialità, che ci consente di utilizzare la nostra capacità creativa e l’uso sapiente dei doni che a tutti noi vengono donati.

E qui sta la vera Vita.

Il Cielo è l’unica cosa che la mia anima, prigioniera dell’assoluto, abbia cercato nel corso di tutta la sua vita che ad alcuni è potuta sembrare confusa e profumata dal Demonio.

(Salvador Dalì)

Un pensiero (crossing equilibristasquilibrato)

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Non ci appartiene nulla.

Né ricchezze, né onori, né gloria.

Neppure la vita., neppure il tempo.

L’ unica cosa che possiamo vantare di nostro possesso è quella spirale di noi che si svolge e si dipana verso l’ alto in ampie volute che abbracciano il momento presente per diventare una curva sempre più ampia e sempre più allungata verso l’ alto.

Sospesi nell’ attimo che viviamo, saliamo e guardiamo il panorama sotto mentre abbandoniamo una spira dopo l’ altra, senza dolore e senza nostalgia.

Per salire sempre più su.

Lasciamo andare i nostri passi perché non ci appartengono. E di essi rimane solo l’ eco: non serve null’ altro.

Niente più di un rumore di fondo nel cuore per ricordarci di Essere in ogni nostro singolo passo.

Per illuminarsi è necessaria la leggerezza di un fiore, la levità di una piuma, gli infiniti colori dell’ arcobaleno, la gioia degli uccelli all’ alba, la libertà delle nuvole. Occorre una sola cosa: un cuore colmo d’ estasi; non l’ estasi per qualcosa di assoluto, per qualcosa che sta nell’ alto dei cieli, ma l’ estasi del quieora, l’ estasi di questo preciso istante, quando i tuoi occhi sono colmi di questo preciso istante, quando nient’ altro esiste, nessun passato, nessun futuro, quando questo momento ti pervade così totalmente, così intensamente, cosi appassionatamente, che nulla resta in disparte alle tue spalle. Solo questi rari individui si sono illuminati.

(Osho)