Presunzione

bosco

Cos’ è la Presunzione?

È un facocero borioso che pensa di potere fare cacca impunemente in un  bosco di farfalle ed insozzarlo. Peccato non sappia che gli escrementi, anche quelli dei suidi, fertilizzino e facciano crescere fiori bellissimi. È per questo che ci sono le farfalle.

“Dal letame nascon i fior”

La presunzione è la nostra più grande nemica. Pensaci – ciò che ci indebolisce è il sentirci offesi dalle azioni o dalle malefatte dei nostri simili. Essere presuntuosi significa spendere gran parte della propria vita offesi da qualcosa o qualcuno.
(Carlos Castañeda)

La nostra presunzione è tale che vorremmo essere conosciuti dal mondo intero e anche da quelli che verranno quando non ci saremo più. Ma siamo così vani che la buona opinione di mezza dozzina attorno a noi ci fa piacere e ci soddisfa.
(Blaise Pascal)

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La Belle Dame Sans Merci (equilibristasquilibrato devoted)

papa

Smettila di chiedere risposte oggi.
Lascia che tutto riposi, oggi.
Fai una pausa sacra.
Lascia che le domande oggi non abbiano una risposta.
Lasciati uno spazio per respirare.
Lascia che tutto vada senza controllo.
Permettiti di non controllare tutto, oggi.
Permettiti di non sapere come,
di non sapere niente.
Lascia che il cuore si spezzi, se necessario,
e che il corpo provi dolore e l’ anima si svegli.
Tutto è bene, se lo permetti.
(J. Foster)

Il tempo dei papaveri

E’ quasi il tempo: per ora, al Castello, solo sparute margherite gialle contornate da boccioli di papaveri che arriveranno tra qualche giorno.

Intanto, tra meno di un mese parto.

La mia bimba mi manca. Dopo nove mesi mi mancano ancora le piccole e grandi liti tra di noi, i suoi musi e i miei rimbrotti, i suoi panni buttati sul letto e le sue stoviglie sporche dimenticate nel lavello. Mi manca il mio spazio invaso e il disappunto per gli orecchini lasciati in giro spaiati. Mi mancano le tracce delle sua presenza, a volte fastidiose come unghie sul vetro e a volte confortanti come le calze calde d’inverno.

Per fortuna ci sono whatsapp, facebook e messenger ed il loro filo che ci unisce attraverso il web: sottile e saldo come quello della tela di un ragno. Un filo di seta continuo e bellissimo, prezioso e trasparente eppure cangiante di mille colori; lungo seimila chilometri e sul quale le nostre emozioni scorrono incessanti, avanti ed indietro, a tutte le ore del giorno e della notte. Parole scritte e parlate, fotogrammi e video che ci legano e si attorcigliano intorno ai nostri cuori attraversando l’ oceano.

Lontane eppure vicine.

E tra poco spunteranno i papaveri. E tra poco potrò riabbracciarla.

Forse ce ne andremo a spasso o forse ce ne staremo sulla spiaggia a guardare il culo e le acrobazie dei surfisti. Forse la sera dopo il lavoro andremo a ballare e torneremo a casa un po’ brille per i troppi chupitos all’ Aloha. O forse andremo solo a letto stanche di lavoro e di sole ma strette strette come quando era piccola e non voleva addormentarsi da sola.

Vicine, come il tempo dei papaveri.

Muovendoti secondo le onde dell’ energia, sei un drago.

Inspirando ed espirando naturalmente quieto

entri nella legge di ogni moto.

Pratica in armonia con l’ ora e la stagione

e la tua propria abilità, la tua propria, verrà in piena luce.

Mentre muovendoti avrai il balzo della tigre,

quieto in te riposerà il drago.

(Wang Xiang Zhai)

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