Romeo & Juliet

Io desidero quello che possiedo; il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare: più a te ne concedo più ne possiedo, perché l’uno e l’altro sono infiniti.

(W. Shakespeare, Romeo e Giulietta)

Ebbene si… ce l’ho fatta.

Settimane e settimane di negoziazioni e di prenotazioni che scadono, di verifiche di disponibilità su tutte le compagnie aeree del globo per trovare la tariffa migliore. Di interrogazioni stile terzo grado e della serie “siete proprio sicuri di andare da soli? Non è che poi mi tocca venirvi a prendere in capo al mondo? Io non posso accompagnarvi, dovrete sbrigarvela da soli… ”

Mio figlio neodiciottenne e la sua girl friend appena finita la scuola partiranno e, da soli, andranno da Sofia per una settimana di vacanza.

Dolcissimamente insieme per una settimana intera.

Speriamo non si smarriscano nel transfer dello scalo per la gioia di stare mano nella mano senza adulti di torno.

Cosi… felici di vivere la loro stagione dell’ amore.

 

 

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Dedicato

mamma

E’ Lui l’ amore! Vive solitario perché

il suo riposo è fatica, un male il suo

inizio e la sua fine una morte.

Se vuoi vivere felice, sii martire d’ amore

se no lascia l’ amore a quelli che sanno amare.

Chi non muore davvero del suo amore

di vivere d’ amore non avrà ventura.

(Ibn al Fàrid, 1181-1235)

Sono andata in pinacoteca a farmi un giro durante la pausa pranzo. Avrei voluto comperarmi un paio di ballerine nere ma ne ho almeno quattro paia nell’ armadio, di scarpe nere. Allora ho sostituito lo shopping con il respiro dei secoli, per mezz’ora… cosi…, del resto avevo in mente questa poesia e non sapevo come tirarla fuori.

Parliamo tanto di amore, in tutte le salse, ma nessuno sa cosa realmente sia: spesso lo confondiamo con il sentimento o con l’ egoismo od il possesso; spesso il confine con il sesso e la passione è indefinito.

E tra le sale mi è venuto incontro questo quadro del Gentileschi ed ecco… ci stava cosi bene.

Tanto bene che il post è dedicato alla mia mamma che mai lo leggerà ed ai miei figli che hanno la loro vita da vivere.

Verde trionfo

Huomo vecchio, il quale si tenga un dito alle labbra della bocca e appresso vi sarà un’ oca con un sasso in bocca.

(Cit.)

Ti alzi e il cielo è grigio o forse azzurro dopo una notte di pioggia: le nuvole si squarciano e i loro bordi sono illuminati di luce gialla e pallida. Pioverà?

E poi il futile dilemma di ogni mattina tra lo spazzolino e la crema anti age: cosa mi metto? Niente color nero… l’ inverno era nero e ormai, anche quest’ anno, è alle spalle. L’ estate invece è bianco ma ancora non è arrivata e allora bisogna aspettare. La primavera, quella invece è colorata di tutti i colori, messi insieme alla rinfusa o con logica, a seconda dell’umore: colori fluo e colori forti, rosa shocking e rosso, arancio ghiacciolo e azzurro, giallo sole e blu, verde smeraldo e bianco.

Decidi per il blu e bianco con una punta di verde ed un nastro, che è rimasto in ufficio, per raccogliere i capelli… primavera.

Non appena lo pensi ti accorgi che dall’ armadio di sofia ieri sera occhieggiava il suo trench verde, di un bellissimo color verde smeraldo del colore delle foglie nuove bagnate di pioggia, del colore della linfa che scorre piena di vita nelle gemme degli alberi. Verde smeraldo che lancia lampi di colore e riflessi che illuminano l’ aria incerta del mattino.

E allora te ne appropri, tanto chi glielo racconta che ho approfittato della sua assenza per indossare il suo amato soprabito verde smeraldo tendente allo shocking?

Non lo nego, così vestita mi sento appariscente e squillante, un colpo di luce negli occhi e mi piace cosi, mi fa ridere, accende il mio venerdì.

Poi arrivi in stazione e cosa ti vedi? L’ obliteratrice di Trenord è dello stesso colore, identico, del trench di Sofia e non te ne eri mai accorta. E’ cosi buffo fare pendant con un “pezzo” di stazione, con una macchinetta stupida ed inerte mentre tu ti senti cosi gioiosa e, perché no?, trionfante.

Dura la vita del pendolare: tu ti senti bellissima e scopri che Trenord è arrivata prima di te. La detesti.

Se l’ obliteratrice ed io me stessa ci confondiamo, ciò significa che io posso obliterare?

Il koan del venerdì.

E’ solo questione di prospettiva e non c’è risposta razionale, né ai colori, né all’ allegria che ti senti dentro improvvisa ed immotivata. E neanche al verde di Trenord che è anche il verde dell’ ecobus.

E’ possibile distruggere un bambino, e la strategia di base consiste nel creare una mente, nell’ imporgli una mente, in modo che dimentichi le sue reali possibilità di gioia, dimentichi l’ innocenza che ha portato con sé dalle sorgenti della vita, dimentichi tutto quanto c’è di bello e diventi il semplice ingranaggio di una ruota. Deve diventare un buon servitore, un buon meccanico, un buon capostazione, un buon professore, una cosa qualsiasi andrà benissimo, ma non può diventare un essere divino, non deve addentrarsi nella beatitudine. La società ha il terrore delle persone estatiche, perché quell’ estasi è un’ esperienza così sublime che le si può sacrificare la vita, ma per niente al mondo la si vorrà mai perdere; quando avrai conosciuto la beatitudine, vivrai per lei e per lei morirai. Per questo una persona estatica è assolutamente al di là delle forze costrittive della società. La società può governare solo i miserabili, gli infelici, la chiesa può sfruttare solo i disgraziati, i diseredati, gli infelici.

(Osho, Una perfetta imperfezione)

cadeletta