Il cammino

Capitolo 1

Salire le montagne “interne” più alte
perché solo allora si cominciano a vedere
le valli fra di esse,
le meraviglie intorno
e il viaggio davanti.
(Amituofo)

Comincio oggi questo post “fantasioso” fatto a puntate che raccoglie spunti, pensieri ed immagini sulla scia della mia prima passeggiata di quest’ anno sui monti lariani.

Un respiro di vita che volutamente intreccio con “ilmagodiozblog” dove andrò a postare le immagini per comporre una tela cangiante e senza fine di parole e immagini, colori e poesia.

Un tessuto da raccogliere, stropicciare, tenere tra le mani per avvolgersela intorno. La mia voglia di bellezza e basta. Silenzio e bellezza.

Domenica dieci aprile: prima giornata veramente primaverile. Voglia e bisogno di tornare nel sole e nei colori, nei ritmi e nel respiro della Terra, nel nulla e nel tutto della natura.

Mattina presto: la macchina e via. Il lago, la luce radente e la foschia della pioggia notturna che vela il sole. La promessa di una giornata.

L’ isola è incastonata a metà tra il blu dell’ acqua del lago e l’ azzurro del cielo. La strada sale e il panorama di apre. I rami degli alberi, carichi di fiori, graffiano il cielo e lo squarciano come righe su un foglio colorato di quaderno, come tagli sulla superficie di un quadro monocromo.

Haiku (36.2016)

Azzurro specchio,

Onde che respirano.

Soffio di fiori.

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/12/graffi-nel-blu/

La strada si apre davanti a me e sale sulla costa del monte promettendo fatica alle gambe ancora immerse nel letargo invernale. Il cuore invece aspetta di sentire il sangue fluire e vuole battere forte, respirando bellezza. Quella che brilla nell’ aria fatta di cristallo

Il canto della Strada (tre strofe)

La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.
La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio,
Ma io che sono assonnato e stanco
Mi recherò all’osteria del villaggio
E dormirò un sonno lungo e franco
Voltato l’angolo forse si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna
A est del Sole, ad ovest della Luna.

(J. R. R. Tolkien)

I colori feriscono gli occhi per la loro limpidezza, la natura risplende di mille diamanti abbandonati dopo una notte di pioggia: come vorrei riprendere e riuscire a catturare l’ immensa bellezza e la magia rinchiusa in una stilla di luce….

Il giallo intenso e il verde tenue… e il riverbero di una goccia che tra poco evaporerà. Poesia nel mattino. Non servono parole.

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/12/pepite-e-cristalli/

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