Haiku (37.2016)

Viola trionfo.

Ametiste sul mondo

cadono piano.

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Arcano Senza Numero (Le Mat)

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Che tipo di folle simbolo è questo [lo zero] che significa proprio il nulla? E’ una cifra o non lo è? 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 stanno tutti per numeri che si possono capire, ma 0? Se è nulla, allora dovrebbe essere nulla e basta. Ma qualche volta è nulla e qualche altra volta è qualcosa: 3 + 0 = 3 e 3 – 0 = 3, qui zero è nulla, nel risultato non c’è più; e quando viene collocato prima di un numero, non lo cambia: 03 = 3, e anche qui lo zero è nulla, nulla figura! Ma scrivete lo zero dopo un numero, ed esso moltiplica allora improvvisamente il numero per 10: 30 = 3 x 10. Così ora zero diventa qualcosa, qualcosa di incomprensibile ma potente, se pochi “nulla” possono mutare un piccolo numero in uno grandissimo. Chi può capire questo?

(K. Menninger).

Ora sei solo uno zero senza cifre accanto. Ed io son meglio di quel che sei tu ora. Sono un pazzo Buffone, ma tu non sei nulla.

(W. Shakespeare, Re Lear)

1171. D’io

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In ogni dove cercando vaghi
Eppur dentro di te è ogni luogo
Sei Essere… l’eterno sconosciuto
Infinita espressione da (ri)conoscere
Sei una strada… sei la strada
Sei colui che traccia la strada
E sei colui che la percorre
Meta non esiste da raggiungere
Ne da conquistar v’è alcuna cosa
Destinazione non sei ma semplicemente via
Che senza inizio ne fine ne scopo dipana
Dal nulla al nulla, attraversando il nulla
Viàggiati, e per voltarti non ti fermare
Incàntati contemplando i bei panorami
Di ogni nuovo paesaggio meravigliati
Gioisci della compagnia degli altri viandanti
E nel tragitto tra due bivi baratta le tue storie
La bellezza ti vien incontro, attento raccogli
Lo zaino colma; di emozioni stipalo, e di ricordi
Ed a sera, orgoglioso, rimira il cumulato tesoro
Stupisci e bèati della possibilità di ancora viverti
Di ogni altro oggi in tua compagnia, sii grato

Nessuno è il mio nome, Nessuno mi chiamano padre e madre e tutti gli altri compagni (Omero – Odissea)

Arcano X (Wheel of Fortune)

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Il mandala è un archetipo molto importante. E’ l’archetipo dell’ordine interiore[…]. Esprime il fatto che esiste un centro e una periferia, e cerca di abbracciare il tutto.

E’ il simbolo della totalità. […]

Il mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine.[..] Si potrebbe ben dire che è l’archetipo più importante.

(C. G. Jung)

Il cammino

Capitolo 2

Dio è l’ invisibile evidente. (V. Hugo)

I colori si susseguono gli uni agli altri in mille tonalità e la trasparenza dell’ aria risuona squillante facendo quasi male alle orecchie . In fondo alla strada c’è un bar e più in là la via si apre alla terrazza con vista sulla valle. Dalla superficie del lago evapora l’ acqua. Il paesaggio è quasi irreale: i contorni delle nuvole sono definiti dal sole mentre le montagne sfumano all’ orizzonte contro il cielo. Le immagini si confondo e i colori si sovrappongono.

Se Dio esiste è nella bellezza di questo fotogramma.

Se Dio esiste è nella luce che filtra attraverso il tessuto della foglia di un glicine fiorito e appeso alla rete di un giardino.

Affaticato

alla ricerca di un tetto…

I fiori di glicine!

(Basho)

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/13/solo-un-haiku/

Guardo, anzi ammiro… e sento l’incanto che scende e mi avvolge mentre sto li immobile, cercando di catturare ciò che non posso trattenere ma solo contemplare senza parole. Il viola, il verde, il blu.

I confini dell’Anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli,
neppure se percorrerai tutte le strade: così profonda
è l’espressione che le appartiene.

(Eraclito)

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/13/trasparenze-4/

La strada è appena iniziata e mi sono già fermata per la prima sosta. Forse non arriverò mai la dove dovrei. Ma poi, che significa “arrivare”?

Nel giardino, tra le foglie delle piante grasse son rimaste le gocce d’ acqua, quel che rimane della pioggia notturna: sono cosi trasparenti, così sferiche, così lucenti. Le prenderei tra i polpastrelli per sentirne la consistenza facendole ruotare. Ma l’ acqua scivolerebbe via: è inutile che io tenti di afferrarla.

Ecco come bisogna essere – come l’acqua. Niente ostacoli – l’acqua scorre: uno sbarramento, l’acqua si arresta. Lo sbarramento si rompe – l’acqua scorre: un recipiente quadrato – è quadrata; rotondo – essa è rotonda. Ed è per questo che essa è più importante di tutto e più forte di tutto. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia, quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di essa.
Anonimo (attribuito a Lao Tzu)

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/13/quel-che-resta/