Haiku (40.2016)

Inconsistenza,

Petali di velluto.

Pioggia d’ aprile.

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Il cammino

Capitolo 5 (ed ultimo)

https://ilmagodiozblog.wordpress.com/2016/04/16/acqua-di-fonte/

Cercate di diventare attenti al linguaggio della natura. Anche se avete l’impressione di non comprenderlo, non è importante: l’importante è aprirvi. In questo modo preparerete i centri sottili che un giorno vi metteranno in contatto con tutta quella vita che circola nell’universo e che ci parla. Sì, perché tutto ciò che è vivo parla, e la natura, che è viva, ci parla anch’essa.
E dato che la natura ci parla, noi pure possiamo parlarle. Anche il fatto che le pietre, le piante, i fiumi, le montagne e gli astri non conoscano le varie lingue dell’umanità, non ha importanza: qualunque sia la lingua, se pronunciamo le parole con convinzione e amore, queste producono vibrazioni, colori e onde che agiscono sulla materia; e la materia reagisce, risponde, come se avesse compreso. Anche se la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco non comprendono le parole che noi pronunciamo, in base ai pensieri, ai sentimenti e alla forza che mettiamo in esse, quelle parole non rimangono prive di effetti.

(O. M. Aivanhov)

Sono lentamente arrivata in cima, alla meta. Sul pianoro, al crocevia tra le montagne, giace dispersa e lontana dal mondo l’abbazia millenaria che sono venuta a visitare.

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Le valli si aprono sotto di me e le nuvole si rincorrono in cielo.

In quel posto tra boschi e verde, tra le pietre ed acqua io respiro.

Questo è tutto ciò che c’è. Il sentiero finisce in mezzo al prezzemolo.

(Cit.)

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