Mom na praia

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Per una settimana non ci sarò.

Mi concedo una fuga e vado dalla mia bambina, persa tra il blu dell’ oceano e la bianca sabbia delle spiagge: “Mom na praia”, vado a fare la mamma sulla spiaggia…

Non so se avrò voglia e tempo di tenere un diario fotografico sul magodiozblog. (https://ilmagodiozblog.wordpress.com), vedrò al momento…

Quanto a noi, ci si rivede il 12 maggio per inaugurare la rubrica “Un haiku al giorno toglie la noia di torno” (“俳句の日は離れて退屈を保ちます – Haikunohi wa hanarete taikutsu o tamochimasu”)

So che non vedete l’ ora…, vero?

Ringrazio tutti voi che mi leggete: vi porto con me.

Mi mancherete.

E io spero di mancare un po’ a voi…

Obrigada.

 

 

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Arcano VII (Le Chariot)

Si raffiguri l’anima come la potenza d’insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po’ sí e un po’ no. Innanzitutto, per noi uomini, l’auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l’altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso.

(Platone, Fedro)

Volere non è sempre potere

Caldo e sole. Giretto in centro tra colleghe.

E, improvvisamente, “l’ universo ti parla”

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Il potere pensa sempre di compiere il volere di Dio quando invece sta violando tutte le sue leggi.
(John Adams)

L uomo è per natura un animale egocentrico e prepotente. Siamo riusciti a colonizzare ogni angolo del nostro piccolo pianeta, ciononostante non siamo noi l’ apice dell’ evoluzione. Quello è un onore che spetta agli scarafaggi, non a noi. Uno scarafaggio può vivere per mesi senza mangiare; restare in vita per settimane con la testa mozzata o resistere alle radiazioni. Pensiamo di essere stati creati dal Signore a sua immagine e somiglianza, ma forse non è così. Forse Dio è uno scarafaggio.

(Cit.)

http://video.repubblica.it/edizione/milano/l-auto-della-polizia-incastrata-tra-due-tram-davanti-alla-scala-lo-spettacolo-e-in-strada/238044/237853?ref=HRESS-4

3 maggio

(Post dedicato ad aspiranterunner 😆)

Dove va a finire il tempo?
Mi sono alzata un quarto d’ora prima, ho fatto le stesse cose di sempre ed ho finito alla stessa ora di ogni giorno senza riuscire a fare cio che dovevo fare…

Dove va a finire il tempo?

Perchè cavolo si allunga e si ritira come un elastico impazzito secondo una volonta tutta sua?

È il tempo…, quello che va dalle sei e quindici alle sette, quello che fa sempre quello che vuole lui mentre io sono la sua marionetta, quella che fa la lavatrice, che stende e pulisce le cacche ai gatti e che tira micetto fuori dalla dispensa dove si è nascosto mentre prendevo i biscotti…

Domani a quest’ ora sarò in aereo; oggi web check in per posto più avanti possibile, lato finestrino e per vicino un figaccione moro, giovane ma non troppo, assolutamente non faceto e non depresso, solitario quanto basta, occhio azzurro e pizzetto ben curato.

Perché le donne chiedono sempre “di che segno sei?” e “fatti crescere il pizzetto” non lo so… Se qualcuno me lo chiede posso solo rispondere che il pizzetto fa tanto Cyrano de Bergerac (grazie equilibrista… lei è nel mio cuore) e “un apostrofo rosa tra le parole t’amo”…

Treno in orario e carampane scatenate…
Non mi è dato neanche capire di che stanno discutendo cosi animatamente, tanto è il chiacchiericcio di sottofondo che producono… A mano a mano che una scende scalano il posto per stare tutte vicine vicine come galline ovaiole sulla scala del pollaio…

Da un anno a questa parte ci facciamo la radiografia tutte le mattine ma non conosciamo i nostri nomi…

Chissa che pensano di me, dei miei libri di Osho e degli IChing, del mio digitare veloce sul blackberry… non sto chattando, scrivo: mi viene bene cosi.

Oggi il sole splende e non c’è una nuvola: è una giornata tersa e limpida di primavera, di quelle che mettono voglia di saltellare e fischiettare anche se il treno è pieno.

Ma in orario, tra una pausa e un’ altra.

Già… intanto il tempo sghignazza nascondendosi dietro le spalle dei pendolari e tra i capelli della ragazza che, vicino a me, sta studiando “i sistemi di pressatura a pistoni”. Mano a mano che gira le pagine scopro, sbirciando, che si tratta della produzione del formaggio, dell’ Edam… Ognuno ha i propri incubi… o i propri sogni.

Insomma, i propri interessi.

Che mondo vario e stupefacente quello che si nasconde nelle tasche del tempo…

E io oggi vorrei bigiare.

No… non ho proprio voglia di andare in ufficio con questa voglia di scappare via…

Quasi quasi bigio e anticipo di un giorno le vacanze.

Come si faceva una volta: bigiavi la scuola e ti rinchiudevi nel bar fino alla fine dell’ultima ora, poi andavi a prendere il bus quatta quatta per non farti scoprire…

Okay bigio e dove vado?

Una poesia, un giorno

Quando attraversi il vuoto

Quando attraversi il vuoto che giace sotto il tempo
– lì dove i contrari altro non sono che dolori
del mio proprio misterioso cuore senza individuo –
solo allora i miei occhi si distaccano dal mondo
per vederti nel centro intorno al quale mi creo
Solo allora m’immergo nelle tue acque celestiali
e lo spazio indugia fino a che muore il tempo
e la coscienza nella mia materia è un dio indifferente
e l’attore e lo spettatore sono una stessa ombra
e nella fortezza mentale si apre un abisso verde
lì tu sola ci sei tu sempre tu definitivamente tu
vergine di carne in cui mi si è dissolta l’anima
luce rossa sangue dell’alba.

(A.Jodorowsky)

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