Piccole grandi donne

Io non ho paura delle tempeste perché sto imparando come governare la mia barca.

(L. M. Alcott)

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Vermi presuntuosi

Credeva fermamente che la presunzione non è solo il nemico supremo degli stregoni, ma la nemesi dell’umanità.
Secondo le parole di don Juan, la maggior parte della nostra energia è impiegata a mantenere la nostra presunzione. Questo appare più evidente nella preoccupazione infinita per la presentazione del sé, per vedere se siamo o no ammirati, amati, riconosciuti. Argomento che se fossimo capaci di perdere un po’di boria, ci accadrebbero due cose straordinarie. Primo, Iibereremmo l’energia dal tentativo di mantenere I’idea illusoria della nostra grandeur; e, secondo, forniremmo a noi stessi l’energia sufficiente a entrare nella Seconda Attenzione per afferrare un barlume della reale grandeur dell’universo.

(C. Castaneda, L’ Arte di Sognare)

Più piccola è la mente più grande è la presunzione.

(Esopo)

Grigio parola

Non avere le parole.

A volte ce le toglie lo stupore, a volte la gioia e a volte il dolore. A me le ha tolte la pioggia.

Parole che uscivano dalle labbra grigie e scialbe, sbiadite e slavate, annegate nel grigiume opaco delle gocce che si rincorrevano sui finestrini del treno. Parole dette al telefono o sussurrate, parole come molecole tenute insieme da forze invisibili che rotolavano via per inerzia, sotto l’ azione di gesti ripetuti migliaia di volte, espressioni concatenate in sillabe monotone e sapide.

La tipa di fronte a me ha piazzato l’ ombrello sgocciolante sui miei piedi, senza pietà. Ed io non ho avuto parole… ho osservato l’ acqua cadere dal tessuto mentre, allo stesso modo, cadevano le mie parole. Con lo stesso ritmo monotono e incolore, senza riflessi.

Parole che sono rimaste li in una pozza di espressioni dette e non dette ma destinate ad asciugarsi e svaporare sotto il primo raggio di sole.

In realtà non era la pioggia, non era la totale mancanza di colori a ferire ed illuminare gli occhi. Non era il grigio uniforme che velava il mondo. Non era neanche il treno che sferragliava cercando di recuperare il ritardo.

Non era neppure il senso di estraneità verso tutti gli esseri sgocciolanti che avevo intorno..

E’ che, proprio…, anche quando dovesse tornare primavera io qui non c’ entro nulla.

Ed ho la supponenza di dire che non mi interessa nulla perché la sensazione perenne è che tutto questo sia sbagliato.

Anche se poi ci si abitua.

Forse. O forse si porta pazienza.

La pazienza è potere: con il tempo e la pazienza, ogni foglia di gelso diventa seta.
(Confucio)

sal7