俳句の日は離れて退屈を保ちます – Haikunohi wa hanarete taikutsu o tamochimasu (18 maggio)

I fiori mi hanno reso folle,

rientro a casa mia

disgustato dalle cortigiane.

(Buson)

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Il senso del ritardo

ilmagodiozblog

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Il senso del ritardo col quale sono arrivata in ufficio oggi è che, scesa dal treno, non ho badato al tempo. Camminando, ho messo da parte la fretta e il conto dei minuti per fare “da qui a li”, perché avevo un appuntamento con un meraviglioso Bombus. Mi aspettava alla papaiuola. E sono arrivata tardi.

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1347. Sintesi incomprensibile del discorso più ampio e complesso che esista

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Definiva Dante l’Amore, come quella forza che spinge una cosa verso un altra cosa; vien da se che il sussistere di questa forza deve aver radice nella Necessità. Anche solo limitandoci all’ambito delle relazioni umane, possiamo individuare una moltitudine di concause in codesta generica Necessità. La più profonda e meno semplicemente percepita è il fine ultimo della Conoscenza di se stessi attraverso l’esperienza dell’altro. Conoscenza che non è da intendersi come accumularsi dell’esperienza in se nel bagaglio biografico della personalità, ma nell’intuizione del significato quell’esperienza simbolicamente ha rappresentato; l’esperienza trasformata, nella Com-prensione, in Consapevolezza del biunivoco rapporto tra il fuori ed il dentro noi. È questo il modo in cui si costruisce, o paradossalmente si scopre, l’Anima(che non è affatto dotazione di serie, e che ci piace confondere con la Personalità) non a caso simboleggiata dalla tradizione esoterica occidentale come donna velata, vedova ma non vedova, che si disvela gradualmente man mano che l’Ego si ritrae e muore per farle posto. È l’amata angelica, aristocratica e irraggiungibile, se non superando prove sovrumane, delle fiabe e di certa poetica, altresì nominata Sophia.
Per fare un allegoria sulla nostra natura coscienziale, è come se contenessimo un enorme schedario con un infinità di cassetti chiusi a chiave che contengono le informazioni su ciò che siamo, e la vita fosse un gioco il cui fine sia il ritrovare tutte le chiavi che ci permettano di riappropriarci della nostra reale identità. La maggior parte di noi ignora persino l’esistenza di questo archivio, e così si ritrova a semplicemente sopravvivere sballottato tra eventi che ritiene totalmente casuali e privi di senso, scopo e valore. Il primo step nella Consapevolezza(si badi bene: che non è il Sapere concetti sulla Consapevolezza!) è prendere atto della cassettiera. Di solito(sempre!) l’occasione ci viene offerta dalle profonde crisi esistenziali dovute ad eventi che devastano gli schemi mentali in cui abbiamo incasellato noi ed il mondo. In queste circostanze ci sono due possibilità: o l’alienarsi sfuggendo la sofferenza e reiterando comportamenti che ci ricondurranno inevitabilmente alle medesime situazioni, o soffermarsi ad indagare la natura della sofferenza ci attanaglia fino a coglierne il messaggio. Una delle primissime, se non la prima, cosa che si scopre è la concatenazione logica tra gli aneddoti costituiscono il vissuto. Detta così, pare una banalità, ma non rende giustizia del fortissimo sgomento ci pervade nel momento della presa di coscienza che non esiste il caso, e che tutto ha delle cause, delle conseguenze, ma soprattutto un fine concreto, benché ancora labile ed indefinito. E di più, che di tutto ciò siamo diretti responsabili.
Ordunque, superata questa primissima fase, cominceremo a ricercare sempre più consciamente il significato di ciò che ci accade; ovvero le chiavi dei cassetti di cui sopra. Alcune chiavi ci occorrono sono in moltissimi/e a possederle, così cominciamo ad aprire schedari, a scoprirci, e la Consapevolezza ad aumentare. Ed all’aumentare della Consapevolezza ci accorgeremo diventare sempre più selettivi e meno soggetti a “bisogno” nelle relazioni “amorose”, perché saranno sempre meno e più rari i detentori di ciò DAVVERO necessitiamo. All’estremo di questa ricerca saremo Liberi, ovvero totalmente appagati in noi stessi, e ci muoverà solo l’Amore puro(ovvero quello svincolato dal bisogno) nelle nostre relazioni con gli altri.
COMPLICANZE: può succedere che due individui siano gli UNICI detentori di una reciproca chiave, e che quindi la Necessità li spinga inevitabilmente l’uno verso l’altro, ma non abbiano però alcuna voglia, per svariati motivi, di interagire tra loro. Si verifica così una tragicomica situazione di perenne stallo in cui le parti cercano e vogliono sfuggirsi, ma non ci riescono proprio per via dei loro sforzi

La ricerca dell’anima gemella è una farsa che si conclude quando si ritrova la propria anima (Equilibristasquilibrato)

Cammini e strade

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Strade.

Ci penso spesso… Ci sono viottoli impervi o sentieri pianeggianti, piste nel deserto identificate da sassi o superstrade a pagamento, strade provinciali con il limite d velocita a 50 chilometri orari e qualche buca o autostrade asfaltate e veloci.
Cammini da percorrere a piedi secondo le proprie forze o strade ferrate sulle quali scorrono treni o tram che non possono cambiare percorso, destinati all’eterno avantieindietro nello stesso panorama di sempiterne rotaie.
Strade da percorrere da qui a li senza tempo. oppure dalle 7.36 alle 8.13 e, se il lasso di tempo varia, sei in anticipo o in ritardo.
Strade per ogni gusto e per ogni necessita. Strade per ogni esigenza e per ogni sogno.

Dimmi com’ é la tua strada e ti dirò chi sei…

Strada: striscia di terra che si percorre a piedi. Diversa dalla strada è la strada asfaltata, che si distingue non solo perché la si percorre con la macchina, ma in quanto è una semplice linea che unisce un punto a un altro. La strada asfaltata non ha senso in se stessa; hanno senso solo i due punti che essa unisce. La strada è una lode allo spazio. Ogni tratto di strada ha senso in se stesso e ci invita alla sosta. La strada asfaltata è una trionfale svalutazione dello spazio, che per suo merito oggi non è che un semplice ostacolo al movimento dell’uomo e una perdita di tempo. Prima ancora di scomparire dal paesaggio, le strade sono scomparse dall’animo umano: l’uomo ha smesso di desiderare di camminare con le proprie gambe e di gioire per questo. Anche la propria vita ormai non la vede più come una strada, bensì come una strada sfaltata: come una linea che conduce da un punto a un altro, dal grado di capitano al grado di generale, dal ruolo di moglie al ruolo di vedova. Il tempo della vita è diventato per lui un semplice ostacolo che è necessario superare a velocità sempre maggiori.

(M. Kundera).

Arcano X (La Roue de Fortune)

Nessun episodio è condannato a priori a restare per sempre un episodio, poiché ogni avvenimento, anche il più irrilevante, nasconde in sé la possibilità di diventare prima o poi la causa di altri avvenimenti e trasformarsi così in una storia o in un’avventura. Gli episodi sono come le mine. La maggior parte non esplode mai, ma proprio il più modesto un giorno si trasforma in una storia che vi sarà fatale.

(M. Kundera)