Vibrazioni

Tutte le cose esistenti sono in realtà una sola. Consideriamo preziose quelle che sono belle e rare, e orribili e sgradevoli quelle che sono brutte. Le orribili e sgradevoli possono essere trasformate in cose rare e preziose, e le rare e preziose in cose orribili e sgradevoli. Quindi si dice che un’energia vitale pervade il mondo. Di conseguenza, il saggio apprezza l’unità.
(Chuang Tzu)

Non conosco le piante e spesso non riconosco neppure i fiori con il loro nome preciso. Non sono un botanico e detesto la catalogazione in famiglie, specie e sottospecie. Io cammino semplicemente tra i viali cercando di non fare rumore e di non disturbare la natura. Mi chino sotto ai rami per passare senza far cadere le gocce e mi sposto cercando di essere leggera. Gratitudine perché la natura mi accoglie nel syo grembo facendomi sentire solo un colore tra i colori e vita tra la vita. Vibrazione e musica. Niente di più.

L’energia ci rende liberi ed è la verità assoluta.
(Carlos Castañeda)

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Parole e respiro

Infilo l’ entrata dell’ Orto botanico mentre le mie ballerine scricchiolano sui ciottoli e giro a sinistra. Il mondo è fuori, anzi il mondo è lontano e con esso tutte le sue priorità, le sue ansie, le sue “visioni”… sta oltre un muro invisibile e fatto di pietre che non possono essere abbattute, in fondo al tunnel.
Ha appena smesso di piovere e l’ universo sembra respirare acqua, inspirare ed espirare l’ umidità del cielo e della terra. Non ci sono confini qui dentro, c’è solo il silenzio della contemplazione e dell’ attesa. È lontano il chiacchericcio inutile e futile, assordante come quello del treno; sono lontane le lamentele isteriche di persone insoddisfatte e in perenne conflitto con se stesse, il loro mondo e le loro paure. Niente isteria. È come se la natura trasmettesse, per osmosi, la bellezza e la calma. Persino la pioggia fastidiosa ed invadente, grigia e plumbea che deturpa il mese di maggio tra le strade trafficate, qui è bella e scintillante. Non è pioggia ma gocce d’ acqua che scendono e si posano, scivolano sul verde e si addormentano sul rosa di un petalo. Dondolano e giocano. Fatte di nulla e illuminano il cielo grigio come diamanti abbandonati. Ognuna di esse è un universo e contiene un universo. Completamente svuotata di contenuto e di colori, di forma, si adatta al mondo esterno e lo fagocita , lo fa suo illuminandosi ed illuminando ciò che la circonda. Migliaia di stelle multicolori sparse ovunque. La terra è fradicia. Il tempo perde il senso. Ed io penso all acqua. Ho incontrato Masaru Emoto tanto tempo fa.
” Spesso mi chiedono “Che parole ha usato per creare i più bei cristalli che ha fotografato?”. Senza esitare rispondo: ” Amore e Gratitudine”.”
(M. Emoto)

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