Domande “un po’ cosi”…

Domande “un po’ così”, tra l’ incazzoso e lo sbalordito, solo perché sono incappata in un articolo “un po’ così” mentre ero in pausa pranzo.

“L’ utero artificiale renderà le donne più libere”

http://www.internazionale.it/opinione/chiara-lalli/2016/05/16/utero-artificiale-donne-liberta

E io mi domando se è vero che l’ utero artificiale renderà le donne più libere…

Già… perché, dopo il divorzio, l’ aborto, i matrimoni gay e la maternità surrogata, cosa può aspettarci in nome della libertà e dell’ uguaglianza, in nome dei diritti civili e di “genere” (che brutta parola…)? In nome della ricerca scientifica che porta (o dovrebbe portare) il benessere?

Parto da qui, da questo articolo che parla di uguaglianza e di opportunità per domandarmi, mentre ingoio il mio toast, se è vero che il femminismo ci ha rese, noi donne, più libere? se l’ emancipazione femminile ci ha reso, noi donne, più felici? se, il fatto di poter divorziare o di poter abortire ci hanno reso, noi donne, più consapevoli e più responsabili?

Insomma, se oggi stiamo meglio o peggio…

Domanda stupida e retorica, forse senza senso…

E infine mi domando quale è il valore della donna e del femminile nella nostra società.

E non riesco a darmi una risposta. O forse me la do… e non mi piace.

Allora faccio considerazioni sommesse, che arrivano in punta di piedi o che provocano il prurito perché non piacciono e, anzi, fanno un po’ paura. Pensieri: mia madre che era una “casalinga retrograda” a pranzo cucinava e mangiava con la famiglia e invece io sbocconcello un toast e sto fuori casa dodici ore…

Ebbene si, detesto tutto questo sbandierare sull’ uguaglianza, perché in nome dell’ uguaglianza va bene qualunque cosa anche se, naturalmente, portata al livello più basso…

Ed ecco che, allora, in nome dell’ uguaglianza diventiamo solo merce, contribuenti, voti, consumatori, tutto fuorché uomini e donne, individui, anime, persone.

Ognuno diverso dall’ altro, ognuno con i propri fardelli e le proprie peculiarità.

Prima di parlare di diritti e di uguaglianza forse sarebbe meglio parlare di dovere e di diversità, di rispetto.

Più etico. Più umano.

 

 

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19 thoughts on “Domande “un po’ cosi”…

  1. Infatti… il mio è uno sfogo (per me) ed uno spunto di riflessione per chi ha voglia e legge. So benissimo come la pensi e tu sai che condividiamo lo stesso pensiero non perché frutto di “filosofie” ma di scelte di vita e di considerazioni pratiche oppure di puntini uniti insieme… Quando parliamo di locandiere o regine la pensiamo allo stesso modo. Quando parliamo di neolingua la pensiamo allo stesso modo. Siamo arrivati a condividere la stessa opinioni, ognuno per percorsi propri. Il problema è che bisogna svegliarsi… 😀 bopn, mi son sfogata… giornata un po’ cosi… 😀

  2. Condivido le tue impressioni; come tutti gli obiettivi di cambiamento elaborati negli anni 60-70, anche la liberazione della donna è stata gestita dal potere, con la consegueza che le donne stanno ancora male, e, stanno un po’ messe peggio degli uomini. Anch’essi sela passano maluccio se non sono uomini di potere.

    La liberazione della donna è stata impostata come possibilità di lavoro pari agli uomini, ma con stipendi più bassi e condizioni generalmente peggiori, anche se ci dicono il contrario, con il formare di governi o gruppi direttivi con una presenza femminile del 50%; ma è tutto fumo negli occhi.

    Mi fermo, e ti auguro una buona serata.

    1. Caro Pietro, il tuo commento mi fa immensamente piacere e ti ringrazio.
      Io sono una figlia dell’ emancipazione e ne sto pagando lo scotto. E come me tutta una generazione di donne e uomini, di famiglie e di figli che stanno pagando il prezzo salatissimo per il fumo negli occhi che il “potere” o determinati meccanismi e disegni di potere ci hanno lanciato negli occhi. Sai Pietro, vivere in africa (seppur un’ africa molto edulcorata) come sta facendo mia figlia ti mette nelle condizioni di capire gli immensi sbagli che abbiamo fatto lasciandoci ingannare. La vita vera, quella che conta, è nelle relazioni, nel dovere e nel rispetto. E’ nella natura. E allora, se ci sono stati degli sbagli, forse è giunto il momento di guardarsi allo specchio e di non sbagliare più. Il dolore del parto fa parte della vita, come i rischi connessi. La produttività che ci viene richiesta invece non fa parte né della vita né dell’ umanità. Ti ringrazio ancora. E per il resto, se la natura (non dio) mi ha creata diversa dall’ uomo non vuol dire che sono inferiore, ma solo diversa. Vera evoluzione è il rispetto e non l’ uguaglianza. E’ tutto sbagliato, ahimè… Un abbraccio 😀 p.s. non rileggo quanto ho scritto, spero chiaro 😀

  3. Dobbiamo recuperare la complementarietà di genere, temo che già molte persone non riescono nemmeno ad avere un’identità sessuale e non scherzo. Una cosa che dovrebbe essere semplicemente naturale.

    1. Nono cara ti credo e condivido anche il punto. Diversità e complementarietà. Rispetto. Ma va tutto in un altro senso, in quello più becero, facile. Il prodotto di marketing che più si adatta ad un consumatore senza riferimenti… terribile… come terribile è ritrovarsi un individuo senza identità. Bacioni tesoro. Grazie 😘

      1. Il tempo, l identità, la possibilità di scegliere, l anima… e paradossalmente è piu frustrante opporsi che adeguarsi… mostruoso, mostruoso…

  4. sono d’accordo con te. le esasperazioni in genere non sono mai positive, il voler erigere dei finti esasperati baluardi di libertà è solo dimostrazione e non sincero sentire. ci sono dei diritti che sono assolutamente necessari, tutelarli è giusto, difenderli pure…. poi però la libertà è nelle scelte individuali mosse dall’emozione non “prese di posizione”.
    l’uguaglianza è nel rispetto reciproco. nel poter essere libera di essere donna senza avere paura di essere abusata. nel potermi realizzare s bza essere castrata. nel poter crescere dei figli tutelata e non emarginata.

    1. A me fa paura questa china egualitaria che masifica e svilisce le caratteristiche e rende tutti oggetti di consumo… tutti uguali in nome di diritti inventati. E dimentichiamo il rispetto. Ci lasciamo manipolare in nome di una felicità che non raggiungeremo mai perché è totalmente falsa. I figli non sono semplici prodotti di procreazione ma sono l estensione di un anima, un eredità… bello sentirti. Un bacio 😘

  5. Tra tutto ciò che é stato discusso, l’utero in affitto è ciò che più mi lascia senza parole… non sono d’accordo, la considero una sorta di prostituzione, in fondo la donna cede il proprio corpo per ottenere qualcosa in cambio, e un commercio di corpi È prostituzione… Ma credo che molti passi siano stati fatti per l’uguaglianza, sta poi a ciascuno di noi intendere questa uguaglianza 😉

    1. Vedi piccola mia… cosz vuol dire essere uguali? Uomini e donne sono uguali nei diritti e nei doveri, nella dignità. Ma sono diversi e complementari nella natura e nell identita. E cosi deve essere. Qst è la natura. L utero in affitto è un abominio nel momento in cui sfrutta che si vende a favore di chi acquista. Diventiamo merce di scambio. Ancor più aberrante il passo successivo di una societa senza identita genitoriale, sessuale ed affettiva… ci stanno rubando l anima raccontandoci che ci stanno rendendo liberi… ☺ bacetto

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