Taffetas

ilmagodiozblog

Un diamante appoggiato su un taffetas di seta grezza.

La lucentezza e la preziosità di una goccia, l’ ennesima…, calata dal cielo e caduta su una foglia tesa e morbida, lucente e brillante.

Bagliori di luce in volo.

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Rosso

“Canzone al vino”

Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro...

(W. B. Yeats)

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L’ inquietudine

A torto si guarda all’inquietudine come ad una condizione interiore preoccupante e potenzialmente pericolosa. Non parliamo, ovviamente, dell’inquietudine legata a circostanze contingenti e travagliate, per esempio al senso di colpa per una cattiva azione commessa, o all’incertezza per un evento minaccioso che ci viene incontro, o – ancora – alla difficoltà di prendere una decisione difficile, penosa, che ci vede obbligati a scegliere tra due mali. Parliamo invece dell’inquietudine come condizione esistenziale e legata a un’intima esigenza di cambiamento, di rinnovamento, di superamento, da una condizione chiusa e frustrante verso una di la libertà, apertura, realizzazione. L’inquietudine esistenziale è il segno di una intensa vitalità dell’anima, che non si accontenta della banalità del quotidiano e aspira a una meta degna dei suoi sforzi e dei suoi ardori (Giordano Bruno parlava di “heroici furori”)

(Francesco Lamendola)

Saranno il tempo e le continue “burrasche” nel cielo, segni di un’ estate che non si decide ad arrivare, oppure la sensazione di stare dove non si dovrebbe essere.

Sarà l’ emicrania continua, latente e fastidiosa che non lascia in pace ed acuisce sensibilità e sensi.

Sarà l’ inquietudine di fondo della crisalide costretta nel bozzolo.

Sarà che la pazienza è la lezione che devo imparare.

Mi sento come un roseto fradicio di pioggia quando invece dovrebbe risplendere nel sole, e cosi cede i suoi colori all’ acqua che li riflette mischiandoli  quelli dell’ universo.

Inquietudine e pazienza.

Una goccia, una lacrima appesa al rosso tra cielo e terra.

Dare ad ogni emozione una personalità, ad ogni stato d’animo un’anima.

(F. Pessoa)

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Scegliere (adoraincertablog devoted)

Creando l’uomo a Sua immagine, Dio lo ha fatto potente quanto Se stesso. Ma allora perché egli si mostra così debole? Perché ignora dov’è la sua forza. La sua forza non sta nella sua capacità di esigere, di imporsi, ma nel suo potere di dire “no”. Ciò significa che nessuno al mondo può costringerlo a fare ciò che non vuole fare. Se anche tutto l’Inferno si alleasse contro di lui per obbligarlo ad agire contro la sua volontà, non potrebbe costringerlo. E neppure Dio può costringere l’uomo! Perciò, se sapesse dov’è la sua vera potenza, l’essere umano resisterebbe a tutte le seduzioni, a tutte le tentazioni, e non commetterebbe nessuna cattiva azione. Se è debole e commette errori, è perché vi acconsente.
Gli spiriti tenebrosi del mondo invisibile hanno il potere di tentare l’uomo e di metterlo alla prova. È Dio Stesso che ha dato loro questo potere. L’uomo, però, ha sempre il potere di dire “no” al male. È l’ignoranza della propria origine divina a renderlo così debole.

(O. M.  Aivanhov)

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