Pezzi di cielo

Haiku (75.2016)

Pezzi di cielo
Riposano sul verde
L’immensità

ilmagodiozblog

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Esagramma 60: La Delimitazione

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“Al di sopra del lago vi è l’ acqua: l’ immagine della delimitazione. Cosi il nobile istituisce numero e misura e indaga che cosa siano virtù e retto cammino.”

Il lago è qualcosa di finito; l’ acqua è inesauribile. Il lago può contenere solo una certa misura dell’ infinita quantità di acqua. In ciò consiste la sua peculiarità. Nella sfera umana separazioni e barriere contribuiscono amdare all’ individuo il suo significato. Si tratta allora di fissare con tutta chiarezza queste separazioni, le quali sono, per cosi dire, la spina dorsale della morale. Le possibilità illimitate non sono fatte per l’uomo. Cosi la sua vita non farebbe altromche dissiparsi nell’ illimitato. Per diventare forte, l’ uomo deve istituire volontarie barriere di doveri. Solo circondandosi di queste barriere e imponendosi liberamente la norma del dovere, ognimuomo acquista valore quale spirito libero.

(IChing, Il Libro dei Mutamenti)

Calcinculo. Ieri sera Argo mi ha fatta volare perché ha visto la gatta che lui adora, ma che lo detesta, ed è partito a spron battuto dimenticandosi di me. Povero, glielo leggi negli occhi quanto lui la ami e leggi nello sguardo altero di lei quanto lo disprezzi, cosi grosso e casinista, un energumeno emotivo ed impetuoso.

Quando sono atterrata con il braccio e la spalla doloranti gli ho assestato un calcinculo.

Educare a volte vuol dire anche insegnare a regolare il proprio lato selvaggio. Punire commisuratamente al danno che le nostre azioni possono provocare. Insegnare che i nostri atti hanno sempre delle conseguenze. Darsi e dare delle regole per il proprio e l’ altrui benessere e serenità.

The waste land

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APRIL is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

(Aprile è il più crudele dei mesi, genera Lillà dalla terra morta, confonde memoria e desiderio, risvegliando le radici sopite con la pioggia della primavera. L’inverno ci mantenne al caldo, coprendo la terra con immemore neve, e nutrendo con tuberi secchi una vita misera.)

What are the roots that clutch, what branches grow
Out of this stony rubbish? Son of man,
You cannot say, or guess, for you know only
A heap of broken images, where the sun beats,
And the dead tree gives no shelter, the cricket no relief,
And the dry stone no sound of water.

(Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo, Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole, E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo, e l’arida pietra nessun suono d’acque.)

(T. S. Eliot)

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=54080